3.

423 73 47
                                        

Gettiamo le nostre conclusioni sul libretto giallo, in seguito la nostra euforica guida turistica riprende a tutto gas il percorso, con il chiaro obiettivo di giungere dall'altra parte del campo, elettrizzata di proporre gli altri luoghi accessibili: i campi da basket, baseball, pallavolo, tennis e football, le palestre che tengono al loro interno i combattimenti di boxe, le piscine e il bar, in modo che, se ne avessimo bisogno in futuro, ne conosceremo già la collocazione esatta; dobbiamo quasi correre per starle dietro e lei, evidentemente, non accenna a rallentare. Se perdi di vista gli edifici principali di questa catena, stai pur certo che non avrai la possibilità di ritrovare l'uscita da solo, per codesta valida ragione, nonostante la fatica, non la perdiamo un secondo dai nostri radar. Tutti i luoghi dell'istituto sono organizzati da una mente molto attenta, non c'è un complesso fuori posto e sicuramente non manca nulla. Verso il tramonto del tour, ci accompagna nella biblioteca scolastica, l'angolo più straordinario mai costruito nei paraggi.

Fin dalla tenera età, ho sempre sognato di lavorare in una biblioteca come quella descritta nella buona parte dei romanzi letti: libri disposti in ogni buco, anche negli scaffali più alti, i quali sono accessibili solo attraverso una scala in legno, a volte mobile, altre a chiocciola.

Avvolte dal nostro paradiso terreno, mi rendo conto solo più tardi dell'espressione annoiata che compare sul volto di Katherine, la quale intanto sta digitando qualcosa sul telefono.

-Immagino che questa parte della scuola non sia tra le tue preferite, vero?- rompo il ghiaccio, cercando di includerla nella conversazione.

-No, leggere non mi piace molto- confessa con un sorriso imbarazzato, prendendo a mordersi il labbro; nasconde il cellulare nella tasca posteriore dei jeans e la sua attenzione ritorna di nuovo su di noi.

-Che classi segui?- chiede Hay,intervenendo con un giallo di Van Dine tra le mani.

-Sono cheerleader, perciò seguo il corso di danza, quello di musica e anche quello di disegno-

-Naturalmente- sussurra la mia amica, sollevando gli occhi al cielo.

Le do una gomitata sul fianco, sperando che la ragazza con gli occhiali non se ne accorga. -Sei all'ultimo anno?- pongo una domanda scontata per spostare i suoi occhi su di me.

-Sì, aspetto con ansia i diciotto anni. Voi invece siete al terzo, giusto?- confermiamo con un cenno della nuca. -In fondo, abbiamo solo un anno di differenza- alza appena le spalle e torna a esaminare lo spazio che ci circonda. -Questa scuola è la cosa più bella che mi sia capitata, vi divertirete!- esclama allargando le mani, quasi volesse cingerci in un abbraccio.

-Lo spero- borbottala mia amica, muovendo lo sguardo su altri romanzi infilati negli scaffali.

-Fidatevi...- mormora, controllando l'orologio che porta al polso destro. -Ora, se non vi spiace, dovrei andare: alle quattro ho un appuntamento. Voi intanto potete controllare le classi e fare altri giri- suggerisce, riportando le sue iridi ambrate su di noi. Si sistema gli occhiali, stringendo l'indice e il pollice sulle stecche color miele.

Annuisco compiaciuta dall'idea che presto avrò modo di discutere con Hayley della faccenda. -Certo, ad ogni modo, grazie- accenno un sorriso, mentre si sta già allontanando verso l'ingresso della biblioteca.

-È stato un piacere, ci vediamo domani- ci saluta con la mano, fino a disperdersi dalla nostra vista dietro uno degli scaffali più vicini alla porta.

Dopo qualche altra occhiata tra i libri, io e Hayley ci incamminiamo verso l'ingresso dei dormitori con la sua voce in sottofondo che mi elenca tutti i validi motivi per cui non dovremmo fidarci della ragazza che ci ha lasciato pochi minuti fa. Tento di rassicurarla, sebbene lei non sia per niente convinta di tutto l'entusiasmo e la buona volontà che ha esibito Katherine nel pomeriggio. Se devo essere onesta, anche io nutro i miei dubbi sulla sua autenticità: è inconsueto l'atteggiamento con cui si è presentata, come si è offerta così garbatamente di farci da guida ed è oltremodo bizzarro il fatto che non ci abbia chiesto nulla in cambio. 

Storm SoulDove le storie prendono vita. Scoprilo ora