13. You only deserve this...

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Harry fu sconvolto dalla notizia di Liam, non se lo sarebbe mai aspettato.

Infuriato camminava attraverso i bui corridoi dell'hotel alla ricerca di Louis o Zayn, chiunque avesse le palle di mostrarsi per primo.

Dopo un'ora di ricerche rientrò in camera sbattendo la porta. Si gettò sul letto con le mani sul viso, poi affondò la testa nel suo cuscino ed urlò forte, cercando di sfogarsi il più possibile. Quando era a casa sua funzionava sempre. Casa sua, quanto gli mancava la sua vecchia vita.

Deciso a trovare Louis si alzò dal materasso e camminò in tondo per farsi venire un'idea, finché il suo sguardo non si posò sul tavolino dove appoggiavano sempre le chiavi. C'era un bigliettino strappato:

Arena di tiro, se ti interessa
-L.

Oh eccome se gli interessava. Strappò il biglietto cercando in tutti i modi di scaricare la rabbia, purtroppo senza esito. Prese le sue chiavi ed uscì in fretta. Corse quasi per tutta la strada che lo separava dall'arena e quando ci arrivò si precipitò su Louis.
«SEI UN PEZZO DI MERDA!» urlava mentre lo spingeva contro il muro tenendolo per la felpa.
«Come hai potuto? Sapevi che era mio amico!» continuò con gli occhi iniettati di sangue.
«Harry i-»
«NO! NON VOGLIO PIÙ SENTIRE UNA SOLA PAROLA DA TE BRUTTO BASTARDO!»
«HARRY ASCOLTAMI!»
«OH NO, SEI SOLO UN FROCIO DI MERDA!» Harry non pensava davvero tutte quelle cose che stava urlando a Louis, ma sapeva per certo che doveva sentirsi male dopo quello che aveva fatto. Si sarebbe scusato in seguito, quando avrebbe ritenuto che si fosse pentito di quello che aveva fatto.
«Credevi che non l'avessi capito? Mh? CREDEVI DAVVERO CHE AVRESTI POTUTO NASCONDERMELO?»
«No...» bisbigliò appena il liscio.
«COSA?» lo incalzò allora l'altro.
«NO HARRY! Non avrei potuto nasconderemo a lungo, prima o poi lo avresti scoperto» Louis abbassò lo sguardo, sottomesso alla potenza di Harry.
«Senti figlio di puttana, di te ne parleremo dopo, ORA DIMMI PERCHÈ CAZZO HAI PICCHIATO LIAM» L'esile corpicino di Louis venne sbattuto di nuovo contro il muro.
«INSOMMA HARRY È STATO DAVANTI ALLA NOSTRA PORTA PER TUTTA LA NOTTE! TI RENDI CONTO DI QUELLO CHE POTREBBE AVER PENSATO DI NOI?»
Harry scosse la testa ridendo nervosamente.
«No Louis, non c'è più nessun "nostro", né tantomeno un "noi", non c'è mai stato e mai ci sarà» sputò acido lasciandolo cadere a terra e guardandolo dall'alto in basso.
«IN OGNI CASO NON È UNA BUONA RAGIONE PER FARE QUELLO CHE HAI FATTO. E poi è con il tuo caro amico Zayn che te la devi prendere, visto che è stato lui ad ordinare a Liam di stare lì, l'ha costretto.» detto questo Harry se ne andò a cercare Zayn.

Aveva dato per scontato che fosse sveglio, dato che lui era in piedi da molto tempo, così si rese conto che erano le sette e mezza e che probabilmente il moro era ancora nella sua camera.

Entrò nella stanza prendendo a pugni la porta, fino a che uno Zayn assonnato non la aprì. Uno dei pugni diretti alla porta finì esattamente sul suo viso, che si fece scuro.
«Hai intenzione di chiedermi scusa vero?» l'arroganza del pakistano accecò Harry dalla rabbia: iniziò ad urlargli contro e a sferrare pugni uno di seguito all'altro.
«Styles stai calmo» disse Zayn prendendo i pugni del riccio e tenendoli saldi.
«NO! TU NON LO MERITI! SEI SOLO UN BASTARDO!» Si dimenò questo, perdendo poco a poco le forze. Le lacrime cominciarono a sgorgare sul suo volto.
«Posso lasciarti adesso o hai intenzione di toccarmi di nuovo?» sempre quell'arroganza. Harry annuì cercando di trattenersi dall'uccidere il moro.
«Bene. Adesso dimmi: chi sarebbe che non mi merito?»
«Non parlarmi come se fossi un idiota, ti ricordo che ho i polsi liberi Malik» Ringhiò Harry pronunciando il nome di Zayn con un odio profondo, quasi come se quel suono fosse stato forzato ad uscire dalle sue labbra.
«Allora?» Il riccio capì che se Liam non aveva detto nulla a Zayn riguardo ai suoi sentimenti per lui, allora non sarebbe certo stato un buon amico se gli avesse spifferato tutto appena l'aveva saputo.
«Nessuno. Tu non meriti nessuno» fece allora a denti stretti.
«Bene, allora come mai sei ancora qui?» Harry non riusciva nemmeno a guardarlo negli occhi, così rimase a sguardo basso stringendo i pugni.
«Perchè ti meriti solo questo» un destro partì dal basso per colpire il mento di Zayn.
«Come cazzo ti permetti?» fece Zayn immobilizzando Harry dopo pochi secondi.
«VAFFANCULO MALIK» Il riccio si liberò e fece per uscire.
«Okay, ma credo che mentre ci andrò mi scapperà qualcosina di ieri sera col capo...» ribatté il moro.
«Perchè? Cos'è successo?» la curiosità crebbe nel corpo di Harry che si voltò verso il pakistano per ascoltarlo.
«Non ti ricordi?» scosse la testa: della sera prima aveva solo qualche confusa memoria.
«Davvero?» rise poi Zayn. Harry lo fulminò con lo sguardo, così questo proseguì:
«Diciamo che ieri sera tu e Louis avete provato quanto poco possiate sembrare etero» Harry sbiancò. Non era possibile, no.
«Io sono etero. Malik ma che stai dicendo?»
«Mio padre mi diceva sempre che in vino veritas, tu non credi sia così?»
Sconvolto Harry corse nella sua stanza. Non poteva essere, Zayn stava mentendo. Lui non aveva fatto niente del genere quella sera. Non poteva aver fatto niente del genere.

Rimase in stanza per tutto il giorno, senza nemmeno alzare le tapparelle. Si raggomitolò sul suo materasso con solo i boxer addosso. Tremava di freddo, così rubò la trapunta dal letto di Louis e ci si coprì.

Dormì qualche ora, fece sogni orrendi: sognò di nuovo Niall, era sempre sullo stesso ponte e lui non riusciva mai ad arrivare in tempo per salvarlo; sognò se stesso, era a casa sua e festeggiava il Natale con Gemma e sua madre.

Verso le sei di sera Louis entrò in stanza con un piccolo pacchetto in mano. Lo aveva appoggiato sul cuscino di Harry dicendo: «Non so se ti interessa il regalo di Natale di un frocio di merda» poi lo sentì farsi la doccia e coricarsi. Durante la notte i singhiozzi di entrambi riempivano il silenzio dell'hotel. Nessuno dei due riuscì a dormire quella notte: i sensi di colpa li tennero svegli fino al mattino.

UNFAIR  [L.S.]La tua prossima ossessione. Scoprilo ora