La sveglia mi strappa in malo modo dal mio fantastico sogno su una bella donna dagli occhi smeraldini. Allungo un braccio per spegnerla mugugnando qualche imprecazione. I risvegli mattutini sono sempre un trauma, soprattutto l'indomani di una serata in discoteca. Mi dirigo verso il bagno per fare una doccia nella speranza di potermi svegliare del tutto. Mentre l'acqua scorre sul mio corpo strappandomi definitivamente dal torpore di quel sogno ripenso alla serata appena trascorsa, a quella sfrontata dagli occhi più verdi che abbia mai visto, all'unica donna che finora mi abbia tenuto testa tramutandomi in un adolescente molesto.
A quegli occhi, così magnatici che come calamite attirano i miei, pericolosi, in quanto ti permettono di specchiarti nel più profondo del tuo essere, così misteriosi, impenetrabili, beffardi, glaciali; occhi che però sanno splendere come la più preziosa delle stelle.
Purtroppo le mie riflessioni vengono interrotte dal telefono che squilla incessantemente. Esco velocemente dalla doccia con addosso solo l'accappatoio, i piedi che lasciano tracce del mio passaggio, e afferro quel maledetto aggeggio infernale, nel mentre accendo il televisore.
È Shikamaru, sicuramente vorrà sapere del lavoro di ieri visto che non abbiamo subito fatto rapporto.
"Ehi Shika!".
"Sasuke... come è andata ieri? Avete trovato le prove incriminanti?".
"Si...", mi interrompo leggendo i titoli del telegiornale mattutino.
"...cazzo! Senti Shika, sto leggendo proprio ora che il signor Rushou è stato ucciso ieri sera. A quanto pare una fuga di gas ha fatto saltare l'intero edificio".
"Che scocciatura! Ora sicuramente la moglie non vorrà pagarci: dopotutto non le serviranno più a niente quelle foto, ora che sarà l'erede di quella fortuna...Non ci voleva...".
"Tsk... Senti, io devo necessariamente andare a prendermi un caffè... ti chiamo tra qualche ora okay?".
"Certo... anche perché qui non tira buon'aria... a quanto pare ci sarà personale in esubero...una vera scocciatura. Quando tornerete a Tokyo tu e Naruto?".
Onestamente, non mi importava nulla di questo squallido lavoro ben al di sotto delle mie capacità. Per quanto riguarda ritornare in Giappone...
"Non lo sappiamo di preciso ancora. Io e Naruto avevamo dei giorni di fiere accumulati...così stavamo pensando di spenderli per visitare la grande mela".
"Che scocciatura... Ti richiamo più tardi".
Dopo essermi vestito scendo giù in strada alla ricerca di caffeina. Appena scorgo uno Star Bucks sospiro di sollievo: finalmente un bel caffè!
Ma che cavolo!
Seduta in uno dei tavoli esterni c'è Sakura. I miei occhi corrono subito a memorizzare tutti i dettagli di quel look mattiniero: i capelli sciolti sulle spalle mossi dal vento, una canottiera nera che aderisce perfettamente a quei seni bellissimi. Un sorriso compare sulle mie labbra nell'osservarla discutere animatamente con il proprio interlocutore, ma appena mi rendo conto di chi sia quest'ultimo mi incupisco. Si tratta di un ragazzo super giù della mia stessa età: carnagione pallida, cappelli di un castano scuro tendenti quasi al nero, molto simile a me. Come per Sakura, non riesco a scorgere gli occhi di questo spaventapasseri che osa sorridere in maniera così affabile alla donna che irrazionalmente considero mia.
E ora cosa faccio?
Come al solito l'orgoglio trova la soluzione più nobile di tutte: fare finta di niente e fare il pieno di caffeina. Così entro e ordino un caffè. Non mi accorgo della povera commessa che da dieci minuti buoni cerca di farmi prendere quella benedetta tazza di caffè, troppo intento ad incenerire quello sgorbio d'imitazione con il mio sguardo. Bevo un sorso di quella poltiglia che gli americani chiamano caffè, ma nemmeno questo riesce a far calmare le ondate di calore che mi travolgono. Quanto vorrei picchiarlo quel deficiente!
Come se potesse leggermi nel pensiero quest'ultimo alza lo sguardo da Sakura per incrociare i miei. Come sospettavo sono scuri, quasi neri, profondi: occhi del cazzo!
Se spera di farmi abbassare lo sguardo si sbaglia di grosso: un Uchiha non cede mai! Mai!
Sakura notando di non avere più l'attenzione del coglione ne segue lo sguardo fino ad incrociare il mio. Il cuore mi fa una capriola in petto, le mani iniziano a sudarmi e butto giù tutto d'un sorso quella bollente brodaglia ustionandomi l'intera gola. Quegli occhi bellissimi si spalancano di sorpresa, sorpresa accompagnata da un dolce sorriso. Si alza subito in piedi rivelandomi la sua splendida figura e si avvia verso di me incurante del suo compagno.
Sasuke 1, Sgorbio 0.
Ammiro la disinvoltura con la quale cammina su quegli assurdi tacchi. È semplicemente magica.
E che cavolo, cosa possiede questa donna di così speciale da ridurmi il cervello in gelatina?
"Sasuke ciao! Come stai?".
Sasuke riprenditi!
Kami aiutatimi! Ma si può essere così sexy di primo mattino. Innanzitutto dovrebbero vietare quel rossetto rosso che evidenzia quelle labbra così succose; labbra che riassaggerei più che volentieri.
"Ciao Sakura. Bene. Tu? Cosa fai di bello?".
Storce il suo bel nasino, lancia un'occhiata allo sfigato e poi ritorna a guardarmi.
"Niente di che... prendo un caffè con un amico e poi facciamo un salto in palestra. Tu? Pensavo fossi con Hinata e Naruto a fare colazione insieme".
Quindi il baka si era alzato presto stamattina... però non mi aveva rotto le scatole con quel suo modo assillante. È veramente cotto della moretta...poveraccia non se lo scollerà mai più!
"Tsk..."
"Tsk? Cosa sarebbe una nuova parola inventata da voi Uchiha?".
Stronza.
Mi afferra la mano e mi trascina verso quell'essere che, non so perché, so già che non tollererò.
"Viene che ti presento un amico".
Amico un corno. Ma seriamente non si accorge dell'effetto che fa su ogni uomo di età compresa dai 16 agli 80'anni?
"Sai ti presento Sasuke, il ragazzo di cui ti parlavo...".
Parlava di me? Non capisco proprio perché mi sento onorato nel sapere una simile notizia. Le guance mi ardono di un piacere alquanto vanitoso.
"Sasuke, lui è Sai un mio carissimo amico, praticamente ci conosciamo da sempre!".
Il babbeo mi tende una mano. Il mio io interiore, quella vocina un po' maligna che mi fa compiere le azioni più disparate, mi sussurra di ignorarlo, ma purtroppo sento su di me gli occhi di Sakura e stranamente non voglio dare l'impressione sbagliata.
"Piacere...", ringhio a mezza bocca. Un uomo dopotutto ha dei limiti.
"Così saresti tu il Sasuke-piatolla eh? Ah..ah...", mi dà una pacca sulla spalla e prosegue con i suoi vaneggiamenti. Perché per forza deve trattarsi di vaneggiamenti, nessuno potrebbe mai definirmi una piattola, no? Sono un Uchiha, per tutti i kami!
"...tranquillo. Sapessi quanti pavoni egocentrici ho visto cadere in ginocchio ai suoi piedi e supplicarla di un solo sguardo!".
Sono allibito, esterrefatto, incredulo di quello che sta dicendo. Come per avere conferma di quelle baggianate mi volto verso Sakura e il suo viso, bello oltre ogni dire, conferma imbarazzato ogni singola parola.
Ma io non sono come gli altri! Io non supplico nessuno. Al diavolo, come si permette questo coglione di giudicarmi senza nemmeno conoscermi?
"Parli per esperienza?", lo provoco.
La risposta non tarda ad arrivare. Quegli vacui, velati da finto buonismo mi fulminano svelando il mostro della gelosia che lo sta divorando.
Poveraccio.
"Sakura-chan ti aspetto in palestra. È stato un piacere Uchiha...".
Non lo degno di una risposta troppo preso a domandarmi come possa conoscere il mio cognome, ma subito presumo che glielo abbia detto Sakura.
Lo guardo allontanarsi con passo svelto immaginandomi di pugnalarlo alle spalle per l'insinuazione lanciata pochi attimi fa.
Ritorno alla realtà quando Sakura mi poggia una mano sulla spalla.
"Certo che voi uomini siete così orgogliosi...", e scuote il capo facendo svolazzare i capelli.
"Ti alleni seriamente con quel bamboccio? Scommetto che riesce a stare solo sul tapis roulant".
"Tsk...".
Mi giro fulmino ad osservala. Non posso credere che mi abbia risposo con una mia espressione. Un bellissimo sorriso birichino le incurva quelle labbra rosse e succose.
Mi volta le spalle per tornare a sedersi al proprio tavolo, offrendomi così la stupenda vista di quella schiena lattea attraversata solo da qualche laccetto.
Ma ciò che davvero cattura i miei occhi è il piccolo tatuaggio sopra la spalla destra: un corvo appollaiato su una linea retta...che strano tatuaggio, solitamente le donne prediligono fiori e farfalle oppure qualcosa di più trasgressivo, di certo non un corvo.
Incapace di dominare i miei impulsi l'afferro per la spalla sinistra, con l'altra mano faccio scorrerle punta delle dita lungo quella delicata colonna vertebrale lasciando al mio passaggio una serie di brividi.
Non mi è indifferente: bene!
Ammirando e sfiorando quella schiena perfetta mi rendo conto dell'estrema delicatezza che trapela da quella bellezza.
È così bella quanto delicata! Se le parole di quel Sai sono vere qualunque uomo potrebbe compiere qualche violenza su di lei spezzandola, ferendola.
A questo pensiero mi si stringe lo stomaco. È qualcosa di inaccettabile. Mi rifiuto anche solo a pensarlo.
"Come pensi che sia Sasuke-kun?", mi chiede negandomi il suo viso.
"Penso che tu mostri troppo questa bella schiena".
È la verità, anche alla mostra d'arte ne faceva sfoggio, altera a decisa come una regina, anzi, come una dea: potete ammirarmi ma mai toccarmi, questo affermava con quell'atteggiamento.
Si gira verso di me incatenandomi con quegli occhi che ogni volta mi fanno prigioniero.
"Seriamente. Vedi qualcos'altro in me oltre questa bellezza?".
Noto subito come alla parola bellezza storce il naso. Chissà quanti uomini l'hanno catalogata solo per ciò che appare.
"Non è un po' presto per questa domanda? Non abbiamo nemmeno sostenuto una vera conservazione".
Spalanca gli occhi meravigliata del passo falso che ha appena compiuto. Subito abbassa la testa battendo in ritirata: dopotutto anche le donne hanno il proprio orgoglio.
Le afferro il mento per diventare di nuovo prigioniero di quegli occhi.
"Mostrami chi sei Sakura".
Non resisto alla tentazione di assaporare quelle labbra che sanno di ambrosia.
"Per domani ho dei biglietti omaggio per una prima teatrale...Ho già chiesto ad Hinata e a Naruto se volevano venire e mi hanno risposto di sì. Tu? Ti andrebbe di accompagnarmi?... Sai volevo chiedertelo prima ma non avevo un tuo contatto telefonico e...".
La zittisco con un altro bacio. È così adorabile quando entra in tilt.
"Ci sarò. Dammi il tuo telefono così ti memorizzo il mio".
Stranamente arrossisce.
"Uhm... ho dimenticato il telefono a casa, dammi il tuo così ti lascio il mio".
Certo, come no. Vuole costringere me a chiamarla, a fare l'appiccicoso.
"Ti mando l'indirizzo e l'orario della location, okay?"
"Non posso passarti a prendere io?"
"Fidati di me".
Mi marchia la guancia col rosso del rossetto e si avvia lungo la strada.
"Comunque rimane sempre da maleducati non salutare", le grido alle spalle.
"Ci vediamo domani sera Uchiha", e sventola una mano in aria a mo' di saluto.
Dannazione! Fino a domani sera senza di lei...
"Perché non stasera? Non devo imparare a conoscerti?".
Si ferma.
Il mio cuore, di solito freddo e insensibile a qualsiasi forma di tachicardia sembra in procinto di un infarto.
Devo assolutamente riprendermi, ma la maledetta si gira verso di me, quei tacchi assassini che slanciano quelle gambe snelle e toniche, che sottolineano la delicata ed erotica linea delle caviglie.
Erotica linea delle caviglie? Sono totalmente rincoglionito se riesco a comporre sonetti su delle normali caviglie.
Piega il capo di lato scoprendo un lato di quel candido collo che tanto vorrei marchiare, ed i miei poveri polmoni smettono di funzionare, immobili nell'attesa di uno speranzoso sì.
"Uhm...".
Si avvicina lentamente verso di me.
"Mi stai chiedendo di uscire?".
Si ferma davanti a me con sguardo beffardo, facendomi arrossire.
Maledetto orgoglio.
"Si"
"E dove mi porteresti?".
Effettivamente è la prima volta che vengo New York, inoltre sono qui solo da un paio di giorni.
Lei criptando la mia espressione più indecifrabile mi tocca la punta del naso col l'indice, ammonendomi come un bambino di quattro anni.
"Facciamo così: passo a prenderti verso le dieci e poi... e poi è una sorpresa".
Fermi tutti. Sarò anche un bastardo arrogante. Avrò anche la mia buona dose di donne, ma niente e nessuno è paragonabile alla donna che mi sta davanti.
Poi è sorpresa! Ma si rende conto di cosa ha instillato nella mia mente?
"Non dovrebbe essere l'uomo a prendere la sua signora?".
Di certo non mi aspettavo una tale reazione ad una frase così banale, scontata.
Ma lei si irrigidisce tutta, quegli occhi, splendenti di ironia diventano vacui e freddi.
"Io non sono di nessuno. Non fare lo stesso errore che molti prima di te hanno compiuto, Sasuke. Tu non mi conosci".
"Per questo vorrei conoscerti. Cosa c'è di male?".
Onestamente non capisco dove stia il problema. A volte è così criptica, ambigua: un attimo prima così delicata e solare, l'attimo dopo fredda e dura come ossidiana.
"Vuoi conoscermi per poi potermi giudicare? Vuoi aggiungermi alla tua collezione di donne e poi gettarmi via, proprio come una bambola?"
Eh?
"Assolutamente. Anche tu potresti giudicarmi per il mio passato, è questo il timore che ci frena nel mostrarci come siamo realmente agli altri".
"Okay...fatti trovare qui alle dieci. Andremo con la mia macchina".
"Come qui? Non dovevi passere a prendermi sotto casa?".
"Dai... vabbè che ami vestire in modo casual, ma oso sperare che a farti uscire conciato così, in tuta, sia stata solo l'urgenza di caffeina, ergo abiti nei paraggi".
Perspicace oltre che bella.
"Qualcosa in contrario all'abbigliamento casual?".
"Per carità, nulla da ridire...però riguardo domani sera sarebbe più opportuno che tu e il biondino usaste un completo...".
Sorrido al pensiero del baka ingessato in un completo elegante.
"Ovviamente... e riguardo stasera?"
"Jeans e maglietta".
"Quindi niente abiti bianchi e tubini viola?".
Mi rivolge un sorriso luminosissimo che riduce in poltiglia il mio cuore.
"No... stasera sarà una serata molto informale...direi parecchio movimentata".
Kami lo spero!
"Ora devo andare sennò Sai me la farà pagare per avermi dovuto aspettare così a lungo"
Al sentir nominare quel babbeo mi incupisco.
"Suvvia Sasuke, per quanto puoi essere adorabile con quel broncio da bambino, salutami con un bel sorriso".
Lei avrebbe raggiunto quel tizio, un suo carissimo amico, che se la mangiava con gli occhi.
Il mio corpo ruggiva davanti l'ipotesi che quel verme avrebbe fatto di tutto anche semplicemente per sfiorarla.
Vengo interrotto da un bacio all'angolo della mia bocca.
"So cosa stai pensando, ma rifletti un attimo: è con te che passerò l'intera serata, no? Quindi sorridimi...".
Inevitabilmente le mie labbra si tirano verso l'alto.
"Ti confido un segreto", mi sussurra all'orecchio.
"Ho proprio un debole per i bei tenebrosi come te...ma...", la sua lingua guizza all'interno del mio povero orecchio provocandomi spasmi in tutto il corpo, "...li adoro ancora di più quando li derubo di un sorriso". E mi lascia andare. Si volta e, questa volta con estrema decisione, va a raggiungere il babbeo.
Sasuke 2, Idiota 0.
Devo chiamare il baka riguardo domani sera...
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Mr & Mrs Uchiha
FanfictionAvete presente Angelina Jolie e Brad Pitt in Mr & Mrs Smith? Bene, immaginate ai loro posti una Sakura tremendamente sexy ed efficiente e un Sasuke che, per una volta, non eccelle in tutto. Tratto dalla storia: Il tizio, di sicuro una guardia di mio...