Pochi attimi dopo,come libera da qualcosa,o qualcuno di estraneo mi alzai come se niente fosse e continuai a camminare insieme alle altre.
Poi vidi una casa in lontanzanza,avevo come un deja-vu: ero già stata lì.
«Io continuo a vederti strana.» disse Giulia guardandomi perplessa.
Una bambina magrolina,con i capelli castani raccolti in una treccia ben fatta e sistemati con un elastico rosso proprio come il vestito,con gli occhi marrone scuro e dalla carnagione olivastra si avvicinò a me quasi come mi conoscesse da tempo e mi prese per mano,guardandomi con i suoi dolci occhioni da cerbiatta.Credevo si fosse persa,che non ritrovasse piu i suoi genitori,è facile perdersi in una grande e affollata città come Londra.
Le chiesi cosa fosse successo,ma lei continuava immobile a guardarmi e a tenermi per mano,incurante degli sguardi delle mie amiche.Poi senza dire nulla,camminò come per guidarmi e l'unica cosa che potevo fare era stare al suo passo lasciando indietro le altre che mi seguivano.
La piccola fece di no con la testa indicando le altre. «ok» dissero loro tirandosi indietro.
E nel traffico generale,guidata da una mano estranea senza meta,imboccamo una piccola strada che portava ad una grande casa abbandonata,stile anni '40,un grande cancello,finestre con inferriate chiuse ed erba alta fino al collo.
«Dove mi stai portando bella?» dissi con un pizzico di paura a quella strana bambina che non aveva spiccicato parola.
«Vieni» disse poi con la sua voce rauca,bassa e nasale,strano per una bambina della sua età;credo avesse nove anni circa.Lasciò la mia presa giusto per chinarsi per passare sotto al cancello arrugginito,arrivando poi carponi dall'altra parte.Riconobbi subito quella casa,quel cancello,quell'ambiente.Era dove l'altra bambina si era persa ma poi fortunatamente ritrovata,era dove avevo avuto quell'incubo.Porte che battevano,ante rumorose,cellulari scomparsi e strane visioni.
«Vieni» continuava a ripetermi dall'altra parte del cancello con una mano che cercava di stringersi ai miei pantaloni attraverso le sbarre,con l'altra mentre indicava la piccola entrata,nascosta dall'erba alta.
«Non so dove stiamo andando» dissi mentre furtivamente mi liberavo dalla sua presa.
«Vieni»
«Io..»
«Vieni»
«Ma piccola,la tua mamma si è persa li dentro?Chiamo i vigili del fuoco così la tiriamo fuori» e lentamente posai la mano sulla guancia della piccola all'apparenza innocente per accarezzarla.
«Vieni» e stavolta il suo tono di voce era cambiato,i suoi occhi erano scuri,la sua voce ancora piu bassa ed il suo sguardo fisso su di me in ogni singolo movimento.Nel parlare mi afferrò la mano e mi tirò oltre le sbarre
«No,non vengo» cercavo di stare calma.
«VIENI!» la bambina urlò con quanto piu fiato aveva in corpo stringendo le sue unghie sulla mia pelle lasciandomi il segno,urlavo per il dolore e la sua forza si stava come scatenando,non sembrava piu una dolce bambina ma un uomo violento.
«NO!» dissi sperando che qualcuno mi sentisse,il dolore e la sua presa erano forti e non sapevo se avrei potuto resistere a lungo.
Improvvisamente,due lunghe e muscolose braccia mi presero da dietro e mi liberarono,la bambina guardó dietro di me e scappó intimorita.Pensai di chi mai si trattasse e rabbrividii al pensiero di qualche mostro,fantasma o simili dato che in quel momento poteva essere chiunque.
L'unica cosa che riuscii a intravedere tra l'erba alta fu una figura sospesa nell'aria di uno strano verde acqua,che passò l'entrata e sparì dentro.
STAI LEGGENDO
Mi manchi.
Fanfiction"Ma davvero ci avete mentito tutto questo tempo?Io mi fidavo di voi,e non volevo perdervi.Anzi,non voglio."
