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Durante la nostra permanenza sulla costa francese, non appena la situazione si tranquillizzò, il generale Shepherd inviò me, Louis e altre quattro persone in perlustrazione. Ci separammo a coppie.

Era marzo 1940, l'aria era fresca e sembrava quasi coccolarci con il suo venticello primaverile. La luce delle lampade a petrolio non era molta, ma ci bastava (almeno così credevamo).


Due lucciole lampeggianti e tanto buio da illuminare.

Camminavamo in silenzio, con i fucili puntati in avanti, in mezzo a tronchi di alberi immensi. Ogni passo era accompagnato dal suono di foglie secche e rametti spezzati.

Poi a Tomlinson venne la brillante idea di fare una gara di velocità e come due idioti iniziammo a correre senza una meta, allontanandoci man mano dalla nostra postazione.

Ci fermammo di botto davanti a un ruscello che scorreva lì intorno e riprendemmo fiato.

"Credo... credo proprio di aver vinto... " disse con il fiatone.

"Ma se non hai nemmeno indicato il traguardo...in base a cosa lo dici?" Replicai anch'io con l'affanno.

"Io sono il più veloce, è un dato di fatto!"

"Già, lo vedo, corri talmente veloce da riuscire addirittura a mettere incinta una ragazza!" ironizzai

"Ahahah dai ero ubriaco..."

"Peggio ancora hahaha!!!"

Devo essere stato troppo indiscreto perché non ricevetti risposta e il suo sguardo si incupì improvvisamente. Silenzio.


"... Credi che riusciremo a tornare a casa?" Chiese a testa bassa


Quella domanda era una di quelle a cui è davvero difficile dare una risposta e così, sorridente, replicai:

"Se ci proteggiamo a vicenda, forse si hahaha!"

Lui non rise, ma rimase serio. Probabilmente quello che dissi lo rese ancora più pensieroso. Mi fissava con quei suoi occhi da bambino come se volesse davvero credere alle mie parole.

"Promesso?" Mi disse, con la mano chiusa in un pugno e il mignolo alzato


Non credevo che un ragazzo dall'aria così coraggiosa e fiera, potesse avere timore di qualcosa, proprio lui che rincuorava gli insicuri e i fifoni e li incitava a combattere con orgoglio per qualunque fosse stato il motivo: per una moglie, dei figli, dei fratelli, per qualsiasi cosa.

Ne era passato di tempo dall'ultimo attacco, ma in qualsiasi momento cercava di regalare, per quel che poteva, la sua bontà e sicurezza a chi non ne aveva più. Sembrava un pastore di anime infernali e condannate al dolore.

"Promesso!" Risposi io con il mignolo, fiducioso.



Non so per quale strana ragione e come sia stato possibile, ma in pochi secondi mi ritrovai le sue labbra sulle mie.

Non mi arrabbiai né provai a scansarlo, ma ero al quanto... sorpreso?!?

Fu un attimo.

Mi era letteralmente saltato addosso e non per sbaglio!


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Mi sembrava di essere immerso nella scena di un film a rallenty. Tutto era così immobile, leggiadro, quasi fluttuante e non vi era nessun suono, rumore o parola a rompere quell'atmosfera.

Mi sentivo avvolto nell'ovatta e riuscivo solo a sentire il mio cuore che pian piano iniziava a pulsare sempre più velocemente. Era una sensazione nuova per me, assolutamente e completamente innocente.

Rimasi sbalordito dal suo gesto, gelato dai suoi occhi, grandi e nudi, puntati sui miei, come a cercare una mia mossa, attonito e sempre più infreddolito dai brividi di preoccupazione che mi pervadevano il corpo. Non sapevo assolutamente cosa fare.


Speravo solo di capirne di più...

You're my wind roseLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora