Questo capitolo è sconsigliato a persone sensibili in quanto è a reading rosso 🔴
<Allora andiamo?> chiese Mikasa prendendo me ed Armin a braccetto, entrambi annuimmo entusiasti con gli occhi che brillavano e il cuore che batteva forte.
Fui io ad aprire la porta, trovando poco distante da dove ci trovavamo in nostri tre cavalieri: Jean, Annie e Levi.
Uscimmo fieri da casa mia, per poi andare a salutare i nostri accompagnatori, nonostante il buio rimasi incantato davanti all'eleganza di Levi.
<Ti piace lo spettacolo, moccioso?> mi sussurrò all'orecchio <Non sai quanto> risposi strappando poi un bacio a stampo al corvino, <Quando sua maestà avrà finito con le smancerie potremmo andare a cena?> chiese ironico Jean, <Certamente, cavallo> lanciandoci due occhiatacce fulminanti ci avviammo alla volta del ristorante, <Noi andiamo in moto Eren> guardai il corvino come se fosse stato un extraterrestre, <Con questo freddo?> chiesi, quella sera le temperature erano a dir poco basse, <Certo, non è che hai paura della moto?> guardai da un'altra parte <Ma c-cosa dici...> mormorai, ero stato smascherato.
<Puoi sempre tenerti a me, non aver paura, ci sono io, mocciosetto fifone> lo guardai male, <Non sono fifone!> esclamai stringendomi di più nella giacca, e presi il casco che mi porgeva Levi, <Allora non abbiamo più nulla da dirci, andiamo> salii sulla moto e chiusi gli occhi quando sentii la moto partire, senza accorgermene mi ero letteralmente attaccato al corpo del corvino, in quel momento non feci assolutamente caso al fatto che potessi fargli male.
<Tutto bene?> chiese Levi stuzzicandomi, <Disgraziato fai poco lo spiritoso!> urlai mentre sorpassava una macchina, mi tremarono le gambe quando a causa di una buca sobbalzammo, <Maledizione!> imprecai a voce un po' troppo alta, strappando un ghigno al corvino, il vento era talmente tanto freddo che sentivo che il naso mi si sarebbe ghiacciato, faceva davvero freddissimo.
<Tranquillo siamo quasi arrivati> annuì con la testa poggiata sulla sua schiena, in quel modo il viaggio sembrava meno spaventoso e quasi non mi accorsi del tempo che passava.
<Siamo arrivati, donzella impaurita> mi prese in giro il corvino, sbuffai rimanendo però in silenzio, dopo quel viaggio la mia dignità era andata a farsi benedire.
<Ammettilo ti è piaciuto> disse compiaciuto Levi, mentre io scuotevo vigorosamente la testa, <Non lo ammetteti, eh?> voltai la testa da un'altra parte per poi dargli le spalle, <Andiamo, motociclista dei miei stivali> lo esortai iniziando a camminare.
<Moccioso il ristorante è dalla parte opposta> mi suggerì divertito Levi mentre io diventavo rosso dall'imbarazzo, imprecai a bassa voce, <Fai finta di nulla, okay?> dissi io sempre più imbarazzato, <Certo> rispose ghignando.
<Allora dove andiamo?> chiesi incuriosito dopo qualche attimo di silenzio, <Dove ci porta il cuore> rispose con fare poetico, <Si, certo certo, come mai così ironico 'sta sera?> chiesi incuriosito, il corvino non era di certo un tipo alla mano, questo lo sapevo bene.
<Chi lo sa> rispose criptico, <Gli altri arriveranno tra poco, aspettiamoli dentro, qui fa freddo per te> continuò per poi aprire la porta del ristorante, <Prego, mademoiselle> entrai imbarazzato, seguito dal corvino.
Le luci erano soffuse e c'era un quasi impercettibile sottofondo musicale, il locale non era molto grande, alcuni tavoli erano posti su un soppalco in legno scuro, i nostri posti erano proprio lì.
Ci sedemmo al nostro tavolo, entrambi in quel momento eravamo abbastanza imbarazzati, quello era il nostro primo appuntamento.
<Che te ne pare del posto?> chiese il corvino per allenare la tensione, <È veramente molto bello> dissi guardandomi intorno, <Grazie per aver accettato di venire, magari preferivi altro...> dissi mordendomi l'interno della guancia, <Mi sta bene lo stesso, anche se devo dire che è stato uno sbattimento immane scegliere il locale, mettersi d'accordo non è stato semplice> disse per poi iniziare a bere un po' d'acqua dal suo bicchiere, <Jean non voleva tornare nei posti dove era già stato con Marco, ovvero quasi tutti, Annie non voleva andare in posti che non fossero in centro e io in posti troppo affollati, questo locale è stato una benedizione dall'alto> stavo per rispondere quando sentii le scale in legno scricchiolare leggermente e voltandomi vidi i miei amici venirci incontro ancora infagottati nei pesanti cappotti.
<Siamo finalmente arrivati, scusate il ritardo> disse Armin tremante, <Fuori si gela> continuò strofinando le dita tra di loro tentando di riscaldarsi, <Avete già ordinato?> chiese Mikasa sedendosi di fianco a me, <Non ancora, abbiamo preferito aspettarvi> ero seduto tra Armin e Mikasa e avevamo davanti i nostri rispettivi fidanzati.
<Da quando sei così gentile Jaeger?> mi prese in giro Jean, <Qui l'unico maleducato sei tu, faccia da cavallo> risposi a tono io, <Ragazzi almeno per 'sta sera potreste contenervi?> chiese Mikasa, mentre io e il cavallo ci guardavamo in cagnesco <Armin, Levi tenete a bada i vostri fidanzati, stanno per sbranarsi...> commentò apatica Annie, Levi si limitò ad alzare le spalle indifferente alla questione.
<Allora Annie, da quanto state insieme tu e Mikasa?> chiese Armin per alleggerire la tensione, anche io ero abbastanza curioso in merito visto che Mikasa, come sempre, non ci aveva detto nulla.
<In realtà ci stiamo ancora frequentando, da più o meno tre settimane> concluse atona la bionda, quel giorno risaltava la cura con cui si era vestita e truccata, non indossava la sua solita felpa e i soliti pantaloni, quella sera risplendeva ed era davvero molto bella.
<Quindi i veterani sono Eren e Levi?> chiese Armin, <Voi vi frequentate dall'inizio della scuola, vero?> chiese nuovamente il biondino per confermare la sua precedente domanda, in effetti noi ci "frequentavamo" da diverso tempo.
Io e il corvino ci limitammo ad annuire, <Eren mi è giunta voce che ancora non siete passati all'atto "pratico", è vero?> chiese con tono di beffa Jean mentre veniva fulminato da Mikasa, ma lui la ignorò.
<È vero> risposi abbastanza imbarazzato, parlare di determinati argomenti in pubblico mi imbarazzava, non si poteva dire lo stesso di Levi che, tranquillo come sempre, si limitava ad utilizzare il telefono.
<Ancora no? Sei frigido Jaeger?> continuò a chiedere Jean imperterrito, era davvero snervante, tentai di mantenere la calma <No, non sono frigido, ma tu sei un grandissimo ficcanaso> risposi particolarmente nervoso, quel ragionamento mi rendeva particolarmente suscettibile.
<Jean sei inopportuno> lo riprese bonariamente Armin, <Ma io non ho detto nulla! Levi tu che ne pensi?> chiese "faccia da cavallo" chiamando in causa il corvino, a quel punto anche io ero ansioso di sapere il suo parere.
<Penso che se ti piace tanto fare domande agli altri scomode, dovresti prepararti a ricevere a tua volta domande a te scomode> rispose freddo come sempre ma i suoi occhi lanciarono un chiaro monito al ragazzo "fai silenzio".
Pur sentendomi soddisfatto dalla risposta del corvino, non potevo smettere di pensare a quello che aveva detto Jean.
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I want him
FanfictionPremessa: questa storia d'amore riguarda due ragazzi, quindi se nel caso tu non gradisca questo genere, non sei costretto a leggere,anzi, sei invogliato a non farlo. Eren dopo la separazione dei genitori si trasferisce in una noiosa città con la mad...
