Martina e Benedetta tentarono di tutto ma non riuscirono a calmare Angelina. Avevano chiuso la porta del sepolcro: almeno non sarebbe fuggita. Il problema era come calmare una macchina assassina.
"Deve avere per forza un punto debole, tutti hanno almeno un tallone d'Achille!" urlò Benedetta, sull'orlo di una crisi di nervi. Martina guardò attentamente la massa informe che tentava di mangiarle che un tempo era stata la persona che amava di più, cercando un punto debole.
Ad un certo punto il mostro le diede le spalle e Martina lo vide. Il tallone d'Achille della creatura. Una minuscola "bolla" dietro l'orecchio destro (quello metallico), probabilmente la cella di controllo.
"Benny! Dobbiamo colpire dietro l'orecchio destro!" le gridò Martina dall'altra parte del sepolcro.
"Ricevuto! Chi la distrae?!" le urlò l'amica di rimando.
"Tu!"
"Chissà perché, me l'aspettavo..." disse Benedetta senza lamentarsi.
E Martina si preparò. Raccolse un sasso sottile ma affilato e, appena il mostro le diede le spalle, per andare verso Benedetta, colpì.
La parte umana mandò un grido come se qualcuno la stesse infilzando con spilli ogni dove. Martina e Benedetta si tapparono le orecchie e chiusero gli occhi.
Quando l'urlo finì li riaprirono: la parte meccanica era completamente fusa e la parte umana era priva sensi; ma non era morta. Le due ragazze lo capirono non appena provarono a girarla supina e le sentirono il polso.
"Bene." disse Martina "Adesso dovremo portarla a caccia e ricordarci di legarla con delle catene molto robuste."
"Sono d'accordo." rispose Benedetta "Alle catene pensaci tu, ok?"
"Certo, ma tu la porti a caccia." rispose Martina.
"Be' credo di non avere altra scelta." sospirò l'amica.
**********
Il giorno dopo fui quasi sollevata di non dover andare a scuola, se non fosse per il fatto che sarei dovuta restare con "Il Robot ", la chiamavamo per non destare sospetti quando parlavamo del mostro che era diventata Angelina.
"Mi raccomando," mi disse Benedetta "non farla uscire prima del Tramonto e se cerca di mangiarti legala con le catene."
"Davvero, Benny, grazie per avermelo detto, non ci sarei mai arrivata, ero convinta che se avesse cercato di mangiarmi io mi sarei fatta mangiare!" ironizzai. Sospirò, quando è stressata non ha neanche un briciolo di senso dell'umorismo, e poi se ne andò. Pensai a cos'avrebbero fatto oggi a scuola e mi preparai a passare quelle 6 ore nel modo più lungo possibile.
Il tempo non passava mai. Angelina, benché sazia dalla caccia della notte scorsa cercava in ogni momento di mordermi e se non fossi stata sempre attenta mi avrebbe ingoiato un braccio solo nei primi 5 minuti. Così la legai e passai il resto del tempo a guardare prima lei e poi me; e notai cose che mi fecero rabbrividire non poco: ad esempio che il colore della mia pelle era molto, troppo simile a quella di Angelina, iniziava ad andare su quella orribile sfumatura grigio-verdognolo da sembrare quasi marcia. E questo era molto strano, perché io ho sempre avuto una pelle abbronzata sulla sfumatura dell'oro. Un'altra cosa erano le unghie, strano, le avevo tagliate la mattina prima ed erano già lunghe come se fosse una settimana che non le tagliavo, inoltre era dalla sera prima che avevo un'inspiegabile voglia di carne. Smisi di guardarmi perché se avessi trovato anche solo un'altra minima somiglianza, avrei avuto un crollo di nervi.
Uscii dal sepolcro, l'aria fresca mi investì il viso facendomi rabbrividire. In lontananza vedevo le persone che andavano su e giù per la strada, mentre io ero invisibile. Ero sola.
Eppure...
CRACK!
Sobbalzai a quel rumore e mi voltai di scatto. Il cimitero era deserto. Non c'era nessuno. Sarà stato il vento. Pensai cercando di autoconvincermi e c'ero quasi riuscita.
Eppure...
Eppure continuavo ad avere la sensazione di essere osservata...
In quel momento il telefonino squillò risvegliandomi dai miei pensieri.
"Pronto?"
"Ehi Marti, sono Benny."
"Benny che c'è?" guardai l'ora. Era appena finito il primo intervallo.
"Volevo chiederti una cosa riguardante Finnik." Un groppo amaro mi salì in gola.
"Perché?" chiesi cercando di ricacciarlo giù.
"Niente ti spiego tutto quando arrivo."
Passai il resto della giornata a vagare per il cimitero ma soprattutto disegnai: adoro disegnare, mi aiuta a rilassarmi e in quel momento ne avevo davvero bisogno.
**********
Quando Benny arrivò non stavo più nella pelle: cos'era successo a scuola da preoccupare Benedetta?
"Forza Benny!" dissi "Racconta!" e Benny cominciò.
"Allora, oggi fuori da scuola ho incontrato Finnik e mi ha chiesto come mai non c'ero ieri e perché oggi non c'eri tu..." appena mi disse che aveva chiesto di me ebbi un tuffo al cuore, allora non mi aveva dimenticata!
"Gli dissi che dovevamo fare delle cure mediche e credevo l'avesse bevuta perché ha annuito ed è entrato ma, quando nell'intervallo l'ho cercato nella sua classe, mi hanno detto che non mai arrivato...ho chiesto a sua madre ma mi ha detto che lui oggi stava bene ed è andato a scuola come sempre...allora mi sono preoccupata e ti ho chiamato, tu sai qualcosa?" ma io non l'ascoltavo più. Nelle orecchie il rimbombo di quel ramo spezzato e di quella strana sensazione di essere osservata poco prima...e se fosse...?
No, no impossibile!!
Eppure...
"Scusa Benny," dissi "devo andare!" e corsi via lasciandola lì con gli occhi sgranati a fissarmi mentre correvo verso la casa del mio ex (cavolo quant'è brutta questa parola!) migliore amico. Arrivata mi accostai sotto la finestra della camera di Finnik e vi sbirciai: all'interno c'era lui che si stava togliendo una felpa militare sporca di fango(?) e una tuta scura, sporca anch'essa. E se fosse stato lui al cimitero a spezzare il ramo? No Martina è impossibile capito?
IM-POS-SI-BI-LE!!
Eppure...
Ma non feci in tempo a formulare il pensiero successivo che la finestra si aprì.
**********
Per un soffio! Martina se l'era vista davvero brutta questa volta! Per fortuna, però, Finnik non l'aveva vista.
Eppure...
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TRAMONTO
Mystery / ThrillerE mi diceva di lasciarmi andare, che sarei stata libera, e io sapevo che mentiva, ma la tentazione era troppo forte... ********** Martina è una ragazza come tante: con due fantastiche amiche e un ragazzo di cui è follemente innamorata; epp...