Capitolo 17

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Eravamo sempre più tese.

Eravamo al cimitero.

Era il Tramonto.

Non ero tornata a casa da Federico.

Avevo paura di trasformarmi.

Il sole calava lento e inesorabile.

Sembrava prendersi gioco di noi.

Sembrava volesse lasciarci con il fiato sospeso e i nervi a fior di pelle all'infinito.

Una.

Due.

Alla terza ora finalmente scomparve sotto l'orizzonte.

Ci guardammo.

Io e Benny. Nessun altro.

Ci stringemmo la mano.

Così forte da spezzarci quasi le ossa.

Le sei.

Iniziai a sentire i morsi per la fame.

Mi trattenni.

E così, all'improvviso, sentii un dolore lancinante, precisamente all'altezza dello stomaco, che non centrava nulla con la fame.

Mi piegai in due, le mani a premere una ferita che non c'era.

Con la coda dell'occhio notai che Benedetta era nella mia stessa, identica posizione.

Sentii il mio corpo vibrare, scosso dagli spasmi. Sentii i canini allungarsi. Gli artigli affilarsi. Il metallo liquefatto crescere e prendere il sopravvento sul mio corpo accasciato e indifeso. Urlai. Ma dalla mia bocca uscì solo un gorgoglio.

Un rantolo.

Aprii gli occhi. Il dolore era sparito. Così all'improvviso. Com'era venuto.

Mi si parò di fronte un mondo immaginario. Non poteva esistere quel posto. Probabilmente avevo le allucinazioni.

Eppure...

Eppure...riuscivo a riconoscere certe determinate cose.

Le lapidi del cimitero intorno a noi.

La fitta vegetazione che ci circondava.

Il sepolcro nel quale si trovava Angy...

...Lasciati andare...

"C-chi va là!?" urlai.

...Lasciati andare...Non aver paura...Ti guiderò io...

"C-chi sei? C-che cosa vuoi?..." sussurrai rabbrividendo.

Avevo capito una cosa: la Voce non veniva da fuori. La Voce...ero IO!

...Sono la tua guida...Non ti farò del male...Lasciati andare...

Volevo lasciarmi andare.

Volevo dimenticare tutto.

Dire che non era stata colpa mia.

Dire che non ero in me.

Dire che qualcuno aveva preso il controllo della mia mente.

Ma non era così.

Io potevo scegliere.

Io volevo scegliere.

Ma...se mi fossi lasciata andare...

Forse...

L'immagine di Finnik mi si parò di fronte.

Chiara. Nitida.

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