Capitolo 10: Rivelazione

16 2 0
                                    

Sento l'acqua coprirmi completamente e comincio a farmi prendere dal panico. I vampiri non possono stare a contatto con l'acqua. Torno in superficie e mi affretto ad uscire. Tutti si sono bloccati, Raziel è sconvolto e in preda alla paura.

<<Niah!! Stai bene?? Che diamine è successo?!>>

Si avvicina di corsa mentre cerco di riprendere fiato ed espellere dell'acqua che ho respirato.

<<S-sto bene...fortunatamente ho imparato a nuotare da piccola...>>

Mi guarda ad occhi spalancati. Lui come tutti i suoi soldati. Sono ancora bagnata, ma non sento dolore. Mi tocco il viso, mi guardo le mani, ma nulla. Mi sgancio qualche pezzo di armatura e lascio uscire l'acqua che si è bloccata, poi strizzo il mantello e svuoto il fodero.

<<N-non è possibile...come...sei come Rahab e i suoi soldati...>>

<<Cosa? In che senso?>>

<<Loro sono gli unici tra noi vampiri a poter stare a contatto con l'acqua, ricordi?>>

Uno dei soldati si avvicina, le sue mani tremano visibilmente.

<<S-signore, chiedo perdono per la mia svista, non succederà più>>

Il soldato è un vampiro alto, dai corti capelli castani pettinati all'indietro e occhi verde menta. Si vede che è giovane, non ha ancora la struttura muscolare come gli altri. Raziel si alza e lo fissa.

<<Sei fortunato che la mia compagna sia ancora viva...altrimenti ci saresti finito pure tu nel fiume...tornate ad allenarvi! Tutti quanti!>>

Si accuccia di nuovo vicino a me e mi accarezza, ma avendo ancora i capelli bagnati si brucia la mano.

<<Attento! Ti fai male, non devi toccarmi, non sono ancora asciutta!>>

<<Hai ragione, scusami. È che sono in ansia...sicura di stare bene?>>

<<Non preoccuparti. Non sento dolore, e sono tutta intera>>

Lui prende un lato del suo mantello e mi asciuga delicatamente il viso.

<<Vai a cambiarti e resta dentro. Quando tornerò, chiederò a Rahab di procurarmi una delle armature dei suoi soldati, così sarai più comoda se dovesse succedere di nuovo>>

Mi da un bacio sulla guancia e torna dai soldati, io mi alzo e vado a cambiarmi, cercando di gocciolare il meno possibile in giro. Mi dirigo verso una delle zone comuni dei clan, dove c'è una biblioteca, in quel momento deserta, e cerco qualcosa da leggere. Quando sto per cominciare, il pensiero di quello che ha detto mi rimbomba nella mente. Compagna? Detto da lui ha tutto un'altro suono, e posso solo immaginare di che colore siano le mie guance in questo momento. Dopo un po' sento la presenza di qualcuno alle mie spalle.

<<Wow, sai leggere?>>

<<Z-Zephon! Non mi ero accorta che tu fossi qui>>

Mi guarda con occhi socchiusi, analizzandomi quasi confuso.

<<Sì, certo...>>

Si siede di fianco a me mettendo la sedia al contrario.

<<Cosa ci fai qui?>>

<<Come cosa ci faccio qui? Leggo>>

<<Non il quel senso. Cosa ci fai qui, con noi? E di tua spontanea volontà, per giunta>>

<<Ecco...diciamo che ero stufa di mio padre e dei suoi comportamenti...e Raziel mi ha offerto una via d'uscita da quell'inferno>>

<<Sarà questo il tuo nuovo inferno>>

Anche se sarà doloroso, io vivrò per te (IN REVISIONE)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora