6. Nobody wanted me...

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Passarono due settimane ed Harry imparò da Louis come scassinare una serratura, come difendersi nel caso di una lotta corpo a corpo e come mettere il silenziatore ad una pistola. Quando questo ne prese in mano una per la prima volta si sentì strano, nelle mani aveva qualcosa che poteva mettere fine alla vita di una persona nel caso lui avesse solo voluto premere il grilletto.

Louis era sempre stato molto freddo con lui dopo la prima sera, non gli aveva più per messo di dormire con lui nel letto da quando gli passò la febbre, così dovette procurarsi un materasso per dormire accanto al letto del liscio. Lui e Louis avevano sempre lavorato con pistole scariche, ma il momento di imparare come usarne una carica era arrivato. Louis accompagnò Harry in una parte dell'hotel abbandonato che non aveva mai visto, era l'arena di tiro. Su un tavolo c'erano diverse pistole con un silenziatore accanto. «Scegli quella che preferisci» disse sicuro di sé. Harry scelse e montò il silenziatore, poi si girò verso Louis come per chiedere cosa fare dopo.

«Devi mettere il colpo in canna... ecco... così» Disse lui mostrandogli come fare con un'altra pistola. Harry eseguì l'ordine e chiese conferma.

«Ora punta, chiudendo un occhio e tendendo bene entrambe le braccia tese, il puntino rosso sulla spalla del manichino in fondo alla sala... così...» Louis prese la mira e sparò esattamente al punto rosso su uno dei manichini di metallo. Harry fece lo stesso, chiuse un occhio, prese la mira e sparò, però purtroppo mancò completamente il bersaglio.

«No, Harry. Devi tendere le braccia» disse Louis mettendosi dietro di lui e prendendogli i polsi, ancora attaccati alla pistola. Quando appoggiò il mento sulla sua spalla il riccio sentì una strana sensazione, come un brivido, percorrergli la schiena, partendo dalla spalla. Louis chiuse un occhio. In poco più di due secondi aveva preso la mira perfettamente e aveva sparato, senza mancare il bersaglio.

«Ora tocca a te» disse da dietro di lui, con aria di sfida. Harry puntò, tese le braccia e colpì il manichino in pieno busto. Soddisfatto si girò per incontrare lo sguardo arrabbiato di Louis. «Cosa ho fatto di male adesso? Il manichino l'ho colpito»
«Sì Harry, ma se io fossi stato il manichino mi avresti ucciso, ed il nostro compito è...?» disse Louis. «Ferire per lavorare indisturbati, capita» continuò Harry.

Provò ancora qualche volta senza esito finché non si fece sera.
«Harry vai in camera, io ti raggiungo dopo» ordinò Louis, ed Harry, con mille domande in testa, si avviò pregando di non perdersi tra quei corridoi bui.
Arrivato nella camera di Louis si spogliò e si fece una doccia nel minuscolo bagno adiacente. Chiuse gli occhi e pensò a sua madre, a sua sorella; sperò che stessero bene e che non fossero in pensiero per lui. Pensò anche al suo migliore amico Niall che senza di lui era perduto; sperò che si fosse trovato qualcun altro con cui stare, qualcuno che lo proteggesse da quegli stronzi che lo picchiavano a scuola, ora che Harry non era più con lui. Gli mancava, avrebbe voluto averlo lì con lui, ma sapeva che non ce l'avrebbe fatta; Niall era fragile, aveva una predisposizione alla gioia e alla felicità, questo è vero, ma Harry sapeva che quella era solo una maschera e che in realtà il biondino era fin troppo sensibile e che ogni cosa che gli si diceva lui la immagazzinava e la analizzava con sé stesso quando gli altri non vedevano. Sperava che avesse smesso di soffrire e che avesse capito che il mondo è crudele, che doveva convivere con questo; ma il pensiero dei tagli sui polsi scoperti poco prima del suo rapimento lo tormentava. Ne aveva parlato con Liam, che gli disse che non aveva idea di cosa avrebbe dovuto fare per aiutarlo, dato che a lui non era mai capitato di trovarsi in una situazione del genere. Pensava a Niall ogni sera, con il pensiero gli diceva di essere forte e di non mollare mai. Harry uscì dalla doccia e si asciugò i capelli
In quel momento Louis entrò nella stanza e vide Harry con un'espressione buia.
«Cosa c'è che non va mh?» domandò togliendosi i vestiti sporchi e rimanendo in boxer. Harry scosse la testa, Louis non avrebbe capito, sembrava quasi immune ai sentimenti umani. «Su avanti racconta» disse porgendogli un panino.
«N-non... non ti mancano le persone a cui eri affezionato prima di finire qui? Insomma i tuoi vecchi amici...» Disse Harry mordendo il panino. Louis scosse la testa. «Io non avevo veri amici prima di venire qua, nessuno mi voleva» disse con amarezza. «E come mai?» s'incuriosì il riccio. «Non lo so» mentì poi il liscio. Il suo segreto era il vero motivo per cui tutti lo odiavano, eccetto Zayn, lui l'aveva presa meglio di tutti.
«Ah... Beh, a me sì, alcune persone mi mancano, ma non sarai tu quello con cui mi confiderò» disse Harry deciso ricordandosi di quanto il suo intelocutore fosse stato freddo con lui. Louis fece spallucce a quell'affermazione spiazzando Harry. «Bene, allora buona notte» sentenziò prima di buttarsi sul letto ed addormentarsi.

UNFAIR  [L.S.]La tua prossima ossessione. Scoprilo ora