Ho assaporato il sogno di una notte e ne conservo il gusto tra le labbra. Sa di incanto e gocce di tempo, di minuti che bruciano e di attese che ondeggiano.
Un secondo scandito mi ha scottato la pelle, un marchio che non va via.
Ho messo il lucchetto a quel sogno.
Adesso è mio.
Senza il peso della rabbia, senza l'inganno della speranza, senza più poesia a filtrare il dolore - non so più scrivere neppure quella -. Non ci sono menzogne qui, né false promesse a farmi da specchio.
Qualcuno ha detto che ho un dono per la scrittura, ma mentiva o lo diceva per cortesia, perché io non so usarle, le parole. Non sulla carta, non più ormai.
E d'altronde a cosa servono?
Spesso sono gusci vuoti che non riescono a contenere l'intensità di ciò che abbiamo vissuto.
Quando le pronunciamo finiscono sempre per tradirci, restando incompiute sulla soglia di chi ascolta - o legge, fate voi - mai comprese del tutto. Giacciono li, mute, a masticare quello che volevamo trasmettere.
Scusate, volevo dire che "ho vissuto... quando le pronuncio... per tradirmi... che volevo trasmettere, e... bla bla bla".
Qualcun altro ha detto che scrivo da Dio. Addirittura!
Mi viene da ridere, ma credo sia a causa del gin tonic che mi osserva dall'angolo del tavolo, mentre sento il ghiaccio creparsi nel bicchiere e scivolare verso il fondo.
Il fatto è che Dio non scriverebbe queste stronzate. La Sua arte l'ha già pennellata a dovere su di noi con qualche sbavatura nei caratteri, rendendoci scarabocchi imperfetti su fogli ingialliti, ma per Lui opere d'arte... anzi, penso che non Lo creda più.
Quelle che leggete sono solo imbrattate di vaneggi tra la veglia e il sonno, ma chi se ne frega. Il ghiaccio è ormai sciolto e il gin è finito. Pensare, che non mi è mai piaciuto, così speziato e senza senso.
E questo lo dico a te, che mi fissi dal bicchiere.
A te, sì,
che ti svegli al mattino e non sorridi ma sospiri, perché la luce che filtra è sempre la stessa - opaca, spenta - e lo stomaco stretto in un vuoto.
A te,
che cammini per le strade senza una meta, perché una meta l'avevi ma l'hai perduta, e adesso ne cerchi un'altra.
A te,
che ti nascondi dal sole per non essere visto, perché in quel momento sembra che il tempo voglia spiarti, ed è geloso.
A te,
che osservi chi non ti riconosce e chini il capo cambiando percorso.
A te,
che fissi la notte dalla finestra e piangi senza farti sentire, perché il freddo non percepisce il calore di un corpo.
A te,
che leggi e non comprendi, perché le parole sono solo illusioni e chi le scorge vi cerca le proprie, ma non me.
A te,
che guardi lo stesso buio dove le ombre non si riconoscono ma si sentono.
A te,
che scrivi per necessità, non per vanto.
A te,
che cerchi il mondo ma il mondo non cerca te.
A te,
che fai ridere ogni volto ma soffri dentro, perché non sai più sorridere e ti veli di apparenze.
A te,
che asciughi le lacrime agli altri, ma nessuno sa cogliere le tue.
A te,
che desideri il calore di un abbraccio, ma l'unica cosa che ti avvolge è il freddo dell'indifferenza.
A te,
che sudi, ti sforzi, urli, ridi, piangi e mandi a fanculo, pur sapendo che le tue parole non raggiungeranno nessuno.
A te,
che scrivi mentre gli altri dormono per non disturbare senza fiatare; per non discutere ma per vegliare.
A te,
che ti emozioni quando fai qualcosa di bello ma dura solo un attimo, e svanisce in occhi estranei che non sanno leggerti.
A te,
che stringi la penna perché è l'unica voce che hai e, seppur non sapendole usare, le parole le lasci gridare.
A te,
che non riesci a fare uscire intero un pensiero, ma lo spezzi, lo consumi e alla fine lo trattieni.
A te,
che parli alla luna, l'unica che ascolta i tuoi scleri senza giudicare.
A te,
che fissi gli ultimi residui di quel ghiaccio, sperando che ti suggerisca il modo di scaldarti dal gelo che hai dentro.
A te,
che scrivi l'elenco degli invisibili, perché i nomi che contano non li pronuncia nessuno e le ombre, a volte, pesano più dei corpi.
A te,
che stai scrivendo queste cazzate...
...dedicate a me.
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Dedicato a me
PoetryProsa e poesia. Emozioni, spesso in contrasto con i desideri, le delusioni, le speranze. Esiste la felicità? O è soltanto gioia? Parole per specchiarci e riflettere sulle nostre vere essenze. Sono dediche per tutti.
