Capitolo ventiquattro: Incubo.

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Erano più o meno le quattro del mattino, Levi aveva lasciato il balcone della camera leggermente aperto per far entrare un po' d'aria. Pur essendo pieno inverno.
Mi alzai dal letto, rabbrividii nel poggiare i piedi sul pavimento della camera, dovevo assolutamente chiudere quella porta-finestra, altrimenti mi sarei ammalato nuovamente.
Feci qualche passo brancolando nel buio, andando a tentoni alla ricerca della maniglia, riuscendo alla fine nella mia impresa.
Feci per tornare nel letto, ma ancora intontito dal sonno, ebbi la sensazione di essere osservato, mi succedeva praticamente sempre da quella notte, nella mia mente quegli occhi neri di cui non si riusciva a vedere il fondo erano ancora su di me, che mi osservavano, che mi sbranavano, mi mettevano a nudo, umiliando il mio ego già straziato.
Iniziai a guardare in giro freneticamente, guardandomi tutt'intorno in quel buio infernale, non riuscivo a vedere nulla. C'era solo quel terribile nero intorno a me.
Sentii il respiro accelerare e mi sentii perso, ancora una volta, per l'ennesima volta avevo paura, mi strinsi nelle spalle, passandomi le mani sulle braccia alla ricerca di conforto e calore, mi misi in ginocchio lentamente, con le mai trai capelli: stavo impazzendo.
Non ce la facevo più, quel terrore continuo, quel senso di oppressione, l'angoscia, la vergogna, tutto questo mi stava facendo impazzire. Sentii lo stomaco stringersi in una morsa dolorosa, mentre mi sentivo sempre più perso, perso nei miei pensieri, nelle mie paure, semplicemente perso.
Mi sembrò di morire quando una mano si poggiò sulla mia spalla, tentai di urlare, ma una voce conosciuta mi rasserenò: era Levi.
<Eren sono io, va tutto bene> avrei voluto urlargli che non andava bene, che nulla in quel momento andava bene, che forse non andavo bene neanche io, ma non lo feci, lo abbracciai artigliando la sua maglietta, dovevo accertarmi che fosse reale, che ci fosse per davvero, o avrei davvero toccato il fondo, in quel momento Levi era l'unica luce in quel tunnel di opprimente oscurità.
<Cosa ci facevi in piedi, Eren?> chiese passandomi una mano tra i capelli, chiusi gli occhi e respirai il suo profumo <Volevo chiudere la finestra, ma poi... poi mi è sembrato che lui mi stesse osservando> Levi rimase in silenzio, poi domandò <Lui? Lui chi?> rimasi interdetto, come poteva non capire a chi mi stessi riferendo?
<Ma come... il ragazzo della discoteca... non ti ricordi?> chiesi iniziando ad allontanarmi da lui, spingendo con le braccia per allontanarmi dal suo petto, ma le sue braccia sembravano non volermi lasciar andare, sentivo la paura crescere in me, insieme alla consapevolezza di non essere al sicuro.
<Non ti ricordi che anche noi ci siamo incontrati in discoteca, tesoro?> la sua voce era improvvisamente diventata più dolce, mi sentivo male solo nel ricordare la prima volta che la avevo ascoltata.
Iniziai ad opporre più resistenza, fino ad arrivare a calciarlo via in malo modo, mi ritrovai con la schiena contro l'armadio, ad un certo punto si accese la luce, davanti a me, di spalle, non c'era Levi. Un ragazzo alto e dai capelli biondi si voltò piano piano, iniziando a ridacchiare in modo sadico, <Ci siamo solo noi due, non sei felice?> si girò del tutto, sotto la lunga frangia dei capelli si intravvedevano due occhietti neri e torbidi, un senso di puro terrore mi attanagliò l'anima.
Tentai di allontanarmi da lui il più possibile, niente da fare, dietro di me c'era l'armadio.
<Non scappare, sarà divertente, posso essere chiunque tu voglia> disse leccandosi il labbro inferiore, <Zitto!> urlai tappandomi le orecchie, strinsi il più possibile gli occhi, tentando di svegliarmi da quel terribile incubo.
Mi sentii tirare su di peso, in breve tempo mi ritrovai in piedi con le sue mani sui polsi, ad impedirmi di andare via, <Lasciami stare...> mormorai con le lacrime agli occhi, <Lasciarti stare?> chiese guardandomi in faccia, <Perché dovrei, io sono sempre con te Eren, non dimenticarlo>.

Aprii gli occhi in preda al panico, sentivo il cuore battere velocemente contro il mio petto, quasi volesse uscire, quasi volesse andarsene. Respiravo a fatica ed ero madido di sudore, mi guardai sospettosamente in giro, quasi come se mi aspettassi di vedere quel ragazzo vicino a me, come se mi aspettassi di trovarlo vicino, magari dormiente, o ancora peggio, sveglio. Non era così.
Sussultai capendo di non essere poggiato sul cuscino, ma tra le braccia di qualcuno, la luce era accesa, e potei avere la certezza di essere tra le braccia di Levi. Ma c'era una voce nella mia testa che mi sussurrava il contrario, mi stava dicendo che quello non era Levi, ma lui, quel demonio che mi tormentava giorno e notte, quello che sembrava trattenermi a lui con una catena fatta di terrore.
Fu a causa di quella voce che allontanai malamente il corvino, con gli occhi sbarrati e il cuore dolente, faceva male respingere così la persona che ami, faceva male dubitare della persona che per te vale più del mondo intero, faceva male sentirsi così fottutamente deboli.
Deglutii a fatica, allontanandomi dal letto, appoggiandomi al muro, con la porta aperta a pochi passi da dove mi trovavo.
Una terribile sensazione di malessere mi attanagliò, mentre sentivo la cena di quella sera tornarmi in gola per la paura provata prima, sembrava tutto così reale.
<Eren stai calmo, sono io, Levi> si mosse molto lentamente con le mani aperte e alte, il mio sguardo corse sulla sua figura, come per accertarsi che fosse quello vero.
<Il tuo Levi, devi stare tranquillo, era solo un incubo post traumatico, non corri più alcun pericolo, ci sono io con te, ci siamo solo noi due> disse con gli occhi lucidi, non doveva essere bello neanche per lui, anzi, doveva essere terribile.
Mossi un passo verso di lui, poggiai una mano sul suo petto coperto dalla stoffa del pigiama, lo guardai negli occhi, era per davvero Levi.
Lo abbracciai, affondando il volto nell'incavo del suo collo, stringendo le braccia intorno alla sua vita, non potevo perderlo.
<Non ce la faccio più Levi, non ce la posso fare...> pigolai piangendo, sentivo le gambe sempre più deboli, era vero, non ce la facevo più.
<Non più la forza per combatterlo, lui è sempre nella mia testa, non se ne andrà mai. Come posso battere qualcuno dentro la mia testa?> dissi disperato, <Sento il suo sguardo su di me sempre, sento dove le sue mani mi hanno toccato, e mi fa schifo, tutto di me mi fa schifo!> urlai alla fine, battendo i pugni chiusi contro il suo petto, nonostante tutto Levi incassò il colpo, non disse nulla, neanche dopo gli altri colpi, continuò a stringermi a se, forse lui aveva paura che io me ne andassi, e lo avrei fatto, se non ci fosse stato lui.
Quando mi fui finalmente calmato, mi lasciò un bacio casto sulla tempia, durò un attimo, ma per me fu come acqua per un assetato.
Guardando Levi, con la sua espressione serena, mi sentii bene, dopotutto bastava poco per far tornare il sole. Fui io a prendere l'iniziativa, lo baciai, questa volta con più trasporto, tentai di mettere da parte tutto, ma fu inutile, dopo pochi secondi mi staccai bruscamente.
<Mi dispiace Levi...> pigolai affranto, io non volevo essere un peso, la paura che Levi mi lasciasse stava diventando sempre più reale, io lo amavo, ma come poteva lui stare con una persona come me?
Levi fece scorrere il pollice sulla mia guancia, <Va tuto bene Eren, io aspetterò> disse guardandomi negli occhi, la sua voce era calma, priva di inclinazioni, morbida e calda.
<Tu meriti di meglio Levi, meriti un fidanzato che tu possa baciare, con cui tu possa fare l'amore...> avrei voluto continuare ma Levi mi premette un dito contro le labbra, <Non dire sciocchezze, sei tu il meglio per me, nessun altro potrebbe mai prendere il tuo posto. Io ti amo, ti amo così tanto...> disse con voce bassa e roca, come se quella fosse una cosa che solo io avrei dovuto sentire, come se fosse un inestimabile segreto, il tono della sua voce mi fece venire la pelle d'oca, sapeva toccare sempre i punti giusti.
<Non ti lascerò andare per nessuna ragione al mondo, Eren> continuò, <Non mi importa di quello che potrei avere da un'altra persona, a me importa solo di te, e la cosa che più desidero è vederti felice, perché solo allora sarò felice anche io> concluse, abbastanza titubante avvicinai nuovamente il mio volto al suo, le sue labbra erano un dolce miele a cui non potevo resistere, per questo mi lasciai coinvolgere in un bacio colmo di desiderio.
Mi aggrappai alle sue spalle e mi sembrò che la tensione e il disagio di prima fossero spariti nel nulla, in quel momento c'eravamo solo io e lui. Con quel pensiero in testa, continuai ad approfondire il contatto, sentivo Levi tentare di controllarsi, per non turbarmi, o per evitare che io scappassi via. Presi la sua mano e la poggiai sul mio fianco, sentii il suo corpo rilassarsi e iniziare a muoversi con più disinvoltura, per poi stendermi sul letto con il suo corpo sopra il mio, continuando quel passionale contatto.
In quel momento mi sentii incredibilmente desiderato, passai le mani sui capelli neri del mio fidanzato, mentre lasciava casti baci sul mio petto, delle ciocche corvine cadevano sui suoi occhi, precludendogli la visuale, il mio respiro era sempre più caldo, avrei voluto continuare, ma pochi secondi dopo Levi alzò la testa, e rubandomi un bacio sulle labbra si sdraiò vicino a me, <Levi cosa...?> avrei voluto arrivare fino in fondo, ma evidentemente Levi non era della mia stessa opinione.
<Tempo al tempo Eren, credo che dopo quello che è successo sia presto per fare l'amore con me> quel "fare l'amore" mi fece sorridere, Levi non sembrava neanche più la persona fredda e cinica di qualche mese prima, con me era più dolce, il suo comportamento mi faceva sentire amato.
<Lo faremo, ma non voglio riaprire ferite dolorose, la nostra prima volta dovrà essere all'altezza di quello che provo per te> disse,
poggiai una mano sulla sua guancia, <Se ci sarai tu, sarà perfetta in qualsiasi caso> dissi per poi abbracciarlo.
Lo sentivo mentre depositava qualche piccolo pacio sulla mia testa, e piano piano mi addormentai, cullato dal suo profumo e dalle sue premure, mi addormentai sereno, per la prima volta da giorni.

Tana della scrittrice (satana):
SONO VIVA!
È passato quasi un mese, sono una persona orribile.
Dato che wattpad mi odia profondamente, quando avevo preparato entrambi i capitoli, non me li faceva postare (questa cosa è andata avanti per più una settimana).
Comunque, questa storia mi sta mettendo in difficoltà, mettermi nei panni di Eren per me è difficile, e spero di non essere diventata noio.
Grazia per la pazienza.
-Beatrice

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