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Spalanco l'ingresso, incappando in due ragazzi intenti ad entrare: quello più vicino sfoggia dei capelli bruni racchiusi in un ciuffo laterale, disposto ad onda sulla nuca, e due grandi occhi color terra bruciata, che assomigliano a quelli di un cucciolo abbandonato; ha diversi tatuaggi sul braccio sinistro, che mostra con fierezza indossando una canottiera rossa, larga sull'addome.

L'altro invece è più alto dell'amico, ha un fisico asciutto, a giudicare dalla maglietta aderente, due occhi grigi ammaliatori, più intensi di un cielo coperto di nuvole temporalesche; i capelli ricci, folti, di un castano chiaro cenere, rimandano alla mente le piume di alcuni uccelli migratori ed incorniciano un viso altero, una mascella irrigidita, un naso diritto e delle labbra carnose, che reggono, insoddisfatte, un piercing di metallo. Indossa una maglietta bianca a maniche corte, tuttavia non possiede tatuaggi visibili come il collega. Lascio che la mia espressione più stupita prendi posto sul mio volto.

-Per caso, è qui Kat?- si informa il primo, come se ci conoscessimo da anni.

-No, in realtà la stiamo aspettando anche noi, dovrebbe venirci a prendere all'ingresso dei dormitori- mi faccio coraggio per rispondere senza balbettare qualcosa di incomprensibile.

-Perfetto! Grazie dell'aiuto- esclamacon entusiasmo il ragazzo più vicino alla porta.

-Di nulla- concludo, osservando con attenzione l'altro, rimasto in silenzio. Non so bene se debba chiudere loro la porta in faccia, cosa che, sono sicura, farebbe Hayley se fosse al mio posto, oppure tentare di continuare la conversazione.

-Scusami, non mi sono presentato...- annuncia quello che ha parlato fino ad ora con una solenne stretta di mano. -Io sono Adrian Johnson e lui è Ryan Collins- ispeziono il ragazzo che non sporge un muscolo nemmeno per la presentazione.

Ricambiola sua stretta. -Emy, piacere... e lei è la mia compagna di stanza, Hayley- annuncio, indicando con un dito la mia amica alle mie spalle.

Adrian allunga gli occhi dentro la stanza, lasciando un segnale alla diretta interessata. -Ora dobbiamo andare, ci vediamo dopo alla festa- soggiunge infine, intuendo da solo dove siamo dirette con Katherine.

-Sì, certo- li saluto con un cenno del capo.

Socchiudo la porta e la mia amica esplode in un uragano di frasi senza senso.

-Quelli sono amici di Katherine?- è quasi senza fiato come se avesse corso una maratona, al che intuisco che stia andando in iperventilazione alla sola idea di avere a che fare con sconosciuti per tutta la sera.

-A quanto pare- mormoro, passandomi l'indice sulle labbra per dissimulare il senso di colpa che mi colpirà fra pochi istanti. -Mi aveva parlato di alcuni amici intenta a presentarci-

Leisgrana gli occhi in cerca d'aria. -Ti sei scordata di accennarmelo-

-Sì, è vero- abbassogli occhi sul pavimento, spostando il peso da un piede all'altro.

-Bene, la serata si sta facendo ancora più interessante!- il suo sorriso forzato è angosciante.

Appoggio la schiena al muro, ancora vicina all'ingresso. -Rilassati, non sono vampiri succhiasangue- la sbeffeggio, cercando di farle capire che la sua reazione è assolutamente esagerata.

-Sono ragazzi! Che è più o meno la stessa cosa!- brontola, iniziando a muovere freneticamente le mani.

Trattengo a malapena una risatina. -Sei paranoica-

-Sono realista e sai di esserlo anche tu- afferma girando la coda dell'occhio verso la piccola televisione sul mobiletto, la accende con il telecomando logoro e scorre velocemente tra i canali cercando qualcosa di avvincente. Dal riflesso dello schermo, sono in grado di notare le sue mani prese dall'inquietudine, le dita che stravolgono ogni ciocca di capelli in una danza frenetica. Hayley controlla l'orario, come fa circa ogni dieci minuti.

Storm SoulDove le storie prendono vita. Scoprilo ora