Intanto, in Francia, si stavano svolgendo le prime battaglie navali e aeree tra la Germania e gli Alleati, perciò dovevamo stare in continua allerta contro i tedeschi.
La situazione iniziò a farsi pericolosa: la Kriengsmarine, marina militare tedesca, intercettò il traffico marittimo della Gran Bretagna e, per indebolirla economicamente, impiegando dei sommergibili U-Boot, con un'operazione molto impegnativa, posizionò delle mine magnetiche nei fondali britannici per impedire il passaggio delle navi.
Eravamo come circondati e i nostri alleati francesi sembravano non essere in grado di frenarli.
Un'altra minaccia era la Luftwaffe, l'aviazione militare tedesca, che cominciò a bombardare varie zone della Francia, per costringerla ad arrendersi.
Per giorni dovemmo fare i conti con le innumerevoli perdite di uomini. I tedeschi sembravano non arrendersi e continuarono con i loro piani.
Louis in quell'occasione divenne la persona di cui più mi fidavo: l'occasione fu quando, nel mezzo di un bombardamento, mi salvò dalle mitragliatrici degli aerei soprastanti, riuscendo a proteggermi in un punto sicuro tra le trincee. Non me ne accorsi nemmeno, mi facevano male le orecchie per via degli scoppi continui che mi stavano per sommergere, tanto che pensai di esser diventato sordo. Non aveva avuto la benché minima esitazione nell'afferrarmi per un braccio e trascinarmi in mezzo a sacchi imbottiti di sabbia, dietro i quali altri soldati si stavano riparando, bloccati e spaventati. Come me, per loro era la prima volta che partecipavano ad una guerra e come minimo sapevano dare qualche pugno.
Non so quante volte lo ringraziai, probabilmente ero diventato un registratore a nastro con il tasto della riproduzione completamente staccato: ero in debito con lui, ma non gli sembrava importare se ricambiassi il favore o meno, mi fece solo cenno di riprendermi e tornò determinato ad ostacolare l'avanzata nemica.
Da quel momento, dopo esserci riconosciuti, diventammo ottimi amici: quando avevamo occasione, ci confidavamo di tutto e ridevamo delle nostre cazzate fatte in passato. Era una sorta di confessionale dove potevamo tranquillamente dire tutto ciò che non avevamo avuto il coraggio di ammettere durante la nostra vita: ad esempio mi disse che prima di partire da Doncaster, aveva appena mollato una biondina che mise incinta qualche mese prima, lasciandola da sola con un bambino da crescere. Per lui fu soltanto uno "sbaglio" che non era previsto e che si era semplicemente divertito. Io invece gli raccontai del mio matrimonio forzato e annullato, guarda caso, proprio prima di partire: rise quando glielo raccontai e mi disse che ero stato davvero fortunato...
Per noi era spontaneo parlare di queste cose, anche perché, non conoscendoci, non avevamo paura di essere giudicati. Risultava quasi naturale confidare le nostre paure, i nostri pensieri e quello che avevamo sempre taciuto per timore di offendere, nel mio caso, una madre sofferente che aveva bisogno di un prospero sostegno economico: probabilmente lei sapeva che io con quella ragazza non c'entravo niente, probabilmente le dispiaceva farmi fare qualcosa per cui non mi sentivo pronto. Probabilmente, pensavo.
Non dovevamo assolutamente attirare l'attenzione del nemico, accendendo per esempio un fuoco o le nostre lanterne, altrimenti ci avrebbero localizzati: eravamo continuamente sotto attacco, e a stare a pancia sotto, sulla terra umida e con i fucili puntati, veniva spontaneo scambiare qualche parola per far passare il tempo.
Per questo motivo parlavamo in continuazione. Provavo un certo affetto per lui, sembrava come se non ci vedessimo da anni.
Sfortunatamente ignorai quelle sensazioni, e fu un errore.
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You're my wind rose
Fiksi PenggemarQuesta è la storia di un giovane ragazzo che, nel lontano 1939, era stato chiamato alle armi. Durante la guerra, scoprì se stesso e una realtà a lui completamente nuova. All'età di ventisei anni, documentò tutta la sua esperienza e i suoi pensie...
