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Ogni tanto ho gli incubi e spesso hanno a che fare con questo episodio: non so quante volte io mi sia maledetto per essere sempre così consenziente, perché alla fine ero certo che sarebbe potuta andare diversamente quella sera.

Vidi Louis disteso a terra su un cumulo di cemento spaccato, con la testa rivolta all'indietro: corsi.

Non capii più niente.

M'inginocchiai davanti a lui con le mani tremanti e il respiro affannato, non sapendo bene a cosa pensare. Lo sollevai avvicinandolo a me, in modo da fargli riprendere conoscenza.
Il ciuffo poggiato sulla fronte e quell'accenno di barba che aveva, erano coperti di polvere e da un piccolo taglio sulla fronte scendeva del sangue. Feci un respiro profondo e cercai di restare lucido.

"Lou..." - iniziai a scuoterlo leggermente - "Lou ti prego svegliati!...Svegliati ti prego!..."

Non c'era nessun altro a parte noi, nemmeno un cadavere o un ferito, niente: soltanto io e lui, per la seconda volta. E sempre per la seconda volta lui aveva bisogno di me, ma avevo paura che non ci sarei riuscito.
Provai anche in quel momento con la respirazione artificiale e dopo svariati tentativi, lui finalmente riaprì gli occhi.

Sobbalzai perché ormai non ci speravo più: iniziò a sorridermi e poco dopo il suo sguardo cambiò in dolore. Capii che c'era qualcosa che non andava poiché respirava velocemente. Premeva sulla pancia, mentre stringeva i denti lamentandosi: misi subito la mia giacca sotto la sua testa come cuscino e gli sbottonai la camicia per vedere quale fosse il problema.
Stavo entrando nel panico, quando vidi il sangue: aveva una brutta ferita allo stomaco che si stava infettando, così tolsi la camicia e gliela legai forte in vita, premendovi sopra con le mani e cercando un modo per farlo calmare.

Chiesi a squarciagola se ci fisse un medico nei paraggi, poi mi limitai a chiedere semplicemente aiuto.
Ma come hai fatto ad arrivare qui? Pensavo.
Non si sarebbe mai allontanato dal gruppo, ne ero sicuro.

"Cosa ti è successo? Come hai fatto a ferirti?"
"Mi stavano inseguendo ed erano arrabbiati"
"Chi??"
"Due tedeschi...ero tornato per farti uscire da lì e avevano notato la porta e ho cercato di distrarli e loro m'inseguivano, erano veloci, e mi sparavano ed io cercavo di evitare i colpi e...".
"Piano, piano Louis, non correre, ti stai solo affaticando"
"...e poi un proiettile mi colpi e io inciampai, mentre loro, soddisfatti, se ne andavano..."
"E come hai fatto ad arrivare qui?"
"Mi sono rialzato poco dopo e lentamente mi sono trovato questo nascondiglio"
"Non avresti dovuto rischiare così tanto, guarda come sei conciato! Ce la fai ad alzarti?"

Ci provò ma era molto debole e non sapevo più cosa fare: "Io vado a chiamare aiuto, hai bisogno di un medico..."
"No, non lasciarmi qui da solo fa terribilmente freddo..."
"Lo hai fatto tu con me prima e adesso guarda cos'è successo! Chi è quello più preoccupato adesso, tu o io??"
"Harry, ti prego non arrabbiarti, non si tratta più della promessa adesso, né di benevolenza, ho bisogno di averti qui vicino, non voglio rischiare di non rivederti più, ti prego, resta!!"

Poi mi strinse forte in un pugno la mano e avvertii una sorta di paura mista a tensione che non prometteva nulla di buono...

You're my wind roseLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora