"Sono lá, tra l'erba in fiore dove James lasció il suo cuore"
Rimasero entrambi a leggere e a rileggere quelle parole, scritte con una grafia sbilenca ma elegante, simile a quella di un anziano.
E poi quella "R" riccioluta, che non lasciava dubbi di interpretazione: Richard.
Anita teneva stretto quel foglietto ingiallito tra le dita, tanto che Andy dovette fare forza per toglierglielo dalla mano, che tremava talmente tanto che a tratti gli impediva di leggere bene.
Posó il foglio ripiegato sul tavolo. Ormai aveva imparato a percepire le emozioni di Anita da lontano, senza nemmeno guardarla. Avvertiva nell'aria il suo dolore, tutto l'odio nei confronti di un padre che amava ma che allo stesso tempo le aveva rovinato una vita che poteva essere bellissima.
Le prese il volto tra le mani e lo scoprí coperto di lacrime. Le parole non erano necessarie. Le baciò le labbra tremanti, che subito si distesero sotto il suo tocco morbido.
"Ti prometto che un giorno non piangerai più e che tutto questo sará solo un brutto ricordo"
Le piaceva il tono in cui l'aveva detto: sicuro, deciso, nessuna esitazione.
Andy era uno che manteneva le promesse e lei gli credette con tutta l'anima.
"Mi sta aspettando"
"Dove?"
"Nella nostra casa in campagna"
Andy sollevó un sopracciglio: "Come fai ad esserne così sicura?"
Anita poggió la fronte sul petto di Andy, poteva sentire il suo cuore battere senza fretta, erano colpi forti, ma rassicuranti.
"Non sono più andata in quella casa dopo la morte dei miei genitori, ma é ancora mia. Ricordo che una notte io e mio padre ci trovavamo lá, sotto un albero. Mi cullava tra le sue braccia, per farmi addormentare. Forse cantava... non ricordo. Ma mi disse una cosa che non scorderò mai: che lì, solo su quell'erba, si sentiva libero e leggero. Che lì non soffriva più e che non provava altro sentimento che la gioia di ricongiungersi alla terra e al cielo"
Andy la ascoltava rapito, mentre osservava i suoi occhi che guardavano al passato.
Poi Anita gli porse una collanina d'oro che portava sempre al collo. Il ciondolo rappresentava un piccolo alberello.
"Questa me la regaló proprio lui, per i miei sei anni. Mi disse che ogni volta che mi sarei sentita sola, tenendo questa collanina al collo e posando l'orecchio sul tronco di un albero della nostra campagna, avrei sentito il suo spirito e la sua voce. E così sarebbe stato sempre con me. Andy, sono sicura che Richard mi stia aspettando lì. Se davvero conosceva e amava mio padre, non può non sapere di questa sua passione"
"Allora ci andremo insieme"
Quasi senza forze, Anita gli cinse il collo con le braccia, lasciandosi andare a un pianto senza sosta.
"Mi mancano Andy, tanto"
"Lo so amore. Lo so bene"
"Mio padre non era cattivo, te lo giuro. Era l'uomo più dolce e caro del mondo. E mia madre era bellissima, gioiosa, amorevole"
"Allora hai preso tutto da loro e io ti amo per questo"
Poi Andy fece una cosa strana agli occhi di Anita: prese due cuscini dal divano e se li mise di fronte al petto.
"Avanti, colpisci forte" le disse, "butta fuori tutto, fino all'ultima goccia di rabbia e tristezza, perché da domani non avrai più il tempo di piangere"
Timidamente, Anita tirò un piccolo pugno sui cuscini.
"Più forte Annie! Più forte!" la incitava.
E continuó a farlo finché Anita non colpì sempre con più forza e velocitá, tra le lacrime e il furore.
"Lo odio! Lo odio!" gridava.
Andy lasció che continuasse per un po', ma poi lasció cadere i cuscini e la prese per i polsi, mettendo un freno alla sua ira che mai prima di allora era stata tanto dirompente.
"Basta, basta, amore"
Anita si gettó ancora sulla sua bocca, bisognosa più che mai di affetto e dolcezza.
"Si, basta. Basta davvero"
***
Partirono verso la casa in campagna di Anita in pomeriggio. Guidava Andy, scortato dai due poliziotti in un'altra macchina.
La ragazza non aveva detto una parola, si limitava a pensare intensamente guardando fuori dal finestrimo il paesaggio che fuggiva via.
Qualche ora dopo, quando vide la sua casa in lontananza, le si fermó il cuore in gola. Era esattamente come la ricordava, non era cambiato nulla. Sua zia se ne era presa sempre cura, ma lei non voleva più saperne di quella piccola e graziosa villa che le ricordava dei momenti troppo felici per accordarsi alla sua vita attuale.
Quando scesero dalla macchina, Andy la prese per mano con forza, come se fosse giá pronto a fuggire: si sentiva osservato e si guardava in giro con sospetto. I poliziotti li avrebbero aspettati fuori dal cancello.
La villa sembrava abitata: c'erano alcune camicie da uomo stese al sole, che vacillavano al vento.
Anita aprí il cancello con le chiavi che sua zia le aveva lasciato prima di partire.
Sembrava decisa a non fallire.
Con passo sicuro si diressero entrambi verso il portone e suonarono il campanello.
La risposta so fece attendere per qualche istante.
Poi la porta si aprì di scatto e una voce dietro di essa disse, senza far rumore: "Veloce, entra di corsa"
Andy rimase un attimo dubbioso, ma Anita lo trascinó dentro tirandolo per il braccio. Si ritrovó in un corridoio lasciato in penombra, al cospetto di un uomo... stravagante.
Era difficile definire la sua etá: poteva averne sessanta, settanta... chissá.
Portava una barbetta bianca, candida come la neve, proprio come i capelli che sbucavano ai lati di un basco bordeaux.
Gli occhi azzurri erano piccoli, ma molto attenti. Un po' spaesati, forse, come se vedessero qualcosa di invisibile agli altri.
"Chi é lui?" disse severamente, accennando ad Andy con la testa.
"É il mio ragazzo. Sa tutto"
Richard emise un suono simile a un grugnito: "Anita, fai gli stessi errori di tuo padre?"
Quella domanda la spiazzò del tutto.
Odiava suo padre per aver coinvolto sua madre e la sua famiglia in quel pasticcio e non si rendeva conto che anche lei aveva trascinato Andy in qualcosa di troppo pericoloso.
"Anita non ha fatto errori. Io esisto per darle coraggio e non affronterá nulla senza di me finché vivrò"
Richard lo guardó negli occhi, e il suo sguardo si fece più dolce.
"Si, é quello che diceva Camilla. Coraggiosa donna. E lo sei anche tu, ragazzo" disse, battendogli la mano sulla spalla.
Poi si rivolse ad Anita e la abbracció come un padre che rivede la figlia dopo tanto tempo.
"Annie, tesoro. Ti sei fatta grande, come sei bella. Assomigli tanto a James e a Camilla. Nei tuoi occhi rivedo la dolcezza di tua madre e l'arguzia di tuo padre. Mi dispiace non averti visto crescere"
Lei lo guardò, quasi stordita.
"Perché ti sei fatto vivo ora? Perché non prima?"
"Non eri ancora pronta. Sono venuto a sapere della tua aggressione dai giornali e ho capito che il momento era arrivato. Sei riuscita a indovinare il luogo dell'appuntamento immediatamente. Sei intelligente, proprio come immaginavo. Mi sono fermato qui solo un paio di giorni, ho la copia delle chiavi, me la diede James stesso"
Anita aveva sete di domande.
"Perché mio padre faceva parte di una setta? Com'é possibile? Lui non era così"
Richard la prese con forza per le spalle e le parló con chiarezza e sinceritá tali che non poteva non essere creduto.
"Non devi dubitare nemmeno per un momento dell'onestá di tuo padre. Lui era un medico eccezionale, una persona colta e piena di conoscenze. Era un pezzo grosso a Sydney, uno del sul livello poteva arrivare facilmente al potere. A quegli uomini interessa solo quello, il potere... hanno aggirato James facendogli credere di poterlo aiutare nella sua missione di medico. Dissero che la loro era un'organizzazione di uomini che combattevano per la salute degli uomini, che erano in grado di dargli denaro per finanziare i suoi progetti. Ma volevano solo plasmargli il cervello, per farlo poi precipitare tra le loro grinfie. Volevano fare di lui un mezzo per arrivare al controllo della cittá. Ma non ci sono riusciti. E James é morto per impedirglielo, Annie"
Lei annuì.
"É gente terribile. I loro riti sono... orribili, perversi. Fanno sacrifici umani e animali, sono senza scrupoli. James non voleva metterti in pericolo. Sperava che nessuno mai ti trovasse, ma non é stato così. Loro sanno di te, ormai, e presto verranno ancora a cercarti"
Quelle parole la impressionarono moltissimo. Si girò verso Andy, con gli occhi di un cerbiatto spaventato.
Lui la prese per il fianco, stringendola a sé: "Saremo pronti quando accadrá. Dacci quello che ci serve"
Richard sospirò e si tolse una busta giallastra dal cappotto verde che indossava, nonostante fuori non facesse freddo.
"Nascondetelo. Non parlatene a nessuno. James voleva che lo decifrassi tu Anita, aveva una concezione altissima di te. Non deluderlo. Il codice é composto da diverse in cui sono elencati i nomi dei membri della setta e i delitti compiuti da ognuno di essi. Io non ho mai aperto questa busta, ma James l'ha consegnata nelle mie mani"
Andy la prese e la infilò a sua volta dentro la borsetta di Anita.
"E ora andate via, state attenti a che nessuno vi veda. E tu Anita, una volta terminato il tuo compito, devi denunciare tutto e subito, ma non prima di aver decifrato tutto il codice. Così voleva tuo padre. E ora andate via! E che la fortuna non vi lasci mai"
Detto questo, bació Anita sulla fronte, come se non dovesse vederla mai più.
"Non deluderò i miei genitori e nemmeno te. Grazie" gli disse lei, prima di andare via.
Chiudendo il portone, era sicura di aver visto una lacrima solcare il viso di quell'uomo, che forse aveva sofferto tanto quanto lei.
Arrivarono a casa come un tornado, pieni di ansia. Gli stessi poliziotti li avevano guardati, straniti.
Anita scaraventó con forza il codice sul tavolo e strappó la busta con rabbia.
Ciò che si trovó di fronte la fece quasi impazzire dalla disperazione e dalla delusione.
Nemmeno una parola scritta.
Fogli bianchi.
Fogli completamente bianchi.
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Anita
Misteri / ThrillerQuando il legame col suo passato diventa insopportabile, Anita si rende conto di non aver vissuto nemmeno un giorno, dopo la morte inspiegabile dei suoi genitori. Sará Andy, un promettente fotografo australiano, a restituirle quella che risulterá es...
