Prosa e poesia. Emozioni, spesso in contrasto con i desideri, le delusioni, le speranze.
Esiste la felicità? O è soltanto gioia?
Parole per specchiarci e riflettere sulle nostre vere essenze. Sono dediche per tutti.
Alla deriva galleggia il mutar di una storia; dorato in cornice nei flutti in memoria. Traghetta il natante tra le spume in candore; lacrima l'occhio di un triste pittore. Egli, il verso muta sullo sciabordio infranto, ove il respiro spezzato del fato scivola sordo su un ignoto dannato. Iride mesto riverbera fulgido nel suo lamento, che nel mar smarrisce un remoto tormento. Una mano in pittura affiora da esso; perduta nell'ombra, si sporge sull'amor disperso. Dilegua il sospiro di un futuro respinto, con languorvagante l'abisso accoglie ...ilTelo Dipinto.*
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"Accendi la luce. E' buio qui intorno" ti dico, offrendoti il mio sguardo celato dai capelli. Le mie parole si perdono tra le ombre. Sei indifeso, afflitto. La mia voce è un soffio nella brezza, che entra da una finestra aperta. L'unico sollievo che provo è non doverti scorgere smunto e avvilito nelle notti per badare alla mia debole sofferenza.
Avanzo verso di te. I miei piedi nudi scivolano sulle punte per non calpestare il tuo silenzio. La mia vestaglia corta è aperta sul davanti, sebbene la mia nudità sia trasparente; sinuosa.
Ti ho donato la mia posa migliore e adesso la affronti per plasmarla nella tua interpretazione.
Sei seduto davanti al cavalletto. Muovi attento il pennello sulla tela iniziata. Mi avvicino. Ti accarezzo i capelli. Il grano scivola tra le mie dita. Piccole onde che si attorcigliano tra i polpastrelli, sfumando nel mio palmo aperto. Fingi di non sentirmi, ma colgo il brivido anelare dalle tue labbra. Il pennello rimane sospeso.*
La luce di un lume è l'unico faro che getta un fascio sul disegno. Tutt'attorno è ombra. Sostieni che in questo modo si possa cogliere il giusto tono di colore.
Osservo la tua pittura sul mio corpo. Di esso hai accarezzato ogni centimetro definito. Il tuo pennello sazia i tracciati della mia pelle; morbido, sembra leccarne le gocce sbavate per armonizzare le curve più concesse. Il colore che le doni imporpora la lussuria col sangue, rinnegando l'esibizione dello spudorato piacere e nutrendo la sensibilità del soggetto di un'estetica più raffinata.
Imprimi l'estasi famelica dell'abbraccio mortale, quello del piacere. Dai vita al telo vermiglio d'amore; peccato arginato, senza alcun pudore. Il tuo sguardo vaga nei colori. Ti perdi nei tratti; galleggi nei sensi.
Ti fermi. Riponi il pennello. Chiudi gli occhi, perdendoti nella carezza della mia mano sui tuoi capelli. Sollevi il viso su di me. Il topazio dei tuoi occhi si perde nella tristezza del mio sguardo: lucido; dissolto nel momento di arrendevole fascino.
Le tue mani si insinuano tra i lembi della mia vestaglia; stringono il mio corpo; lo sospingi tra le tue gambe e nel mio grembo affondi il tuo volto. Una scossa ci smarrisce nel precipizio dei tremori. Sento la tua pelle ispida sfregare su di me. È così piacevole che ogni volta mi sembra di stare in bilico sul bordo roccioso di un faraglione, desiderando di aggrapparmi alla forza delle tue braccia per non cadere tra i flutti in tempesta.