«You know that it would be untrue
You know that it would be a liar
if I was to say you
Girl, we couldn't get much higher
Come on baby, light my fire»
Al mio risveglio, non solo non noto la figura di Hayley addormentata sul materasso affianco al mio, ma al suo posto distinguo qualcun altro.
Per un momento non riesco a visualizzare bene la scena attraverso gli occhi assonnati, successivamente scorgo una chioma di capelli ricci in prossimità del mio letto. Tengo una mano sulla fronte e cerco di alzarmi.
-Cos'è successo?- domando, non essendo sicura di voler sapere chi sarà a rispondermi dall'altra parte.
-Ti sei addormentata in macchina, perciò ti ho portato qui- una frase è sufficiente per riconoscere quella voce, poiché, nonostante abbiamo avuto l'onore di conoscerci solo da poche ore, il suo atteggiamento sprezzante è ancora vivido nel mio cervello.
Sgrano gli occhi, esaminando l'ambiente attorno: siamo nella mia stanza, questo è certo. Le finestre sono sbarrate, chiuse dall'interno, e, in egual modo, la porta, eppure tutto ciò non mi spaventa: mi sento protetta tra queste pareti, sento di essere al sicuro sebbene la sua figura mi sovrasti e il suo profumo mi tolga il respiro.
C'è pace nella notte scura, solo i grilli si divertono a cantare una serenata in onore delle loro consorti, mentre gli altri studenti sono già tra le braccia di Morfeo.
-Ed Hay?- chiedo, spezzando il silenzio.
-Katherine stava male, Hayley si è offerta di aiutarla- risponde Ryan quasi meccanicamente. In effetti, è proprio da lei fare da madrina agli adolescenti dissoluti che alzano troppo il gomito alle feste, certe cose non cambiano.
-E perché sei rimasto proprio tu?-
-Non ho perso la possibilità di spogliarti-
Abbasso gli occhi per osservare la sua beffa: il maniaco qui presente mi ha lasciato in biancheria intima.
-Vorrai scherzare?!- percepisco il viso tingersi di una nuova tonalità di rosso. In tutta fretta, impugno la coperta che Hayley ha sbadatamente adagiato sul mio letto e me l'avvolgo intorno, obbligandolo a distogliere la vista.
-Vado a farmi una doccia, e tu faresti meglio a sparire nel frattempo- lo minaccio, fulminandolo con lo sguardo.
-Ringrazi così la persona che ti ha aiutata?-
-Potevi anche svegliarmi, sarei tornata in stanza da sola-
Un sorrisetto appare sulle sue labbra, ma non demorde: prende comodamente posto sulla mia sedia, incrociando i piedi sulla mia scrivania ancora lucida.
Afferro il primo asciugamano pulito e mi dirigo, quasi correndo, al bagno. Accendo l'acqua e inizio a canticchiare qualcosa per distrarmi un po' dalle mille questioni irrisolte. A dir la verità, non so nemmeno che ore sono, ma non importa: devo concentrarmi su un pensiero fisso, la lezione di nuoto di domani, ad esempio, per evitare di soffermarmi su un angoscio senso di inquietudine che mi sta avvolgendo. Non voglio, non devo ricadere nelle vecchie abitudini e, dai messaggi confusi che mi sta spedendo il mio cervello, direi che l'alcool si è già fatto strada nelle mie vene con prepotenza.
How many roads must a man walk down
Before you can call him a man?
Yes, 'n' how many seas must a white dove sail
Before she sleeps in the sand?
Yes, 'n' how many times must the cannonballs fly
Before they're forever banned?
The answer, my friend, is blowin' in the wind,
The answer is blowin' in the wind.
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Storm Soul
RomanceErrare è umano, dicono: tutti possono aver commesso degli sbagli durante l'adolescenza e sentire tutto il peso del rimorso quando si è adulti. Ma se le conseguenze di quei misfatti tornassero prima del previsto a tormentare il carnefice? Una vendett...
