Capitolo venticinque: Io e lui.

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<Sei sicuro di voler tornare a scuola?> mi chiese Levi mentre facevamo colazione, <Si> risposi finendo di mangiare il mio cornetto, <Voglio tornare alla normalità, non posso continuare così> dissi, bevendo velocemente la mia spremuta d'arancia.
Feci per alzarmi da tavola, ma Levi poggiò la sua mano sulla mia, <Non voglio che tu faccia qualcosa che non ti senti di fare, se vuoi tornare alla normalità allora fallo, ma solo se ti senti pronto, va bene?> disse con voce tranquilla, guardandomi negli occhi. Levi aveva questa incredibile capacità di guardarmi dentro, quei suoi magnifici occhi grigi, avrebbero potuto estorcere la verità a chiunque.
<Sono pronto Levi, non preoccuparti, sto bene ora> tentai di convincere anche me stesso con quelle parole, ma Levi non era facile da ingannare, allora sfoggiai un sorriso, uno di quelli che amava. <Non preoccuparti per me, Levi, voglio tornare a vivere, se mi terrai la mano sono sicuro di poter fare tutto> dissi rubandogli un bacio, lui mi prese la mano, <Allora, andiamo?> chiese e io, continuando a sorridere non potei fare altro che seguirlo.

<Eren!> urlò Armin non appena mi vide entrare in classe, indicandomi con dito, dopo ciò mi ritrovai, nel giro di due secondi, circondato da tutti i miei compagni di classe.
A dire il vero mi ero comportato male nei loro confronti, non facendomi sentire per così tanti giorni, però ero sicuro che mi avrebbero capito.
<Ci hai fatti preoccupare! Sono giorni che non ti fai sentire!> disse Historia mentre mi abbracciava, forse stava addirittura piangendo, dopo la morte di Marco ci eravamo chiusi tutti in un guscio protettivo, era il momento di farlo cadere.
<Scusatemi ragazzi> dissi, <Sono successe un sacco di cose, ma ora sono tornato> conclusi sorridendo, <L'importante è che tu sia qui, il resto non conta> disse Armin guardandomi con gli occhi lucidi, <Non piangere per quel cretino di Jaeger! Maledetto te, tu lo fai piangere e poi a me tocca consolarlo, non mi sei mancato per niente!> sbottò Jean, facendo ridere un po' tutti.
<Non so voi, ma io ho già fame> disse Sasha, il fatto che fosse la prima ora era un dettaglio del tutto irrilevante per lei, <Hai già fame? Ma se hai finito dieci minuti fa di mangiare!> disse shockato Connie, il poverino, onde evitare ulteriori lamentele, venne zittito con uno schiaffo, all'apparenza molto doloroso, dietro il collo da parte di Ymir, <Dicevo, dopo le lezioni andiamo a pranzo insieme?> concluse Sasha con un grosso sorriso.
Il primo a parlare fu, come sempre, Jean <Io vengo solo se paga Jaeger> disse poggiando un braccio sulle spalle di Armin, che arrossì vistosamente, dopo le parole del giovane tutti iniziarono a sghignazzare guardandomi in modo indecifrabile, <Va bene, va bene!> alzai le mani in segno di resa, <Pagherò io> dissi affranto per il mio povero portafoglio, le mie finanze sarebbero andate giù come il Titanic.
<Ogni promessa è un debito!> disse Historia separandosi di me, per avvicinarsi ad Ymir <Certo, certo> continuai rassegnato.
<Io non ci sarò> disse con voce fredda Levi, attirando l'attenzione di tutti su di se, <E perché? Non ti piace l'idea?> chiesi io, mentre il corvino si poggiava al banco dietro di lui, <Oggi devo lavorare dopo scuola, altrimenti sarei venuto> mi sorprese sapere che Levi avesse un lavoro, non ne ero minimamente a conoscenza.
<Ah, va bene> dissi, a dire il vero volevo passare un po' di tempo con lui, però data la circostanza non gli avrei detto nulla.
<Se sei libero possiamo spostare a domani...> si intromise Sasha, forse per spezzare il silenzio venutosi a creare, forse per alleggerire la tensione, forse per togliermi dalla faccia quel muso lungo che mi ritrovavo.
<No, andate voi oggi. Ci saranno altre occasioni per festeggiare tutti insieme> concluse Levi asciutto, avrei voluto dire qualcos'altro, ma l'arrivo del professore in classe mi impedì di dire qualsiasi cosa.

<Possiamo andare lì!> indicò con la mano Historia, <Avranno sicuramente posto> continuò, <Per me va bene, ci sono dei camerieri bellissimi> disse Sasha, mentre Connie la guardava male, <Cosa vuoi? Anche l'occhio vuole la sua parte, no?> disse abbastanza civettuola, <Io ci ho già mangiato con Annie, per me va bene> disse Mikasa, <E sia, andiamo lì> dissi iniziando ad entrare,
Mi avvicinai ad una cameriera, <Avete un tavolo per undici persone?> la ragazza si guardò in torno e poi con un piccolo sorriso a coronarle il viso paffutello rispose, <Si, da questa parte prego> la seguii con gli altri dietro di me che continuavano a bisticciare come dei bambini.
<Vi porto subito i menù> disse allontanandosi, mentre noi prendevamo posto, <Cosa avete fatto in mia assenza?> chiesi curioso, io ero seduto a capo tavola, mentre gli altri erano disposti a coppie, se ci fosse stato Levi sarebbe stato meglio, ma non mi sarei lamentato.
<Io mi sono riposato, senza di te stavo davvero bene> disse Jean incrociando le braccia altezzoso, <Ma se mi chiedevi sue notizie ogni giorno!> disse Armin, mentre il fidanzato arrossiva davanti all'ilarità comune, <Traditore...> masticò Jean adirato, <Smettetela di ridere!> sbottò sempre più rosso dall'imbarazzo.
<Anche tu mi sei mancato Jean> dissi finendo di ridere, poi la cameriera di prima si avvicinò a noi poggiando i menù sul tavolo, e con l'ulteriore sorriso di cortesia sulle labbra sparì in cucina.

<Jean non ti sembra di aver preso troppa roba?> chiese Historia guardando tutto quello che il cavallo aveva ordinato, <Non riuscirai mai a finirlo> lo riprese Armin, <E allora? Tanto paga quel cretino di Jaeger> disse facendo spallucce, <Se non ti va più lo finisco io!> si offrì Sasha con la bocca piena, <Prima mastichi, poi deglutisci e solo dopo parli, ti dobbiamo spiegare anche le basi?> chiese canzonatoria Ymir, <Va bene...> disse Sasha imbarazzata, <Fatele fare quello che vuole, ci piace proprio perché è fatta così> dissi, Sasha fece per dire qualcosa ma lo sguardo di Annie le ricordò di non parlare con la bocca piena.
<Sei sporca qui> disse Mikasa rivolta alla mangiona del gruppo, indicandosi la guancia con il dito, <A dire il vero, hai la faccia tutta sporca di sugo> disse Ymir, mentre Connie si occupava di aiutare la fidanzata.
Alzai la mano attirando l'attenzione della cameriera di prima, <Per il dolce possiamo chiedere a te?> chiesi, mentre a Sasha già brillavano gli occhi, <Il mio turno sta per finire, vi mando subito il mio collega per aiutarvi nella scelta> io annuii e lei se ne andò.
<Chi vuole il dolce?> chiesi, la prima ad alzare la mano fu ovviamente Sasha, seguita da Jean, Connie e Historia, <Pensavo peggio> tirai un sospiro di sollievo, <Questo pranzo ti costerà un occhio della testa, ti diamo una mano noi okay?> scossi la testa, <Non preoccuparti Mikasa, avevo già messo in conto di portarvi tutti a mangiare, quindi non è un problema>.
Mentre parlavamo si avvicinò un cameriere, non potevo immaginare di certo che fosse lui.
<Come posso esservi utile?> lo guardai più volte sbattendo le palpebre, mentre il cuore mi martellava nel petto, e l'aria non arrivava ai polmoni per la paura: era lui.
I suoi capelli erano biondi come il grano in estate, abbastanza lunghi sul davanti da coprire i suoi occhi nero petrolio, era più alto di me, e aveva il segno di una cicatrice che sbucava dal colletto della camicia. Non potevo sbagliarmi, lo avrei riconosciuto tra mille.
Mi sentii gelare, mentre la paura mista all'ansia mi puntellavamo la pelle come tanti aghi, non avevo la forza neanche di sbattere le palpebre, stringevo convulsamente il tovagliolo poggiato sulle mie cosce.
Poggiò lo sguardo su di me, e mi sembrò che il suo corpo fosse percorso da una scossa, forse di sorpresa. Lui deglutì a vuoto, io feci lo stesso.
<P-posso portarle qualcosa?> chiese con voce insicura, esitai nel rispondere, ogni fibra del mio corpo desiderava scappare, e quel desiderio, così intenso e prepotente mi stava annebbiando la mente.
<N-no> riuscii a pronunciare, il mio corpo non mi ubbidiva più, lui annuì e fuggì via il prima possibile, <Non vi è sembrato stano quel cameriere?> chiese curiosamente Historia, <In effetti... sembrava che avesse visto un fantasma> disse Connie, <Però è davvero carino> disse con leggerezza Historia, mentre Ymir sbuffava.
<Tutto bene Eren?> mi chiese Mikasa mentre Annie e Armin mi guardavano con sospetto, <S-si, scusatemi devo a-andare in bagno> mugolai, per poi alzarmi da tavola per raggiungere il bagno.
<Non lo vedo bene> disse Armin rivolgendosi a Mikasa, <Ho una brutta sensazione> la corvina prese il telefono, <Cosa fai?> chiese la sua fidanzata, allarmata dal comportamento della corvina, <Chiamo Levi> rispose asciutta, <Ma così potrebbe allarmarsi per nulla...> ipotizzò Annie, <È vero, potrebbe non essere successo nulla, ma il comportamento del cameriere non mi ha convinta, sono sicura che Levi potrebbe toglierci qualche dubbio, Eren si fida più di lui che di noi>.

Entrai nel piccolo bagno tutto bianco, respirai a fondo, cercando di riprendere il filo dei miei pensieri, nella mia testa vorticavano idee contrastanti.
Mi sciacquai la faccia con un po' di acqua fresca, volevo svegliarmi dal torpore provocato dalla paura, paura di quegli occhi neri.
Ma quando vidi la sua figura slanciata fare capolino da uno spiraglio della porta, tutti i miei propositi caddero, frantumandosi in mille pezzi, arretrai verso il muro, mentre lui entrava nel bagno chiudendosi la porta alle spalle. Ancora una volta c'eravamo solo lui ed io, ancora una volta ero solo con il mio incubo.

Tana della scrittrice (satana):
SONO TORNATA.
Volevo annunciarvi che mancano più o meno due capitoli alla fine della storia, al massimo tre. Aspetterò la fine anche dell'altra storia per pubblicare l'altra ff a cui lavoro da un po'. Grazie per l'attenzione, al prossimo capitolo.
-Beatrice

I want himLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora