Chuuya: hai... hai mai avuto l'impressione, che alcune cose ti siano passate di mente e che provino a ritornare in momenti non precisi..?
Chuuya pov
Dico, provando a mettere su un piano diverso ciò che ormai mi succede anche troppo spesso
Koyo: come dei déjà-vu...?
chiede con la voce impastata dal sonno girandosi verso di me; i miei occhi si sono abituati al buio, quindi riesco a vederla quasi chiaramente.
Chuuya: si... più o meno si...
Koyo: cosa intendi per 'più o meno'...?
mi chiede incuriosita, "beccato..." penso, sistemandomi meglio nel futon
Chuuya: bhe... come se fossero più dei ricordatori... come...
Koyo: come se fossero ricordi di una vita passata?
mi chiede completando la mia frase, con la voce ormai più sveglia di prima; spalanco gli occhi e mi metto seduto quasi d'istinto "possibile che anche lei..."
Koyo: succede alle volte anche a me... o meglio, mi succedeva quando ero più piccola, ora succede più sporadicamente...
sento il battito accelerare; lei sospira e si mette seduta come me, provando a guardarmi negli occhi, allora mi alzo e accendo la lampadina che si trova sulla mia scrivania e mi rimetto subito dopo seduto
Chuuya: a me succede ormai molto spesso...
ammetto, ormai un po' nel panico; lei aggrotta la fronte, e si capisce chiaramente che anche lei sta iniziando ad andare in ansia; rimaniamo in silenzio per qualche secondo, e proprio quando sembra che lei stia per prendere parola, si sente la porta di casa che si apre
Chuuya: è mia madre, se ci becca ancora svegli a quest'ora ci... anzi mi ammazza...!
sussurro; quando è il fine settimana, mi lascia stare sveglio fino a quanto voglio, ma se domani è un giorno scolastico... quasi come se ci fossimo esercitati, ci mettiamo sotto le coperte e facciamo finta di dormire, proprio quando mia madre apre la porta, facendo entrare nella stanza un piccolo spiraglio di luce; dopo poco, la porta si richiude e si sente il rumore di passi leggeri che piano piano si allontanano, ma aspetto comunque qualche minuto prima di uscire da sotto le coperte e noto che la senpai si è già addormentata "doveva essere proprio stanca..." penso, tornando a guardare il soffitto; passano un paio d'ore e ancora non riesco a prendere sonno, oppure non voglio avere il mio solito incubo, ormai non lo so più, decido di prendere il telefono, e inizio a guardare le foto dalla galleria; non ci sono molte foto mie da solo, non mi piace molto farle da solo, per questo in quasi tutte ci sono Shirasae e Yuan nel mentre che le elimino, tenendo solo quelle in cui eravamo ancora bambini... continuo a scorrere e trovo delle foto in cui c'è anche Dazai, con le sue bende caratteristiche che gli coprivano l'occhio, mi ricordo ancora che sua madre non era in grado di convincerlo a fargliele levare, solo io e un'altro suo amico più grande di noi di qualche anno potevamo convincerlo a levarsele anche se per poco, non so perchè, ma questa cosa mi rendeva molto felice. Mi sveglio come al solito impregnato di sudore, ma con la differenza che aprendo gli occhi, mi ritrovo davanti il viso spaventato di mia madre...
Chiyo: Chuuya...! Di nuovo con quell'incubo...?!
"ah già..." penso mettendomi seduto; quando ero piccolo gli raccontai di questo mio sogno, lei mi portò da uno psicologo, ma le cure che mi darono non ebbero mai successo, mia madre era sempre più triste, quindi finsi che non avessi più avuto quell'incubo. Alzo lo sguardo e noto la senpai dietro mia madre con una faccia altrettanto preoccupata
Chuuya: di quale incubo stai parlando?
dico, facendo il finto-tonto, cosa che faccio sempre quando mi becca
Chiyo: lo sai quale...!
mi dice, anche se posso vedere benissimo l'insicurezza nei suoi occhi; scuoto la testa e mi stiracchio
Chuuya: se l'incubo di cui parli è quello di cadere nel vuoto, allora si è quello...!
mento, e si vede chiaramente che le mie parole l'hanno rilassata; lei si alza e si schiarisce la voce
Chiyo: visto che si tratta solo di questo, vado a preparare la colazione...!
dice, uscendo da camera chiudendo la porta, lasciando me e la senpai da soli, io guardo lei, lei guarda me e continuiamo così per qualche secondo
Koyo: di quale incubo parlava tua madre?
mi chiede semplicemente; sospiro e mi alzo, per poi dirigermi verso la porta, appoggiandovici l'orecchio per controllare che mia madre non ci stia ascoltando e appena capisco che siamo effettivamente da soli, prendo la sedia della scrivania e mi siedo davanti a lei, la quale si siede al bordo del letto, prendo un grosso respiro e inizio a raccontargli tutto quanto nei dettagli, ormai per tutte le volte che l'ho sognato, mi ricordo tutti i dettagli, tranne le facce...
Koyo: wow... anche io facevo dei sogno realistici, ma mai così tanto, ma sopratutto mai lo stesso...
dice, ed io non posso fare a meno di ridacchiare dal nervoso
Koyo: ... sicuro che non hai bisogno dello psicologo...?
mi chiede genuinamente preoccupata; sospiro pesantemente, sapendo benissimo che mi avrebbe preso per pazzo
Chuuya: no... non sono pazzo.
Koyo: va bene... senti-
sta per continuare la frase ma il suo sguardo passa alla mia sveglia, la quale mi accorgo solo ora, segna le 7:25
Chuuya: io oggi ho una verifica...
Koyo: io un'interrogazione orale...
ci guardiamo per qualche secondo, per poi scattare come delle molle, correndo a prepararci uno alla volta, ed una volta finito, scendiamo correndo le scale
Chuuya: ciao mamma!
urlo, correndo a prendere i bento che ha preparato sia a me che a Koyo, alla quale glie lo passo
Koyo: buona giornata signora, grazie per l'ospitalità e per il pranzo...!
dice, facendo un piccolo inchino
Chiyo: non ti preoccupare cara, torna pure quando vuoi, ora andate!
senza nemmeno il tempo di lasciarle dire le ultime parole, io e la senpai siamo già fuori casa, correndo alla nostra massima velocità
Chuuya: seguimi, conosco una scorciatoia!
urlo, continuando a correre affiancato da lei che annuisce
Koyo: quante volte hai fatto ritardo per conoscere anche una scorciatoia?
chiede un po' dubbiosa, giro la faccia per qualche secondo
Chuuya: tu non vuoi davvero saperlo
detto questo, mi arriva uno scappellotto dietro la testa, ma ovviamente non dico niente per non farla arrabbiata ancora di più
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Our second chance
FanfictionChuuya è un ragazzo del primo anno di superiori, che ogni notte, da quando ne ha memoria, fa un sogno abbastanza strano: lui pieno di ferite, fra le braccia di una persona, la quale non riesce a vedere il volto, sa soltanto che quella persona, che s...
