Riepilogo:
Introducendo Lobelia, la quale ho deciso di rendere una sadica malvagia perché qualunque storia ha bisogno di un cattivo.
E, ovviamente, c'è un po' di conforto.
Preparate i vostri sentimenti.
Il giorno che ne seguì, i quattro si avviarono verso la vecchia forgia.
Il Capoclan (un Took) gli aveva affidato la chiave, e riferito di farci qualsiasi cosa loro desiderassero.
Indubbiamente, la prima cosa segnata in lista, fu l'obbiettivo di ripulirla da cima a fondo.
Thorin fu obbligato a spintonare la porta più volte, solo per obbligare il legno a cedere, e quando riuscì nel proprio intento, polvere su polvere esplose addosso ai loro volti.
Fu come metter piede in un abbaino che non aveva visto la luce per secoli.
Era buio, a discapito delle finestre, tappezzato con ragnatele ed ulteriore polvere.
Bilba sospirò.
Si sarebbe rivelata una lunga giornata.
Lei cercò di mantenere occupati i bambini in qualsivoglia modo, creando giochi da una base composta da lavori.
Erano stati nominati coraggiosi soldati remuneranti una battaglia contro i malvagi aracnidi, incaricati di spazzare via ogni fortezza in vista appartenente a quest'ultimi.
Le loro spade saranno anche potute essere piumini da spolvero, ma i ragazzi aderirono al compito con pieno gusto.
Non pareva sfruttamento di minori se loro, nel processo, se lo stavano godendo completamente, giusto?
Thorin optò per il sollevamento ansante, spostando ed organizzando i frammenti metallici ed incudini in giro, a proprio gradimento e piacere.
Era eccitato ad essere finalmente in possesso di una forgia adatta alla sua statura.
Ne era passato di tempo.
Bilba tentò di ripulire qualsiasi cosa le fosse rimasta, lucidando i vetri delle finestre, e spazzando il pavimento.
Se ne andò fuori per un breve lasso di tempo, ritornando con un vasto pranzo destinato a loro e, al proprio ritorno, la colpì quanto avessero realizzato.
La forgia non era vagamente vicina all'essere immacolata, ma pareva principalmente pulita, e senza dubbio utilizzabile.
Fili e Kili stavano implorando loro zio per farsi insegnare l'arte ed i vari modi di forgiare, domandando quando a loro ne sarebbe giunta l'occasione.
Thorin stava ridendo sommamente e riferendogli del loro limite fino al raggiungimento minimo dei cinquantacinque anni.
I bambini ne parvero alquanto turbati.
Ma mentre gli occhi di Bilba osservavano la piccola famiglia, la quale a lei parve di star lentamente diventandone una parte, un sorriso le si aggiunse al viso.
<"Tutto sta andando per il verso giusto, Bilba,"> si bisbigliò lei tra sè e sè.
E, ovviamente, quando fecero ritorno a casa, lo stesso pomeriggio, tutto immediatamente andò peggiorando una volta ancora.
<"Tu l'hai INVITATA qua?!"> strillò lei, infuriata ad Hamfast, quando egli l'informò della novità.
<"Lei ha invitato sè stessa,"> borbottò lui in difesa.
Bilba lo fissò verso il basso.
<"Sono desolato, va bene ragazza? Io nemmeno l'apprezzo, ma tu sei al corrente di quanto lei e la mia Belle siano intimamente amiche! Lei solamente ha annunciato del suo prossimo passaggio e se ne andata prima che la potessi contraddire!">.
Lei si mise la testa fra le mani, ed emise un lamento per la seccatura.
Hamfast parlottò un qualcosa in riguardo ai pomodori, e se ne scattò via, di nuovo all'aperto in giardino, abbandonando una Bilba fumante d'ira nel suo atrio.
I nani, cauti, ripiegarono la testa al di fuori del corridoio, per vedere se lei avesse assassinato l'uomo.
<"Di che cosa era riguardante?"> domandò Thorin, con un sopracciglio inarcato.
Bilba ansimò.
<"Dannati parenti,"> rispose lei, ancora fissando l'entrata con un cipiglio.
<"E quindi, 'lei', a chi si riferirebbe?"> vociò lui.
<"'Lei', è Lobelia Sackville-Baggins,"> rispose Bilba,
<"E 'lei', è quella che le persone di qui, chiamano una 'Stronzhobbit'.">.
Bilba si voltò per guardarlo, ed arrossì quando scorse i bambini, al fianco di lui.
<"Ma non dovete riferirlo mai e poi mai a nessuno!">.
I ragazzi parvero un poco delusi, ma ritornarono a giocare insieme, dato che Bilba sembrò calmarsi.
<"Parli di lei come se fosse un orco,"> meditò Thorin, nel mentre che gli adulti ritornarono in cucina.
<"Potrà anche non brandire un'ascia, ma certamente, della mia esistenza, lei ne rappresenta l'assillo. La donna è orrida, e agisce tramite il conflitto psicologico. Lei ed io è da anni che ce la giochiamo,"> disse Bilba, pungente, in mezzo ai propri sorsi di tè.
Thorin ridacchiò.
<"Mentre io, ora, sono al corrente che voi hobbit possiate essere più feroci di quello che le vostre apparenze diano a credere, dubito altamente che lei possa rappresentare una grande minaccia,"> fece lui un leggero sorrisetto.
Bilba lo guardò in cagnesco, con tutta la possibile serietà disponibile.
<"Sono stata io non sufficientemente chiara? La donna remunera con conflitti psicologici, Thorin. Lei ti entra nella testa, nel cuore, e ti percuote fino a farti implodere di rabbia, oppure piangere un'alluvione. L'ho vista ridurre un uomo in lacrime in un tempo inferiore ad un minuto. Lei è crudele, avida, e manipolatrice. È presente una ragione per la quale io non la reputo membro della mia famiglia.">.
Thorin l'adocchiò scettico.
Era dubbioso che qualcuno potesse veramente distorcere l'emozioni di qualcun altro come aveva descritto lei.
<"E come le ritorci contro?">.
<"Io difendo le sue vittime, e la metto in imbarazzo quando mi è possibile. Cerchiamo di evitarci a vicenda il più possibile, il quale mi rende curiosa del perché lei abbia invitato la sua persona a visitarci. Ma, per ora, sono in possesso della maggioranza delle vittorie, in riguardo alle nostre schermaglie passate. La sua debolezza, è che non riesce a comprendere che il maggior numero degli hobbit sono internamente forniti di un buon cuore. Il suo intento, è quello di far bisticciare le persone tra l'un l'altro, per il proprio intrattenimento personale, ma, la maggior parte, perdona qualsiasi cosa lei possa aver mai incolpato l'altro di aver commesso. È soddisfacente vederla diventar frustata.">.
<"Beh, ella pare orribile, quindi perché tu le permetti l'accesso qui?">.
Bilba emise un sospiro allacciato di rabbia.
<"Riguarda il comportamento hobbit appropriato. Se non lo faccio, lei correrà da ogni clan, ruggendo in riguardo a quanto rude e irrispettosa io sia stata. Meglio solo di permetterle di venire qua, e recitare il suo pezzo. Il mio punto debole, viene rappresentato dal fatto della mia impossibilità nell'iniziare un litigio, per timore che lei possa usare l'argomento prescelto contro di me. Posso solo dirigerle i miei insulti dopo che lei ha proferito le proprie crudeltà. In tale maniera, lei è incapace di riferire nulla a nessuno.">.
<"All'udirsi, quello pare come un incredibile spreco di tempo,"> proferì Thorin,
<"se lei seriamente si presenta tanto malvagia come tu la dichiari di essere, perché semplicemente non mi permetti di prenderle la testa, così possiamo essere liberi da lei?">.
Gli occhi di lei le si spalancarono mentre gli rivolse il proprio sguardo.
Ella attese per la presenza d'un sorrisetto, appartenente allo scherzo, di giungere, ma Thorin parve per davvero considerante dell'ultima idea annunciata.
<"C–cosa?"> balbettò lei.
<"Tu hai salvato me e la mia famiglia da morte certa. Il minimo che io possa fare è decapitare la tua nemesi per te,"> offrì lui sinceramente.
Bilba non si mosse.
Si ritrovò incapace di pensare.
<"La gradiresti incorniciata, oppure con montatura?"> questionò lui.
<"N-no, no! Non farlo!"> raffazzonò lei.
<"Perché no?"> chiese lui, legittimamente confuso.
<"È-è—è semplicemente come noi non portiamo a termine le cose! Non uccidiamo le persone che non ci aggradano, Thorin! Quello è orribilmente violento!">.
Egli scrollò le spalle, come se uccidere fosse una cosa da nulla.
<"Quindi tu solamente la sopporti e tolleri, con il suo incessante soffrire, senza fare nulla?"> disse lui,
<"Non sono gli hobbit disposti di un senso del giusto e sbagliato, dato che permettono crudeltà nella propria terra?">.
<"Cosa?! No! Noi non permettiamo crudeltà! Abbiamo semplicemente un diverso punto di vista, comparato a quello di voi nani,"> difese Bilba,
<"Per noi, uccidere, suona intrinsecamente terribile, quasi barbarico! Mai augureremmo un desiderio di morte a qualcun altro. Io solo desidererei che Lobelia se ne andasse. Magari per sempre.">.
Thorin le rivolse un sorrisetto, le sue sopracciglia che si tirarono su, di scatto.
<"Io potrei farlo accadere,"> le offrì lui.
Bilba provò a tenere a freno un sorriso, fallendo miseramente.
<"No, non lo farai,"> disse lei con fermezza, ancora sorridente.
<"Permetti a me di far fronte a Lobelia. Meglio che tu ed i bambini, solamente, restiate nelle vostre stanze fin quando lei si trova ancora qua. Sono senza di un dubbio che Lobelia si trovi qui per indagare sull'ultimo pettegolezzo, e quello risulterà definitamente essere fondato su di voi.">.
<"E tu non le regalerai la soddisfazione,"> pure il sorrisetto di Thorin crebbe.
<"Ovvio che no. E non le permetterò nemmeno di ferire mentalmente Fili e Kili.">.
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Lobelia giunse all'orario di cena.
Bilba aveva cucinato presto, e fatto risiedere i nani nella stanza di Thorin.
Oh no, non sarebbero stati sottoposti al tormento inflitto da quella strega.
Thorin sarebbe potuto finire accusato per assassinio, e lei non poté immaginare i danni che Lobelia potesse infliggere a dei bambini già traumatizzati per conto loro.
Nel bel mezzo dei momenti in cui lei lasciò i nani alle loro stesse immaginazioni, fu quando Lobelia bussò alla sua porta, Bilba decise di regalarsi qualche secondo in più nella propria cucina.
Sistemò e preparò se stessa; si ripeté mentalmente in un unica linea, ogni singolo atto imbarazzante che la donna ebbe messo in atto negli anni passati, e le abitudini di bevuta di Otho.
Si sorrise da sola, mentre apparecchiò con ordine i piatti.
Qualsivoglia cosa Lobelia portasse in tavola, Bilba era in possesso di un qualcosa con cui ribattere.
Non era di suo gradimento portare fuori gli accurati piatti del servizio di porcellana di sua madre, provenienti dal Decumano Ovest, ma se non lo avesse fatto, Lobelia avrebbe farneticato in riguardo a maleducazione ed egoismo, e Bilba non se lo poteva proprio permettere.
Detto ciò, non si dimenticò comunque di chiudere, con un lucchetto, il cassetto dell'argenteria.
E quindi, quando udì il veloce bussare della megera alla porta, Bilba pensò di essere pronta.
Inalò un grosso respiro, camminò a passo costante fino alla porta rotonda, e la tirò, aprendola.
Stando in piedi, con un sorriso chiaramente falso, in una frivola gonna color lavanda ed una giacchetta rosa, il proprio piccolo ombrellino da sole in una mano, una cesta di frittelle bruciate nell'altra, c'era Lobelia.
<"Lobelia,"> l'accolse Bilba con fare educato ed un sorrisetto egualmente fasullo.
<"Bilba,"> rispose lei con un cenno del capo.
Bilba face un passo addietro, permettendo alla propria nemesi l'accesso in casa sua.
Lobelia prese a camminare direttamente verso alla cucina, e si sedette sulla sedia migliore.
La tavola si presentava già imbandita, e lei si accumulò del cibo nel piatto, mentre Bilba si unì alla sua compagnia.
<"Come sta Otho?"> chiese Bilba, siccome ella si rifiutò di mettere a contatto gli occhi.
<"Bene. Ha lavorato duramente nel suo giardino. Probabilmente la vittoria della competizione per i pomodori andrà a noi per questo anno,"> le riferì Lobelia in modo fiero.
Campa cavallo!
Bilba era arrivata prima ogni anno, per l'ultimo decennio, senza l'aiuto di Hamfast, grazie tante.
Nessuno scherza con i suoi pomodori.
<"Che piacere,"> fu la risposta di Bilba.
<"Allora, come te la passi, Bilba? Ti tieni occupata?"> le domandò Lobelia, con un sorrisetto scaltro.
<"Oh lo sai, con questo e quello.">.
<"Intendi dire questo, quello, e ospiti in casa,"> proferì Lobelia, balzando oltre a qualunque piacevolezza.
Il gioco era in atto, e lo scontro iniziò.
<"Hai udito?"> chiese Bilba con (malcelato) stupore.
<"Oh sì,"> disse Lobelia, e guardò di sbieco la propria cugina,
<"Io odo svariate cose, Bilba Baggins.">.
<"Tipo?">.
<"Che sono nani,"> disse lei, con estremo disprezzo, come quando Thorin parlava in riguardo agli elfi.
<"Quello sarebbe esatto.">.
Lobelia inarcò un sopracciglio.
<"E tu gli stai permettendo di soggiornare a casa tua?"> questiono lei, con una quantità non piccola di stupore.
<"Sì. Sono amici di Gandalf. Gente davvero piacevole. Uno di loro andrà a lavorare nella forgia in paese.">.
Lobelia rimase a fissarla, con una nota di disgusto poveramente nascosta.
<"Ho anche sentito che sono maschi.">.
Bilba annuì, agendo come se questa si trattasse di una normale conversazione, tenuta con una piacevole compagnia,
<"Sì. Sono due bambini ed il loro zio.">.
Lobelia cercò gli occhi della propria cugina, ponderando cosa dire.
Poi sogghignò, <"Quindi, la rispettabile Bilba Baggins, sta andando a letto assieme ad un nano. Avrei dovuto immaginarlo fino a questo punto.">.
Bilba sussultò per l'indignazione.
<"Io non sto facendo una simil cosa!"> ruggì Bilba, perdendo la propria compostezza,
<"Io sto aiutando una famiglia bisognosa d'aiuto!">.
<"Apparentemente essi non risultano gli unici ad essere bisognosi d'aiuto. Tu stai giocando a far l'educata e rispettabile da fin troppi anni, ed ora l'intera Contea verrà a conoscenza di quanto tu sia completamente pazza! La famiglia dei Baggins non avrà mai intenzione di accettare quei mina-carbone!">.
<"Lobelia!"> strillò Bilba, la quale si alzò talmente veloce da far cigolare la propria sedia quando quest'ultima si precipitò all'indietro.
Ella afferrò i piatti, un tempo appartenuti a sua madre, giù dalla tavola.
No, questa donna mostruosa non si sarebbe avvicinata ai suoi cimeli di famiglia.
La cena era ufficialmente giunta al termine.
Grazie ai Valar che Thorin non fosse qua fuori; probabilmente avrebbe tagliato la testa a Lobelia di netto, per il commento sui minatori.
<"I Baggins potranno anche sorreggersi al decoro, ma non hanno mai scacciato via un qualcuno in uno stato di bisogno. Quel titolo giace solo nei Sackville-Baggins."> dichiarò Bilba fredda,
<"La famiglia ha molti significati, e i nani ne rappresentano senza dubbio la mia!">.
Ella girò i tacchi, e si avviò verso il lavabo, per buttare via il cibo.
<"È quello che tu ostini a ripetere a te stessa perché i tuoi genitori sono morti, e nessun uomo ti desidera?"> fu la fluida replica di Lobelia.
Bilba s'irrigidì, nel mezzo dei propri passi, ed i piatti le scivolarono di mano, andando in frantumi contro al pavimento.
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Thorin fece un sobbalzò, appena udito il frastuono.
Si alzò ed uscì dalla stanza in un attimo, i bambini appena dietro di lui.
Corse ad una tal velocità da causare ai propri capelli di sbaragliarsi di fronte a lui, quando si fermò di colpo nella via dell'entrata alla cucina.
L'arpia d'una cugina si trovava aggraziatamente seduta alla tavola, ma i suoi occhi quasi le caddero dal teschio, alla vista di loro.
Gli occhi di Thorin schioccarono a Bilba, la quale si ergeva in maniera perfetta, impossibilmente vicino al lavabo, la sua schiena rivolta a lui con, cosa lui ipotizzò fossero un tempo piatti, giacenti in mille pazzi ai suoi piedi.
L'occhiataccia di lui, più gelido del cuore di Azog, si rivolse verso l'altro hobbit.
<"Allora le voci erano fondate..."> la udì mormorare.
Lui quasi le ringhiò contro, ed i suoi denti erano già mostrati.
Parve un peccato, che lui avesse lasciato la propria spada nell'altra stanza.
Ora, sarebbe stato obbligato a spezzarle il collo a mani nude.
Fili la guardò con fare freddo.
I suoi occhi blu sarebbero anche potuti parer pugnali, ma egli risultò immobile tanto quanto Bilba.
Kili ne rappresentò l'opposto.
Egli, quasi avente la schiuma alla bocca, occhi marroni fieri come il sole, i suoi pugni tremolanti d'ira.
Ma gli occhi di Thorin guizzarono di nuovo a Bilba, e scorse appena il più lieve dei tremori, un battito di ciglia, e avrebbe potuto non accorgersene.
No, lei rappresentava la sua prima priorità.
<"Vattene."> le ordinò lui, la propria voce cupa e grave.
Un sorrisetto compiaciuto strisciò fin sopra al viso di Lobelia.
<"Altrimenti?"> questionò lei, il tono sgocciolante di falsa innocenza.
Ma fece trasalire Thorin.
Potrebbe lui ucciderla?
Lo avrebbero scacciato dalla Contea in un baleno, per averle messo una mano addosso.
Non lo poteva fare quello ai suoi nipoti.
Ma senza dubbio, lo avrebbe desiderato fare, per Bilba.
Qualsiasi cosa ella avesse fatto, per rendere la dolce donna impassibile come se di pietra, doveva rivelarsi maligna.
Lui non aveva dato peso al 'conflitto psicologico', ma ora stava incominciando a pentirsene.
<"Ragazzi,"> Thorin era furibondo, ma anche se fremente dalla rabbia, egli era capace di pensare con chiarezza.
E mentre gli hobbit potevano anche considerarlo un mostro, nessuno avrebbe potuto far colpa a dei bambini per essere...pasticcioni.
Fili e Kili si illuminarono come i fuochi d'artificio di Gandalf, e si affrettarono in cucina.
Fili afferrò il miele, Kili agguantò lo zucchero, e si voltarono verso Lobelia, con gli occhi scintillanti di malizia.
Quelli di lei si spalancarono, e velocemente si alzò.
Camminarono a passi pesanti verso di lei, con fare lento, come di una bestia propensa a braccare la propria preda, fino al punto in cui lei iniziò ad indietreggiare verso la direzione della via della porta—ed urtò contro Thorin.
Lo guardò verso l'alto, una non piccola quantità di timore presente in viso.
<"Vattene."> sbraitò lui, un'allarmante, calma di ghiaccio che lo ricoprì.
Ella deglutì, e lo sorpassò, scorrazzando.
Non fecero una mossa fino all'udirsi del chiavistello della porta.
I bambini appoggiarono giù i dolciumi, e tutti i nani rivolsero uno sguardo preoccupato a Bilba, ancora immobile nei pressi del lavabo.
Thorin, in silenzio, le si avvicinò, e gentilmente le appoggiò una mano sulla spalla.
<"Bilba?"> sussurrò lui.
Le tirò delicatamente la spalla, fino a farla voltare.
E non scorse nulla eccetto sofferenza.
Gli occhi di lei erano ricolmi di lacrime, ed il suo labbro stava fremendo.
Le sue iridi verdi parevano luccicare, mentre scavavano, profondo, in quelle appartenenti a lui.
Ne rimase quasi spiazzato.
Una ragazza gentile quanto lei non dovrebbe soffrire così.
Lui, con fare calmo, le prese le mani nelle proprie, e la guidò fino in salotto.
Lei seguì, senza opporre resistenza, ma apparì completamente assente.
I bimbi, svelti, le si attaccarono addosso, ciascuno aggrappandosi ad una buona parte della sua gonna.
Nel momento in cui Thorin la fece sedere sul divano, Fili e Kili, in fretta, saltarono in alto, fino a raggiungerle l'altra parte, guardandola in alto, preoccupati.
<"Bilba?"> piagnucolò Kili correttamente il suo nome, per la prima volta.
E lei cedette.
Bilba si ripiegò, viso tra le mani, e gettò un grido.
Ella singhiozzò fragorosamente, in modo umido, e i nani rimasero a fissarsi a vicenda, presi alla sprovvista.
Cosa avrebbero potuto fare?
<"Restate qui,"> riferì lui ai suoi nipoti, correndo fuori dalla stanza.
Lei era ancora in lacrime, ed i fratelli le avvolsero le loro braccia attorno, fianco a fianco.
<"Noi la cattureremo, Sig'ora Baggins,"> disse Fili, intento a confortarla, ma la sua stessa voce stava crescendo tremolante.
<"Noi no' lascer'mo nulla farti male,"> concordò Kili, disperato.
Lei emise un gemito rantolato, soffocando sulla sua gola secca.
Thorin fece ritorno in un momento, e si piegò su un ginocchio, di fronte a lei.
<"Signorina Baggins?"> chiese lui silenzioso, delicatamente appoggiando una delle proprie mani callose sulla morbida guancia di lei, spingendola in alto, lontano dalle sue mani.
La sua faccia era arrossata, ed i suoi occhi gonfi, lacrime amare precipitanti dalle sue guance quando lei tirò su col naso.
Nell'altra mano, lui stringeva un fazzoletto.
Lo alzò fino al volto di lei e, gentilmente, lo premette, asciugandole le lacrime.
Le mani di lei caddero, ed ella si poggiò, in modo instabile, al divano.
Rimasero in tal modo per un paio di minuti; gli unici suoni percepibili quelli del pianto rallentante di lei, ed i piagnucolii occasionali dei bambini.
Quando lei parve coerente, lui si alzò per accomodarsi accanto a lei, e le prese per le mani, una volta ancora.
<"Bilba,"> iniziò lui.
Le incontrò gli occhi, ancora stracolmi di angoscia e, forse, di un poco di vergogna.
<"Le metterò fine all'esistenza.">.
Le sopracciglia di lei balzarono fino alla propria attaccatura dei capelli.
<"No! No, non puoi! Thorin, lei non ne è valente la pena!"> strillò lei.
<"Ti ha fatto del male!"> gridò lui rispondente.
<"Uccidere, non è come noi svolgiamo le nostre cose!"> esclamò ella.
<"Allora permettimi di mozzarle la lingua, e risparmiare al mondo un po' di sofferenza.">.
<"No!">.
<"Perché ti ostini a proteggerla?"> ruggì lui.
Questi hobbit risultavano intollerabili!
Perché dovrebbero sottoporsi a tale crudeltà?!
<"Non è lei che sto cercando di proteggere!"> stridette Bilba.
In un secondo, lei stessa parve stupita dal proprio accesso, e si ritrasse via, il viso tra le mani ancora una volta.
Gli occhi di Thorin, lentamente, si spalancarono, consapevoli con nuova comprensione.
Egli si fermò, per pensare ad una risposta, e si ritrovò atipicamente sprovvisto di parole.
<"Non preoccuparti in riguardo a Lobelia,"> gli riferì lei, con voce roca,
<"Posso occuparmene io. Tu, solamente, prenditi cura dei tuoi nipoti e della tua forgia.">.
Lei gli prese il fazzoletto dalla mano, e se lo sfregò in faccia aspramente.
<"Che cosa ti ha detto?"> chiese lui fermamente.
Bilba rivolse il proprio sguardo al pavimento, strofinandosi gli occhi.
<"Bilba,"> quasi implorò lui, <"Che cosa ti ha detto?">.
Il labbro di Bilba fremette, e lei abbassò la testa.
<"Hai perduto così tanti persone a cui tenevi, Thorin, ma tu hai rimasto i tuoi nipoti,"> ripose lei con fare debole, e si voltò per guardarlo diritto negli occhi.
<"Io? Ho sempre e solo avuto i miei genitori, e loro sono a lungo persi. Sono completamente sola, e lo sono stata dalla loro morte. Tutto quello che lei ha fatto, è stato ricordarmi del fatto.">.
L'affermazione di lei rimase appesa nell'aria, come del fumo che strinse i polmoni a Thorin, ferendogli il cuore.
<"Non sei sola, Bilba Baggins,"> affermò lui, e le riprese le mani, mentre pure Fili e Kili si accoccolarono più vicini.
<"Siamo qui. E siamo una famiglia.">.
Gli occhi di Bilba si spalancarono, e le sue labbra rimasero appese, aperte.
I bambini seppellirono le proprie teste ai fianchi di lei, e presero ad annuire con vigore.
<"No' ti lasceremo mai, Bilba"> disse Fili.
<"Mai, e po' mai,"> echeggiò Kili.
Lei, lenta, si girò addietro, verso di loro, ed avvolse le braccia attorno ai piccoli fratellini.
Thorin si ritrovò concordante con loro, la sua voce morbida e bassa,
<"E di quello, tu ne hai la nostra parola.">.
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Scacciati e Accolti
FanficIn seguito alla caduta di Erebor e la tragedia di Azanulbizar, molti nani hanno iniziato ad odiare la stirpe di Durin. Dopo aver perso suo nonno, padre, e fratello, tutto quello che a Thorin è rimasto sono i suoi nipoti, i quali non sono più che lat...
