Anita si svegliò in un letto sconosciuto, morbido, grande e caldo. Una dolce sensazione di pace abitava il suo cuore. Tutto taceva.
D'un tratto si ricordò quello che era accaduto la sera prima e la pace si trasformó in battaglia: si, ma contro chi stava combattendo? Sembrava che a sfidarla fosse un fantasma, di quelli subdoli, che attaccano all'improvviso quando meno te lo aspetti. E a lei non piacevano le sorprese.
Si mise a sedere sul letto e osservò la camera in cui si trovava: il legno del soffitto la faceva sentire come in una casa sull'albero, in una tana. E lei era lo scoiattolo, un animaletto indifeso contro il mondo, ma sereno nel suo piccolo pezzo di paradiso fatto di legno.
Poggiò i piedi nudi sul parquet. C'erano molte fotografie sparse qua e lá, appese al muro in modo armonioso traminte magnetini che aderivano a un filo metallico. Anita si avvicinò per vederle meglio.
La prima raffigurava due bambini: uno circondava col braccio il collo dell'altro, che sembrava di qualche anno più piccolo, ed entrambi ridevano mentre addentavano una mela. Anita riconobbe Andy nel bambino che abbracciava l'altro: quel sorriso felice e quegli occhi intelligenti erano ormai inconfondibili, nulla era cambiato nel suo viso.
La seconda foto invece lo raffigurava con un ragazzino. Andy sembrava avere circa tredici anni. Stava in piedi su una bicicletta, con le braccia tese verso il cielo, mentre l'altro pedalava, col viso rivolto verso di lui.
Solo nella terza foto Anita notò una certa somiglianza tra i due. In questa, Andy prendeva l'altro sulle spalle, facendo una linguaccia. Erano delle foto bellissime e gioiose e avrebbe continuato a guardarle tutte se Andy non fosse entrato all'improvviso nella camera da letto. Anita fece un salto all'indietro, sperando che non l'avesse vista mentre curiosava tra le sue foto.
"Hey, buongiorno signorina"
"Andy... io... mi sono appena alzata, stavo per venire a cercarti"
Lui allargò le braccia, sorridendo: "sono qui!"
Anche Anita non poté fare a meno di sorridere. Si, era lì, l'unica persona di cui sentiva che non si sarebbe mai stancata di aver vicino.
"Dormito bene?"
"Si, davvero tanto. Grazie, non sarebbe stato lo stesso se fossi rimasta a casa mia"
"Puoi stare qui quanto vuoi, fino a quando non ti sentirai sicura e non avremo risolto questo problema"
Lei gli andó più vicino e lo abbracciò così, spontaneamente, senza malizia. Tra le sue braccia non si sentiva più sperduta e indifesa, ma sicura e forte, invincibile, indistruttibile. Giurò di essere capace di volare se solo avesse continuato ad abbracciarla per l'eternità.
"Sarai affamata. Posso offrirle la colazione signorina?" le disse lui, porgendole il braccio come se fosse una principessa.
Insieme si diressero verso il terrazzo. Era una casa bellissima e solo in quel momento Anita se ne rese conto pienamente. Molto moderna, ma allo stesso tempo elegante e dai colori tenui.
Il terrazzo principale dava sul mare. Soffiava una forte brezza e Andy si affrettò a porgere alla ragazza una delle sue felpe.
"Sono felice che tu sia qui" le disse, guardandola intensamente, mentre le teneva le mani tra le sue, nel tentativo di riscaldargliele.
E non furono solo le mani di Anita a riscaldarsi, ma anche il suo cuore.
"Ma tu perché hai deciso di salvarmi la vita ogni volta?"
Anita gli fece questa domanda senza pensarci troppo. Se lo chiedeva davvero, dopo tutto. Non era mai stata troppo fortunata in amore e in amicizia e non riusciva a credere che per una volta la ruota girasse dalla sua parte.
Andy abbassó lo sguardo. Chissá perché Anita notó un velo leggerissimo di malinconia che gli era calato sul viso.
"Non lo so. Forse perché pensare a te... mi aiuta a non pensare"
Anita corrugó la fronte. Non si aspettava quella risposta così vaga.
Decise di non fargli altre domande e gli sorrise.
"Stanotte ho dormito vicino a te, ma non te ne sei accorta" disse lui, scacciando qualche pensiero che Anita non poteva decifrare.
Ecco di nuovo quella sensazione di bruciore al petto. Un bruciore dolce e fastidioso, quello di quando il cuore batte troppo forte persino per respirare. Le piaceva.
"Penso di esserme accorta perché nonostante tutto ero felice"
Andy le riprese la mano, accarezzandole le noche con il pollice. "É bellissimo sentirtelo dire"
La ragazza si sentiva come dentro una bolla di sapone. Dentro quel piccolo universo sospeso nell'aria, c'erano solo lei e Andy. Tutto il resto rimaneva fuori, non contava nulla, assolutamente nulla. Vedeva solo gli occhi chiari di lui che si perdevano nei suoi, e si immergevano in essi senza vergogna.
Eppure, era tutto così fragile. Magico, si, ma precario. Forse, destinato a scoppiare e a dissolversi nel vuoto in mille piccole gocce.
Anita aveva paura che il suo nuovo mondo sparisse proprio come era successo a quello che aveva abitato durante la sua infanzia: era bastata una notte per distruggere la sua bolla di sapone.
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Anita
Misterio / SuspensoQuando il legame col suo passato diventa insopportabile, Anita si rende conto di non aver vissuto nemmeno un giorno, dopo la morte inspiegabile dei suoi genitori. Sará Andy, un promettente fotografo australiano, a restituirle quella che risulterá es...
