Solo un momento

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Un respiro. Un sorriso.

Il vino ondeggia nel calice. Quello che ci siamo divisi, labbra su labbra, avvolti da lucciole e silenzio. Coperti dal chiacchiericcio del nostro tempo.

Quanto stiamo resistendo?

Neppure una tempesta potrà ripulirci dai ricordi.

Siamo solo noi stessi.

E i corpi nudi sull'erba in una notte che seduce l'estate.

Solo un momento. Il mio viso è contornato dal dorso della tua mano.
Lo alleggerisci dalle ombre, lo arrossisci di calore.
Quello diffuso da un tenero pudore.

Siamo distesi a consumarci di speranza. Persi a pezzi per qualcosa che abbiamo nascosto a noi stessi.

E ci nascondiamo fino a quando scorgiamo la nostra materia affiorare sotto un raggio lunare. Siamo noi in quel solo momento. Il vuoto ci sfiora, ma la nostra essenza è vera.

Forse siamo solo liberi di cercare una possibilità per continuare a respirare.

Il respiro di te, che osservi nel silenzio. Di te, che ascolti nel buio. Sì, il contrario non esiste.

È la quiete dei detti, quelli sussurrati dagli sguardi.
Li ho sentiti dentro di me, mentre ti cercavo tra le stelle.

Ti sento in ogni modo. In ogni istante.

Ma ho ignorato i segnali di quel momento.

Adesso, ascolto solo le note che faccio danzare con la mia chitarra su quei messaggi che mi hanno fatto vedere tutto, anche ciò che non sapevo di sapere.

Non ho seppellito quel momento profondo di cui avevi bisogno. Riesco a vedere quel risveglio, che ci ha fatti inciampare nel buio.

E continuo a suonare. L'unico momento in cui vivo e annullo i pensieri in attesa di riempire l'aria di nuove parole, quelle che non ti ho detto. Non ancora. Ma non sono più brava a darne un senso.

Rincorro le fiamme su un fuoco acceso, ondeggiano, mi incantano. Mi consumano nel tacere.

Solo le note stasera inghiottono il mio piacere.

Annullo così il disordine nella mia mente. Solo per un momento.

A volte, mi chiedo se ci siamo mai sforzati di trovare qualcosa.

C'è solo il ritornello su quella macchia bianca, che ha preso il posto di te. Un cerchio tra tanti, senza colore, vuoto. Irriconoscibile, come se non fossi mai esistito. Eppure, l'essenza è sempre lì dentro. Ogni risuono di frase. Spero che anche questo sia solo un momento.

A voler parlare ci si scontra contro il muro dei sordi. La lingua non si ammorbidisce. Rimane rigida. Ostacola le lacrime. Se non si muove queste non scendono. Si tiene tutto dentro e non c'è conflitto.

I miei occhi vagano incantati tra sagome evanescenti che tornano in memoria.

E ci incontreremo lì, alla luce o al buio, negli angoli di questa vita o in un orizzonte di colori, dove il cielo si unisce col mare e si capovolgono come il bacio di due amanti.

E continuo a suonare.

E continuo a danzare con lo sguardo smarrito tra le onde delle fiamme.

È solo la notte che mi rende indifesa. Come tutte le notti.

E stasera c'è un quarto di Luna nel cielo. E distesa nell'erba sono sola a guardarla ... nel silenzio di una triste notte d'estate: calda e senza vento.

V.

Dedicato a meDove le storie prendono vita. Scoprilo ora