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Non aveva più detto una parola.

Erano ripartiti, da ore ormai. Hyunjin se ne accorse dopo pochi minuti che quel silenzio non era semplice tristezza. Era chiusura.
Da una parte sapeva fosse tutta colpa sua, dall'altra non voleva ammetterlo nemmeno a sé stesso, non riusciva a comportarsi diversamente.

Strinse le dita attorno al volante, inspirando lentamente dal naso.
Il ricordo di quello che aveva detto nella doccia gli tornava in testa a intervalli regolari, come un piccolo remainder di quanto era stato stronzo.

Avrebbe potuto lasciare Felix così, muto, col suo classico broncio.
Era più semplice. Prima o poi avrebbe parlato da solo, ma quella volta... non succedeva. Aveva buttato qualche sguardo con la coda dell'occhio e la sua espressione non era cambiata di una virgola. Sembrava qualcuno a cui avevano strappato il cuore dal petto.

Decise di agire. La tensione lo stava uccidendo, così rallentò di colpo.
La macchina accostò sul lato della strada, ma non bastò per attirare l'attenzione del biondino.

«Scendi.» gli ordinò con fermezza, non riuscendo a trovare i suoi occhi.

Il minore corrugò appena la fronte, poi, senza chiedere spiegazioni, aprì la portiera e scese, chiaramente infastidito.

L'aria fredda della notte lo colpì subito.
Il cielo stellato sembrava tenergli compagnia. Non si era nemmeno accorto della presenza del maggiore che lo aveva raggiunto e affiancato.

Un lieve sospiro riempì quell'attimo vuoto. Si sentì prendere il polso, non fece nulla per fermarlo, nonostante non gli andasse di essere toccato.
Non aveva le forze di controbattere, non in quel momento, dopo tutto quello che gli aveva detto. Quelle parole gli erano entrate dentro ed ora stava sanguinando in silenzio.

Non fu una stretta forte, ma abbastanza salda da tirarlo più vicino al corvino, ritrovandosi uno davanti all'altro, a pochi centimetri di distanza.

Felix alzò gli occhi, senza muovere un solo muscolo e lo guardò con rabbia, quasi da far venire i brividi. Non aveva alcuna intenzione di cedere stavolta.
«Lasciami.» pronunciò lentamente, a bassa voce, facendogli capire la serietà della situazione.

Hyunjin non lo fece.
Lo fissava con uno sguardo teso, le sopracciglia leggermente corrugate.
Sembrava irritato, come se Felix lo stesse facendo arrabbiare. Il che era abbastanza ironica come cosa.
Sotto quella superficie c'era qualcos'altro che il corvino non voleva ammettere. Non erano tanto i sensi di colpa quanto la paura.
«Smettila.» disse altrettanto serio, mantenendo la vicinanza.

«Di fare?» ribatté freddamente. Non lo spinse via, ma fece un passo indietro. Voleva andarsene, qualunque posto gli sarebbe andato bene pur di riuscire a dimenticarsi di lui.
Si sentiva una stupido per essersi avvicinato così tanto.. il cuore gli faceva un male cane.

«Di stare zitto.» rispose, alleggerendo l'espressione in una più sincera.

Il biondino lo guardò come se quella frase fosse l'ultima cosa che si sarebbe aspettato.
Venne tirato ancora più vicino.
Questa volta abbastanza da farlo urtare contro il suo petto. Lo guardava dall'alto, evidenziando ancora di più la differenza tra le loro altezze.
Percepì le sue dita scivolare lentamente lungo il proprio braccio, fino alla mano. Per un attimo sembrò che volesse lasciarla, invece la strinse.

«Se vuoi urlarmi contro fallo.» mormorò, con la voce che gli tremava appena. «Se vuoi dirmi che sono uno stronzo, fallo.» Il biondino lo fissava senza parlare, un po' confuso. «Ma non fare così.» Fece una breve pausa. Lo sguardo si posò per un secondo verso l'asfalto. Quando tornò su Felix era più morbido del solito. «Non ignorarmi.»
Il silenzio calò nuovamente fra di loro.

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⏰ Ultimo aggiornamento: Mar 30 ⏰

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