11. Si chiama adolescenza

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Cosa?
Sbatto le ciglia velocemente e apro leggermente le labbra per lo stupore: cosa è appena successo?  Perché vuole un appuntamento con me? Non capirò mai questo ragazzo e sinceramente farlo non è uno dei miei scopi esistenziali. L'unica soluzione è restare in silenzio e correre dentro casa senza dire più di una parola sola.

<<Hailey, ti stavamo aspettando>>dicono i miei genitori seduti sul divano con mio fratello di fianco che ha uno sguardo abbastanza infastidito.

<<Certo>>

<<Oggi siete rimasti entrambi a scuola per una detenzione?>>
<<Sì >>annuiamo io e Tyler con due toni completamente diversi.

<<Cosa vi sta succedendo?>>

<<Beh, in realtà siamo in un periodo della vita che gli studiosi hanno definito "l'adolescenza">>inizio a spiegare l'argomento di psicologia che ho affrontato qualche anno fa, ma appena vengo fulminata dallo sguardo da tutti i presenti, resto in silenzio.

<<Se sono istruita e culturalmente avanzata, non è colpa mia>>mi difendo cercando di mantenere un tono più scherzoso.

<<Non andate più d'accordo, i voti sono calati e i comportamenti sono totalmente diversi. Non può andare avanti così>>

<<Eh, no! I miei voti non sono calati>>alzo leggermente la voce per la mia indignazione di fronte a un'affermazione simile.

<<Lo sappiamo, tesoro, ma quelli di tuo fratello sono molto più bassi.Abbiamo deciso di aiutarvi a ricostruire il rapporto che avevate prima e non accettiamo delle negazioni>>
Questa volta è mia madre a parlare e spero stia scherzando: non voglio ricostruire il rapporto che avevo prima con Tyler.

<<Abbiamo unito le vostre camere>>

Mi volete tutti morta?
Spalanco gli occhi e corro in camera per vedere se effettivamente è stata unita a quella di Tyler, ma con grande dolore, mi rendo conto che hanno aggiunto tutte le sue cose.

<<No!!>>

Lancio un cuscino a caso dall'altra parte della camera Tiffany e cerco di calmarmi. Quando anche mio fratello entra in camera e si rende conto che dobbiamo iniziare a condividere tutti i nostri spazi, impazzisce completamente.

<<Non lo accetterò mai>>esclamo davanti ai miei genitori che hanno deciso di agire alle nostre spalle.

<<Un giorno capirete>>

Già, peccato che ora non trovo proprio nessun senso per tutto ciò e neanche per quello che sta succedendo ora, il giorno dopo l'avvenuto.

<<Hailey>>dice Jack raggiungendomi nel corridoio della scuola durante la pausa pranzo.

<<Jack>>

<<Ti devo far vedere una cosa>>

<<Cosa?>>chiedo mettendo da parte il pensiero della conversazione di ieri e lasciando spazio alla curiosità.

<<Seguimi>>dice semplicemente.

Alzo gli occhi al cielo e decido di seguirlo senza fare nessuna obiezione. Raggiungiamo un corridoio della scuola ed apre una porta: è una stanza piccola e buia e si riescono a vedere delle scale. Saliamo su di esse e spalanca una botola che per fortuna sembra non avere nessun ragno o ragnatela, ma è lo stesso abbastanza sporca. Mi da una mano, raggiungiamo il luogo che voleva farmi vedere, mi guardo attorno e noto che siamo sul tetto della scuola. Alcuni studenti stanno mangiando, altri ridendo con i propri amici mentre alcuni stanno scrivendo sui loro telefoni. Guardo Jack per chiedere una spiegazione di tutto ciò e lui si avvicina sempre di più al tetto.

<<Guarda. Non ti senti importante qui? Puoi controllare tutto. Vedi i ragazzi e le ragazze scherzare e loro non ti vedono. E' un posto sicuro>>dice e sembra quasi abbia letto nel mio pensiero.

<<Da quanto lo hai scoperto?>>la curiosità ha la meglio su di me e non posso far altro che domandare.

<<L'anno scorso>>risponde alla mia domanda mentre si siede sul terreno freddo.

<<Perché mi ha portato nel tuo posto segreto?>>chiedo non capendo il senso di tutto questo.

<<Qui nessuno rompe e si può stare da soli per un po'. Quando sono qui ho i miei spazi. Tyler mi ha detto della stanza, quindi se vuoi venire per stare più tranquilla per me va bene>>spiega, ma non riesco ancora a capire la causa di questa attenzione improvvisa.

<<Grazie. Non so cosa dire>>

<<Non dire nulla. Letteralmente nulla. Nessuno sa di questo posto, a parte te>>

<<E' un segreto>>deduco.

<<Già>>

<<Posso farti una domanda?>>

<<Se proprio devi>>risponde e il suo tono inizia ad essere seccato.

<<Perché hai bisogno di un posto per stare tranquillo e per avere i tuoi spazi?>>

<<Problema mio>>risponde tranquillamente, ma capisco che non ha intenzione di dire qualcosa per niente.

<<Se mi rispondi, io rispondo a una tua domanda >>cerco di contrattare in qualche modo e incrocio le dita.

<<Va bene>>acconsente.

<<Io e i miei genitori non ci parliamo più>>dice e sento un amarezza improvvisa nel suo tono di voce.

Mi trattengo dal chiedere il motivo, ma dico semplicemente che mi dispiace.

<<Vuoi uscire con me?>>chiede dopo averci pensato per qualche secondo.

<<Come se ti importasse veramente>>alzo gli occhi al cielo per evitare di dare la
mia risposta.

<<Rispondi>>mi incita e forse ha capito la mia difficoltà.

<<Ci devo pensare>>rispondo alzando le spalle.

<<Okay>>annuisce e forse si aspettava una risposta completamente diversa.

Ed è così che passiamo il resto della pausa pranzo: in un posto a noi vietato ad osservare tutto ciò che sta accadendo sotto di noi.


All the love
Ale ❤️

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