Capitolo 18 Aiutoo!
Prendo un gran respiro, questa cosa dell'ansia devo sistemarla una volta per tutte. Certo, tra pochi minuti inizierà la prima prova di italiano, un tema perciò dovrei essere tranquillo, ma non lo sono per niente! Ieri sera Magnus e i ragazzi mi hanno trascinato al locale per bere e ho un po' di mal di testa dovuto dalle ore perse di sonno, ma almeno mi hanno aiutato un po' a rilassarmi. A detta loro la notte prima degli esami si deve obbligatoriamente far baldoria e in effetti ci siamo proprio divertiti. Il commissario esterno inizia l'appello, nella fila affianco alla mia c'è Jace. Anche lui un po' nervoso, ma meno di me che non faccio altro che torturarmi le mani e sbattere il piede a terra. Quando sento il mio cognome alzo la mano teso come una corda di violino, presto finisce di elencare, spiega le brevi regole e le raccomandazioni poi inizia a consegnare le tracce. Controlla ogni foglio protocollo mettendomi ancora più ansia, appena arriva da me inizio a leggere il plicco di fogli. Ok ci sono tre tracce, potrei fare quella storica, ma è un cliché e con l'ansia che ho probabilmente andrei in palla anche per il più piccolo particolare, l'altra è di attualità e una parla dei rapporti con la famiglia. Bene, sceglierò quello di attualità perché affrontare un tema sulla mia famiglia non mi sembra esattamente il momento adatto. Quando ci permettono di iniziare prendo un bel respiro e inizio a comporre una mappa concettuale con tutte le mie idee principali per poi buttar giù una brutta copia. Consegno soddisfatto dopo cinque ore, me la sono presa molto con calma per non commettere stupidi errori dovuti dallo stress. Sospiro più rilassato anche se l'idea di aver matematica domani mi getta letteralmente nel panico, ma ho sempre avuto dieci perciò cerco di pensarci il meno possibile per non uscire di testa. Jace mi aspetta fuori dato che ha consegnato quasi un'ora prima di me, mi affretto a raggiungerlo "Com'è andata?" mi chiede subito lui appena mi vede "Penso bene" sospiro sedendomi al suo fianco sulla panchina sotto il portico, prendendo dallo zaino una mela e l'addento con gusto "A te?" chiedo io masticando lentamente, annuisce "Piuttosto bene credo, ho fatto quello sulla famiglia" mi mette al corrente con un sorriso sincero. Ricambio subito tirandogli una spallata "Non farmi il sentimentale adesso" ridacchio prendendolo bonariamente in giro. Mi alzo per poter chiamare Magnus "Vado in giardino per una telefonata" lo informo, lui annuisce soltanto mentre continua a mangiare le sue patatine e scrivere messaggi al cellulare. Appena noto esserci un po' più di campo chiamo Magnus "Ehi pasticcino, hai finito?" mi risponde subito allegro come sempre "Si sono appena uscito" rispondo semplicemente sospirando stanco "E com'è andata?" mi chiede lui curioso e impaziente "Bene, spero. Ho fatto la traccia d'attualità ed è venuto un bel tema tutto sommato" sorrido sentendolo così interessato nei confronti di questa situazione che sto affrontando "Fantastico! Così sei più tranquillo, vieni qui a festeggiare?" mi chiede poi malizioso mentre io addendo l'ultimo pezzo di mela. Rido divertito scuotendo la testa "Forse, adesso vado a casa. Se mamma non mi assilla con le sue domande e riesco a uscire, vengo da te" lo avviso dolcemente "Uffa ok, ma se non vieni non osare ripassare" mi intima serio "Tranquillo, porta sfortuna, non lo farei mai" ridacchio contagiandolo "Ecco bravo, dai scrivimi dopo" mormora dolcemente "Si a dopo" lo saluto con lo stesso tono "Ti amo" sorrido intenerito alle sue parole "Anch'io" mormoro totalmente innamorato, dopo un altro paio di saluti e baci chiudiamo la comunicazione. Ritorno da mio fratello che sta cercando di parlare al cellulare "Prede malissimo qui" si lamenta indispettito, mi siedo al suo fianco mentre continua a parlare con Clary "Si, ora torniamo a casa" riferisce voltandosi a guardandomi "Ti saluta" mi mima con le labbra "Ricambia" gli sorrido divertito "Ti saluta pure lui" ripete al cellulare "Ok, ti scrivo dopo. Ciao piccolina" si salutano e chiude anche lui. "Andiamo?" propongo recuperando lo zaino "Si ho finito di mangiare, mamma mia sono una tortura questi esami" si lamenta lui alzandosi e brontolando, ridacchio mentre scendo i pochi gradini e mi incammino per il parcheggio. Saliamo in macchina e subito mi affretto a partire "Dici che mamma mi lascia uscire?" provo a chiedere una sua opinione "Credo proprio di no" ride lui mollandomi una pacca sulla spalla "Già, credo anch'io" sospiro scuotendo la testa rassegnato. Come varchiamo il cancello infatti notiamo mamma che ci corre incontro mentre Axel abbaia scodinzolando, ancora è piccolino, ma sta iniziando a mettere su un bel vocione. Scendo dalla macchina e lui mi salta addosso, lo accarezzo prendendolo in braccio, ora che ancora piccolo posso farlo, tra un po' sarà impossibile. Questo vitellino cresce a battito d'occhio "Mamma" mi lamento quando, avvicinandomi all'entrata, prende a baciarmi le guance, lei mi lascia libero di entrare mentre passa a torturare Jace. "Allora?" ci chiede appena varchiamo la soglia del salotto "è andato bene" diciamo insieme io e mio fratello "Non potete dire solo questo, com'erano le tracce?" insiste lei curiosa e impaziente di sapere, guardo Jace che alza gli occhi al cielo "Pensavo fossero più difficili, ma ci è andata bene" rispondo io con una scrollata di spalle riferendole anche la traccia che ho scelto e lo stesso Jace "Come mai non l'hai fatta anche tu?" mi chiede lei vagamente triste riferendosi al tema familiare "Perché avevo più argomentazioni per quello d'attualità" rispondo semplicemente con tono ovvio "Oh" mormora lei del tutto intristita. Alzo gli occhi al cielo rammaricato "Mamma ti prego! Non puoi prendertela per una cosa così, è stato istintivo scegliere una traccia dove ero sicuro di saper esattamente già cosa scrivere. Avevo paura di andare nel pallone e sono andato sul sicuro" spiego rapidamente avvicinandomi a lei che annuisce semplicemente "Dico solo che se il clima in casa fosse stato migliore molto probabilmente avresti scelto quella" mi spiega con un'espressione in volto colpevole "Non lo so, forse avrei optato comunque per la traccia che ho scelto per non rischiare di scrivere un tema noioso sulla mia famiglia perfetta" rispondo cercando di sollevarle un po' il morale "Allora oggi potevi farlo, avresti avuto molto da dire" sorride appena lei stando al gioco "Sai che odio parlare di me" le ricordo in imbarazzo mentre Axel si agita per scendere dalle mie braccia. Lo lascio a terra e subito inizia a correre col nodo giocattolo tra i denti, sorrido divertito "Si, lo so" mormora lei rimanendo triste "Mamma ti voglio bene, solo perché non ho scelto quella traccia non significa il contrario" mi affretto a rassicurarla lasciandole un piccolo bacio sulla guancia prima di iniziare a rincorrere quel giocherellone del mio cane. Ci raggiunge anche Izzy in salotto che ci corre in contro e ci abbraccia chiedendoci com'è andata. Quando sono ormai le tre del pomeriggio supplico mamma di lasciarmi uscire, dopo molte reticenze alla fine la convinco e mi precipito il più velocemente possibile verso casa di Magnus dove rimango tutto il pomeriggio.
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Noi e nessun altro || Malec
FanfictionLa FanFiction nasce su EFP, l'autrice originale si chiama Kiki_love, tutti i diritti sono riservati a lei, mi ha permesso di trascrivere questa storia qui su wattpad. No shadowhunters sono tutti umani ** Alexander è sempre stato un ragazzo tremenda...
