20. Ti sei pentita?

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<<Sconvolta??>>chiede Tyler una volta scesi dalle montagne russe.
<<No>>dico ancora terrorizzata da quei cosi che si muovono velocemente.
<<Quindi possiamo fare un altro giro>>fa finta di intuire.
<<Scordatelo. Non salirò mai più su quell'aggeggio>>dico spalancando gli occhi e indicandolo.

<<Si chiama montagna russa>>precisa.

<<Voglio lo zucchero filato rosa>>imito una bambina di fronte allo stand con i dolci.

<<E io quello arcobaleno>>dice Tyler con una voce strana.

Rido leggermente senza farmi vedere e seguo mio fratello.

<<Che ore sono??>>chiede.

<<Le 19.20>>dico guardando il mio orologio argento.

<<Tu inizia ad andare in macchina, io prendo due panini e poi andiamo alla festa>>istruisce.

Annuisco per poi uscire dal Luna Park colorato con le giostre, entro in macchina e aspetto l'arrivo di Tyler con un sacchetto d'asporto con dentro la nostra cena. Iniziamo a mangiare, ma veniamo interrotti dalla chiamata di nostro padre; molto probabilmente si è accorto delle nostre folli spese.

<<Ciao. Dove sei??>>chiede con tono abbastanza stanco.

<<Ciao. Sono con Hailey>>dice ancora concentrato a guardare la strada.

<<Questo non risponde alla mia domanda. Non ti ho chiesto con chi sei, ma dove sei>>gli fa notare.

Tyler sbuffa e prima di dire qualche parola poco gentile beve un sorso della bibita che ha preso prima.

<<Stiamo andando in spiaggia>>dice infine.

<<Perché?? Sono quasi le 21>>

<<Smettila cazzo. Mi va e basta>>sbotta non riuscendo più a trattenersi.

<<Tyler! Non ho parole>>

<<Sei tu che continui a stressarmi>>gli fa notare Tyler.

<<Forse hai ragione. Sono un po' stressato perché qualcuno ha preso la carta di credito e ha usato dei soldi>>dice pensieroso.

Io e Tyler ci guardiamo per qualche secondo rendendoci conto che non sa che siamo stati noi.

<<Davvero??>>chiede fingendo di non sapere.

<<Sì. Ho bloccato tutto, ora devo solo trovare il responsabile>>conclude.

<<Va bene. Io e Hailey torniamo tardi. Ciao>>conclude e mi fa segno di concludere la chiamata.

<<Mi sento in colpa>>rivelo.

<<Non devi>>dice semplicemente e ritorna a guardare la strada.

Se c'è una cosa che Tyler ha ereditato da mio padre è l'attenzione che presta quando guida; schiena dritta, occhi fissi sulla strada, mano sul volante e l'altra sul cambio. Quando ero piccola osservavo sempre mio papà mentre guidava ed è per questo che mi ritrovo ad osservare il ragazzo di fianco a me. I palazzi spariscono dietro di noi in poco tempo e ci ritroviamo alla famosa South Beach, proprio dove Jack mi ha portata quella sera. Troviamo una strategia semplice per cambiarci ed entriamo nella famosa spiaggia che in questo momento è piena di colori, luci e persone. La musica è assordante, ma forse è normale in una festa sulla spiaggia. Il bar è pieno di persone che prendono da bere o che semplicemente hanno un tavolo riservato. Ci uniamo alla folla e inizio a ballare imitando i loro passi, ma non è poi così semplice specialmente quando si è delle frane come me. Il mio guardo ricade sulla scogliera e vedo la sagoma di un ragazzo. Mi allontano da mio fratello con la scusa di dover andare in bagno e raggiungo il luogo dove Jack mi ha portata. Jeans neri, maglietta bianca e anche se mi da le spalle lo riconosco: Jack Hamilton.

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