Capitolo quattordici.

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20 settembre, ore 20.30.

Pov Zayn.

Sono geloso.

Geloso, esatto.

Di una di quelle ragazze che se sanno della tua esistenza è solo perché le hai picchiate, lasciando un segno evidente su di loro.

Oh, aspetta, solo io e Fra abbiamo questa situazione.

E odio sapere che se lei adesso sta con Louis è perché l'ho voluto io. Ma che altra scelta avevo? Lei sta male... ha bisogno di qualcuno che le stia accanto, ed escludo a priori che quella persona possa essere io.

Scherziamo? Non osa nemmeno avvicinarsi a me. Non potrebbe sfogarsi con me, sono completamente inutile. Servo solo a spaventarla, anche quando cerco di chiederle scusa.

Mi trattengo la testa con le mani, devo solo restare calmo e far andare le cose per come abbiamo pianificato. È anche vero che così la prendiamo solo in giro, tutti e due, ma non abbiamo altra scelta.

Lei non ci direbbe qual è il vero problema, non capiremmo mai cosa nasconde quell'acidità.

Apro la porta che conduce alla sua stanza, deglutisco all'idea che potrebbe tornare da un momento all'altro e che sto violando la sua privacy, ma era nei nostri progetti. Devo trovare qualcosa, anche un banalissimo diario mi aiuterebbe a capire che problemi ha... perché non è normale, è strana. Troppo.

Mi guardo intorno, sembra la stanza di una comunissima adolescente, ma sono sicuro che c'è qualcosa. Il fatto che non abbia mai fame, il tipo che giusto qualche giorno fa quasi l'ammazzava di botte, il terrore che ha per me nonostante le scuse e giustificazioni varie, il fatto che a scuola stia sempre sola; tutti i fattori collegati fra loro sembrano parecchio incoerenti. Potrei pensare che odia andarci, ma non si direbbe dai voti scolastici.

Potrebbe avere problemi familiari, perché in effetti i genitori in casa non ci sono mai, ma la fame inesistente cosa c'entra?

È troppo strano.

Cammino verso il suo letto, provo a controllare se sotto il materasso c'è qualcosa, ma non trovo nulla. Lancio veloci occhiate ai quaderni di scuola, solo appunti e compiti svolti.

La libreria è piena di normalissimi libri: dalla saga di Harry Potter a quella di Twilight, qui posso capire che ama il fantasy, ma niente di concreto e che possa aiutarmi a risolvere il mistero.

Sospiro e controllo nell'armadio, dove trovo solo vestiti. Noto che la maggior parte, anzi, tutti quelli che ha sono di colori spenti. Nero, grigio fumo, nero, grigio fumo, e vari accenni di blu notte. Nient'altro. Nessuna maglietta a mezze maniche, solo canottiere e cose simili. Suppongo che terrà gli indumenti estivi da qualche altra parte.

Un'altra cosa che i miei occhi vedono sono le innumerevoli quantità di bracciali e polsini in un cassetto, strana come passione. Pensandoci ne mette sempre molti, ma non ci presto molta attenzione.

Per l'ennesima volta, il mio sguardo viene attirato da vari fogli e album da disegno in un angolino della scrivania. Apro il primo album, e corrugo la fronte nel constatare i disegni al quanto strani che ha fatto.

Non che siano brutti, anzi, solo che li trovo insoliti. Raffigurano solo ombre, colori neri particolarmente accesi e violenti, pennellate forti di colori scuri e che spiccano. La morte è la prima cosa che mi viene in mente nel guardarne uno in particolare, un disegno che raffigura semplicemente delle strane ombre, colorate col nero e il grigio scuro. Altri disegni sono accesi, posso intuire dalle curve degli ultimi che noto che raffigurano più o meno il fuoco. Ripensandoci sono strani, perché una ragazzina della sua età non disegna fiori rosa, cuori e paesaggi paradisiaci?

Ripongo i disegni negli album, poi mi accorgo del computer portatile acceso. Avrà dimenticato di spegnerlo.

Do un'occhiata annoiata ai file che ha salvato, alla cronologia e ai siti internet preferiti, ma non trovo nulla.

La cronologia mostra solo youtube, youtube e ancora youtube, ascolta una musica parecchio deprimente. Non che sia qualcosa tipo Mozart, al contrario.

Mi gratto distrattamente la nuca, non sembra la persona che ascolta dei generi musicali così forti. Io non li ho mai amati particolarmente, invece di dirti che puoi superare qualunque momento orribile della tua vita finiscono per spiegarti il contrario, darti la voglia di morire e smetterla di soffrire inutilmente.

Sospiro, questa potrebbe essere la causa dell'acidità e del comportamento abbastanza depresso, ma è abbastanza strano.

Smetto di cercare sulla cronologia e mi dedico ai file che ha salvato sul computer. Le cartelle sono davvero molte, partono da scritti comunissimi, a tesine e finiscono con una cartella invisibile che trovo particolarmente strana.

Mi aspettavo qualche segreto da Fra, e una cartella invisibile è una di quelle poche cose che ti fanno capire quanti segreti abbia qualcuno da nascondere.

Per trovarla non c'è voluto molto, ho tenuto premuto il tasto sinistro del mouse e ho analizzato lo schermo, finché non mi è comparso il quadrato celeste e che senza selezione non puoi vedere.

Sto fermo un momento, non so se aprirla o meno. Se l'ha resa invisibile un motivo c'è, forse sapeva che qualcuno avrebbe potuto vedere quella cartella e sarebbe stata completamente fottuta... ma è questo quello che mi spinge a cliccarci su due volte, facendola aprire.

All'interno trovo solo documenti scritti, numerati con il giorno, il mese e l'anno; sono tantissimi e partono da due anni fa.

Deglutisco prima di aprire il primo, che risale al 15 settembre del 2009.

Ci mette un po' a caricare, ma poi i miei occhi leggono le due pagine di word, che ha usato come diario segreto. È stata furba, scriverne uno e inserire i documenti in una cartella non è un'idea che viene a tutti, infatti escludevo a priori l'idea di un diario scritto con word.

15 settembre 2009, ore 03.49

Ciao.

Sarà un'idea alquanto strana, forse idiota, ma tenermi tutto dentro non è sicuramente d'aiuto. Non so nemmeno a cosa possa realmente servirmi scrivere un diario, l'ho sempre ritenuto qualcosa di stupido, ma sotto suggerimento di alcune persona aiuta a sfogarsi.

È passato un anno, esattamente un anno da quando è iniziata una specie d'inferno per me. È tutto assurdo. Ho passato delle elementari fantastiche, beh sì ero un po' sola, però niente di preoccupante. Reggevo la situazione.

Poi le medie, e lì ho iniziato ad avere i miei problemi col peso. Cinquanta kg per 1.55 di altezza, niente di troppo sproporzionato a parer mio, ma non mi andavano bene. Vedevo le mie compagne di classe, le modelle delle riviste, tutte troppo belle per sembrare reali... e poi arrivavo io, lo sgorbio di Londra, se così posso definirmi. O più correttamente, il mostro di Lochness.

La mia autostima era sotto terra, mi sentivo inutile, non servivo a nulla. E adesso la situazione non è mica cambiata. Mi odio così tanto...

Ho perso molti kg, sono arrivata all'essere sulla norma, mi andava bene inizialmente... poi iniziai a risentirmi grassa, e beh, cominciai di nuovo la spericolata dieta a base di soli liquidi, erano il tè zuccherato e cose così che mi facevano rimanere viva, nonostante la stanchezza costante fosse troppa.

Poi, si aggiunse la goccia che finì per far traboccare il vaso. Il liceo.

Era orribile, un vero schifo.

I bulli non perdevano l'occasione giusta per riempirmi di insulti e botte, dovevo svolgere i loro compiti e sottostare alle torture.

E fra la scuola, i miei genitori costantemente assenti, gli amori sbagliati e tutto il resto, è solo nata una costante voglia di suicidio per me. Sono inutile. I – n – u – t – i – l – e. E odio questo di me.

Per questo devo solo farla finita, una volta per tutte.

E scrivere un diario non aiuta, aumenta solo la depressione facendoti ricordare quanto la tua vita faccia schifo.

Per adesso la mia unica valvola di sfogo sono i tagli, perché dovrei smettere? A che mi servirebbe non impugnare più nessun oggetto pronto a farti star male fisicamente ma bene psicologicamente?

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