mi metto a ricopiare le ultime frasi
Chuuya pov
una volta finito, mi stiracchio, per poi andarmi a fare un bagno caldo; mi sto rilassando nella bella vasca fumante fin quando mi torna in mente il libro di storia che parlava di quello che Dazai ha definito il mio ^omonimo^, ma ho una strana sensazione che non so spiegare nemmeno a me stesso. Mi sveglio con il suono assordante della sveglia che segna le 6:30, dopo un'altra nottataccia contenente quell'incubo; mi dirigo assonnato verso il bagno, incrociando mia madre che invece ne sta uscendo
Chiyo: sto avendo delle allucinazioni?
chiede mia madre, per poi darsi un piccolo schiaffetto sulla guancia, ricevendo come risposta un grugnito, odio parlare quando mi sveglio così presto; la supero e mi chiudo nel bagno, dal quale esco dopo più o meno mezz'ora, visto che per una volta sono in anticipo me la prendo comoda; scendo con lo zaino in spalla e sto per mettermi le scarpe
Chuuya: io vado..!
dico, ancora mezzo assonnato, allacciandomi le scarpe
Chiyo: oggi sei in anticipo, per una volta possiamo fare colazione insieme, e poi ti stavi scordando un'altra volta il bento..!
mi dice mia madre facendo capitolino dalla porta che separa il corridoio dalla cucina, "ha ragione" penso, per poi dirigermi in sala da pranzo dove mia madre ha già preparato tutto per la colazione
Chuuya: grazie per il cibo..!
dico, per poi prendere le bacchette iniziando a mangiare insieme a mia madre
Chuuya: ma è buonissimo!
esclamo, assaggiando solo un poco del cibo
Chiyo: se non fossi sempre in ritardo, saresti abituato al sapore della mia colazione..!
dice, velando un piccolo rimprovero; iniziamo a parlare del più e del meno fin quando arriviamo ad un'argomento del quale preferivo non parlare
Chiyo: allora... come stanno Shirase e Yuan..?
mi chiede, anche se mi ha fatto capire più volte che lei non li sopporta per niente
Chuuya: stanno bene...
Chiyo: non ti sei fatto nessun'altro amico?
mi chiede provando a sembrare disinvolta, "lo sapevo" penso lasciandomi sfuggire un piccolo sospiro
Chuuya: no... di solito esco solo con loro
Chiyo: come mai non esci anche un po' con Osamu-kun e i suoi amici?
mi chiede, me lo chiede molto spesso ed è una cosa che non sopporto
Chuuya: non credo che ci troveremmo bene
dico, per poi prendere lo zaino ed alzarmi, pronto ad uscire; anche se non sembra, mi piace molto chiacchierare con mia madre
Chuuya: io vado, ciao mamma!
Chiyo: ciao! E fa attenzione per strada!
dice, quando finalmente mi metto le scarpe ed esco di casa. Arrivo a scuola verso le 7:45 e c'è già qualcuno; vedo in lontananza la piccola combriccola di Dazai e decido di avvicinarmi
???: SE DAZAI ARRIVA DI NUOVO ALL'ULTIMO MINUTO IO LO-
urla un ragazzo biondo, il quale ferma a metà la sua frase vedendomi praticamente davanti a loro
Chuuya: potreste dare questo a Dazai?
chiedo, porgendogli il quadernino di inglese
???: buongiorno anche a te Nakahara!
esclama il ragazzo con gli occhiali della mia classe, che se non mi sbaglio si chiama Rampo; alzo gli occhi al celo e scuoto leggermente il quadernino
Chuuya: buongiorno, ora potete prendere questo benedetto quaderno..!
dico e il ragazzo biondo lo prende; alzo la mano accennando un piccolo saluto, giro i tacchi e mi allontano
???: che caratterino..!
dice una voce femminile; sospiro e mi allontano, lo so che mi sono comportato come uno snob, ma non voglio intraprendere una conversazione con gli amici di quella mummia vivente. Arrivo in classe 5 minuti prima della campanella e vedo, dopo poco entrare Dazai e il ragazzo biondo con gli occhiali di cui non so se mi ricordo bene il nome, ovvero Rampo, ma di Yuan e Shirase nemmeno l'ombra; visto che manca ancora qualche minuto e che il professore non è ancora arrivato, prendo il telefono e scrivo a Shirase
Chuuya
Devo chiamare chiamare un detective privato per caso? Ti hanno rapito a te e Yuan?
Shirase
Ha.Ha. Divertente, ieri io e Yuan siamo rimasti in giro fino a tardi e adesso abbiamo un bel febbrone
Chuuya
Bravi gli stupidi
Shirase
vado a dormire, ciao!
chiudo la chat e sbatto la testa sul tavolo, "e oggi si sta da solo" penso, mentre il professore entra in classe e la lezione di inglese inizia; all'ora di pranzo, prendo il mio bento e vado nel solito posto dove ci ritroviamo sempre io e i miei amici, e inizio a mangiare, con il rumore di alcuni ragazzi che si sono riuniti a giocare a pallone; sono immerso nei miei pensieri, ma non so come, riesco a scansare una pallonata che mi stava per arrivare alla tempia; sto per insultare chiunque sia stato, ma un ragazzo dai capelli rossi si inginocchia davanti alle scale e davanti a me e porta quasi del tutto la faccia al pavimento
???: TI CHIEDO SCUSA! SPERO CHE NON TI SEI FATTO MALE!
Chuuya: non fa niente..!
lui alza la testa e io gli lancio il pallone
???: Grazie! E scusa ancora!
dice, alzandosi e prendendo il pallone
Chuuya: sai che non potete giocare quì?
gli chiedo e lui diventa pallido come un lenzuolo
???: sei del consiglio studentesco?
mi chiede con timore
Chuuya: no! Ma se vi beccano vi faranno una testa gigante!
dico facendolo ridacchiare; effetivamente quì si può venire a mangiare, ma quasi nessuno ci viene visto che è pieno di ragni e qualche altro insetto, ma non si può giocare a giochi con la palla, visto che ci sono molte finestre
???: lo sappiamo, per questo non vorrei che il consiglio lo venisse a sapere...!
Chuuya: potete andare al campetto della scuola, a pranzo non lo usa nessuno, basta che chiedete al professore di educazione fisica
gli dico e i suoi occhi si illuminano
??: davvero? Grazie mille dell'informazione! Ehi ragazzi, andiamo!
dice ai ragazzi che iniziano ad allontanarsi
???: vuoi venire a giocare con noi?
mi chiede e io scuoto la testa, intento a finire il mio bento, mentre lui sembra essere un po' triste
???: oh ok, sarà per un'altra volta allora! Vado altrimenti mi prendono per le orecchie, ciao amico!
"amico?" penso, continuando a guardare il punto dove si trovava il ragazzo
STAI LEGGENDO
Our second chance
FanfictionChuuya è un ragazzo del primo anno di superiori, che ogni notte, da quando ne ha memoria, fa un sogno abbastanza strano: lui pieno di ferite, fra le braccia di una persona, la quale non riesce a vedere il volto, sa soltanto che quella persona, che s...
