13. Capitolo 13: Una serata d'amore che ti piaccia o no

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Capitolo 13
Una serata d'amore, che ti piaccia o no (Pro alec)

Sbuffo per l'ennesima volta, queste cose dovrebbero abolirle, sono imbarazzanti, inutili e urtano la sensibilità delle persone! Jace si volta ridacchiando piano "Qualche problema col video?" mi chiede sarcastico con la sua faccia da schiaffi "Si, parecchi problemi" mi lamento a bassa voce sbuffando nuovamente, devo distrarmi da questo schifo! Prendendo, quindi, il cellulare deciso a messaggiare con Magnus. Ma perché oggi sono venuto a scuola?!
A: -Vienimi a salvare o non ti rivolgerò mai più la parola
Invio subito sbuffando ancora, perché un video per spiegare la sessualità?! Mi sto sentendo mortalmente escluso dalla spiegazione di vagine e penetrazioni. "Non mi dire che ti imbarazza" ride a tono piuttosto alto Jace attirando un'occhiataccia dalla prof di scienze "Non è quello" mi lamento a bassa voce passandomi una mano tra i capelli. Il cellulare vibra attirando subito la mia attenzione
M: -Che succede pasticcino?
Poverino, magari l'ho un po' spaventato. Ma questa cosa è oscena e io non ho intenzione di sorbirmela per tutto il tempo!
A: -Succede che mi sto vedendo un video sulla sessualità in classe e mi sto iniziando a sentire di troppo
M: -Ah ho capito!
La sua risposta immediata mi lascia perplesso, cosa ha appena macchinato la sua mente perversa?
A: -Capito cosa?
Aspetto la risposta che non arriva. Perciò? Io sono nel panico più totale e lui decide di non rispondere più, fantastico proprio! Sbuffo ancora una volta borbottando sottovoce insulti rivolti al mio ragazzo che ha deciso di non aiutarmi per niente "Non ho capito sai? Se non ti imbarazza qual è il problema?" mi chiede Jace perplesso voltandosi verso di me "Il problema è il modo in cui viene spiegato" borbotto ovvio chiudendo gli occhi e passandoci una mano sopra. La prof blocca il video e spiega un passaggio secondo lei poco chiaro, come se fossimo idioti insomma, insistendo molto sull'uso delle precauzioni. Si, ci considera senza dubbio idioti! "E caro il nostro Jonathan se hai qualcosa da dire dillo subito così ci risparmi il tuo borbottare di sottofondo" conclude lei lasciando un'occhiataccia al diretto interessato "Oh no, non si preoccupi prof! Io e mio fratello stavamo discutendo su altri modi più divertenti" riferisce lui aggiungendo anche un gesto della mano verso il video. Mi trattengo a stento dal ridere mentre la prof mi guarda sbalordita, i nostri compagni ridono tutti "Alexander! Da te non me la sarei mai aspettata guarda!" borbotta inviperita lei con un'espressione buffissima "Solo perché a tutti dieci eh, una bella facciata" ride Jace prendendomi in gito, gli tiro una gomitata al fianco "Smettila che mi fai ridere" borbotto cercando di rimanere serio ignorando tutti i commenti. La prof ci guarda esasperata per poi girarsi e far ripartire il video "Non ho ancora capito però" riprende mio fratello voltandosi verso di me, alzo gli occhi al cielo trattenendomi dal ridere "Vuoi un disegnino?!" borbotto sperando che la chiuda lì, non ho proprio voglia di dover spiegare a lui certe cose! Ma lui, in risposta, recupera un foglio e me lo porge molto seriamente "Oh ma dai" mi rifiuto guardandolo malissimo e lui scoppia a ridere per poi guardarmi e sorridere furbo "Ho capito! È il fatto della penetrazione che ti turba" sussurra a bassa voce avvicinandosi a me "Ah tranquillo preferisco anch'io il lato B" mormora poi sovrappensiero, alzo un sopracciglio per fargli capire che probabilmente non è esattamente una cosa da riferire ai quattro venti "Di una ragazza ovviamente" precisa subito spingendomi ad alzare gli occhi al cielo scuotendo la testa. Ci guardiamo un attimo in faccia per poi scoppiare a ridere "ALLORA?!" urla la prof voltandosi verso di noi guardandoci inferocita, cerco di tornare serio, ma mi comporta molta fatica mentre Jace neanche ci prova. La prof rinuncia a provare a farci stare attenti, quindi torna a prestare attenzione al video borbottando tra sé. Lentamente ci calmiamo un po' e torniamo a guardare quell'oscenità, ma presto mi stufo e riprendo il cellulare tra le mani. Ancora nessun messaggio. Che palle! È caduto dentro il frigorifero? Rassegnato appoggio un gomito sul banco e appoggio la testa alla mano, sbadiglio dopo un po' "Ma quindi tu e Mr. misterioso siete stati insieme?" mi chiede Jace all'improvviso, lo guardo malissimo "Stiamo insieme da due mesi Jace" mormoro in risposta "Hai capito il mio fratellone, dice che va a studiare e invece si va a divertire!" esclama lui cercando di tenere il tono basso "Smettila" borbotto imbarazzato cercando di trattenere un sorriso e lui ridacchia divertito. In quel momento bussano alla porta e la prof blocca subito il video "Si?" invita lei ad entrare, la bidella del piano compare sull'uscio "è qui Alexander Lightwood?" chiede svogliatamente masticando una cicca, alzo la mano perplesso "Ti cercano in segreteria" mi dice solamente prima di rigirarsi e andarsene. Alzo un sopracciglio, perché? Cos'è successo? "Vai pure Alexander" mi concede la prof, mi alzo velocemente rispondendo con una scrollata di spalle all'occhiata perplessa di mio fratello. Esco dalla classe e scendo al primo piano diretto alla segreteria, cammino abbastanza svelto perché sono curioso e leggermente spaventato, e se Izzy sta male? Avrebbero chiamato anche Jace no? Oppure ci sono problemi con qualche documentazione? Oh mio dio e se non vengo ammesso all'esame? Arrivo all'entrata con una punta di panico nelle vene, entro nel corridoio che porta alla mia meta, ma improvvisamente qualcuno mi prende il braccio e mi fa voltare "Ciao pasticcino" sorrido sorpreso vedendo Magnus difronte a me "Ehi, che ci fai qui?" esclamo incredulo "Beh mi era parso di capire che eri leggermente stufo di sentire di come si fanno i bambini" mi prende in giro sorridendo malizioso, sbuffo annuendo "In effetti si" sorrido scrollando le spalle "Così ho finto di essere uno studente e ti ho fatto chiamare" mi spiega semplicemente mentre si lascia trascinare fuori dall'edifico, più precisamente sotto al portico "Non pensavo saresti venuto qua, bastava che mi mandavi qualche messaggio per distrarmi" mormoro sedendomi sul bordo di un porta-fiori di cemento, non volevo disturbarlo e farlo venire fino a qua per una cavolata del genere "Forse, ma distraggo meglio di persona e poi sono qui per dirti qualcosa di importante" sorride sedendosi al mio fianco "Cosa?" chiedo perplesso e curioso "Buon mesiversario" sussurra avvicinandosi a me col viso. Sorrido intenerito ed emozionato "Buon mesiversario" mormoro io con lo stesso tono, le nostre fronti si avvicinano sempre di più "Vorrei poterti baciare" sussurra con un sospiro triste "Anch'io" borbotto sentendo che non è giusto non poterlo fare, dopotutto siamo una coppia non che nulla di immorali in un bacio. Un'idea folle mi balza in mente così mi alzo in piedi di scatto trascinandolo con me, rientro a scuola mentre lui mi segue perplesso, giriamo l'angolo in fondo al corridoio e poi ancora dritto fino alla porta della palestra, a fianco c'è un bagno che nessuno usa perché scomodo e lontano dalle classi in oltre ci sono quelli all'interno della palestra perciò è sempre vuoto. Abbasso la maniglia e si apre emettendo un cigolio fastidioso, entro non lasciando la sua mano e velocemente apro tutte e tre le porte dei bagni che si dimostrano vuoti. Lui chiude la porta d'entrata alle sue spalle "Wow il bagno, non ci tenevo a vederlo" borbotta confuso arricciando il naso per la puzza di chiuso "Qui non viene mai nessuno" gli comunico a bassa voce "Si sente" risponde ovvio. Non faccio caso a ciò che sta blaterando, l'attiro a me e lo bacio con foga perché finalmente lo posso fare. Indietreggio fino a quando la mia schiena non tocca il muro e avvolgo il suo collo con le braccia "Oh non viene mai nessuno" sussurra con un sorriso lascivo intuendo in ritardo le mie parole "Zitto e baciami che tra un po' devo tornare in classe" sussurro sulle sue labbra impaziente per ricominciare a baciarlo. Le sue mani finiscono subito sotto la maglietta prendendo ad accarezzarmi i fianchi in modo lascivo e a tracciare la v dei muscoli del basso ventre, ansimo piano nella sua bocca a quel gesto. Stringo i suoi capelli tra le mani costringendolo a fargli alzare il viso così da poter baciargli il collo "Non vedevo l'ora di vederti" mormora lui in un mezzo gemito "Anch'io, ma per fortuna è sabato" rispondo col fiato leggermente corto mentre le sue mani salgono ad accarezzarmi gli addominali mentre le mie scendono fino al suo sedere sodo. La sua lingua invade la mia bocca togliendomi il fiato, rispondo allo stesso modo e con la stessa passione. Se la prof mi vedesse ora ne rimarrebbe sconvolta, altro che le battutine con mio fratello! Sorrido dei miei pensieri, lui si stacca da me "Questa sera vieni da me vero?" mi chiede speranzoso "Spero di sì, altrimenti se tutti escono puoi sempre venire tu, ma c'è Max" gli propongo "Nessun problema" ridacchia lasciandomi un bacio a stampo per poi far scorrere le sue labbra fino al mio collo che lecca "Mmh il mio pasticcino" sussurra suadente con un mezzo sorrisino "Perché mi chiami così?" gli chiedo all'improvviso a occhi chiusi, volendomi togliere questa curiosità. Non gliel'ho mai chiesto e la cosa mi intriga "Non ti piace?" ride allontanandosi leggermente da me per osservarmi malizioso "Odio i soprannomi, ma dubito che mi ascolterai" mormoro aumentando le sue risate "Potrei sempre cambiare con orsacchiotto o pulcino o fiorellino o..." lo blocco orripilato "No, sono anche peggio" borbotto serio, lui ridacchia divertito "Pasticcino è perfetto. Sei dolce in tutto, come carattere, il sapore della tua pelle e..." mormora come spiegazione mentre la sua mano si sposta seducente verso il basso fino all'apertura dei jeans "Anche qualcos'altro è dolce" conclude con un sorriso disdicevole mentre io arrossisco in completo imbarazzo. Mi lascia un bacio a stampo sogghignando appena "Adoro quando diventi rosso" sussurra strofinando il naso col mio, lo attiro a me per ricominciare a baciarlo ancora e ancora. Quando ci stacchiamo per il debito d'ossigeno mi schiarisco la voce "Mi chiami sempre Alexander e non Alec perché?" mormoro ancora, oggi sono più curioso del solito. Non riesco a frenare la lingua in nessun modo "Perché mi piace troppo il tuo nome" risponde ovvio riprendendo a baciarmi infilando le mani tra i miei capelli. Sorrido intenerito in mezzo al bacio, staccandomi dopo lunghi attimi "Devo andare" mormoro a fatica "Noo, ancora un po'" sussurra lui succhiando il mio labbro inferiore "Non posso è già passato troppo tempo" sospiro estasiato dalle sue labbra dal sapore paradisiaco. Lui sbuffa allontanandosi e imbronciandosi come un bambino "Ok, ma stasera non mi scappi" acconsente poi riprendendo la sua solita espressione maliziosa, mi passo le mani tra i capelli cercando di sistemarmi mentre mi guardo allo specchio "Va bene, ora vado. Aspetta due minuti e poi esci anche tu" lo istruisco serio lasciandogli un ultimo e veloce bacio a tempo, lui alza gli occhi al cielo "Guarda che mi tocca fare per il mio ragazzo" lo sento borbottare mentre esco del bagno, sorrido facendogli l'occhiolino prima di richiudermi la porta alla spalle. Velocemente raggiungo le scale e salgo al secondo piano, prendo un grande respiro per calmarmi e cammino con più calma verso la mia classe. Piano entro, evitando di creare troppo rumore, e il video è ancora attivo che continua la sua spiegazione. Presto posto affianco a mio fratello che subito mi chiede "Tutto ok?" annuisco solamente troppo estasiato da tutto ciò che è appena successo "Stasera sei a casa?" gli chiedo poi ricordandomi delle parole di Magnus "Veramente Clary vuole andare al cinema perché è uscito un film che, a detta sua, è fantastico" mormora scrollando le spalle. Annuisco leggermente rattristito prima di tornare a far finta di seguire la lezione, per fortuna non dura ancora molto e tiro un sospiro di sollievo. Inoltre ora ho decisamente altro a cui pensare, dio quanto amo il mio ragazzo! Dovrebbe farmele più spesso queste stupende improvvisate! Chi avrebbe mai detto che mi sarei lasciato andare nel bagni della scuola con tanto di pomiciata e strusciatine varie. Magnus annienta ogni mio freno inibitore e mi trasforma in un assetato di piacere e, segretamente, amo tutto questo! Il resto delle ore passano più velocemente essendo molto più interessanti, tranne ginnastica che passa veloce perché mi diverto a giocare a calcio con il resto dei miei compagni. Quando suona la campanello dell'ultima ora mi affretto a raccogliere i libri dirigendomi al mio armadietto con Jace che mi segue mentre digita qualcosa al cellulare, molto probabilmente a Clary. Seleziono i libri che mi servono per lunedì e li infilo nello zaino lasciando invece quelli meno utili. Una volta richiuso lo zaino, usciamo avvicinandoci alla mia auto, Izzy ci raggiunge poco dopo salendo in macchina con un mega sorriso "Ehi!" ci saluta pimpante "Ch'è successo?" le chiedo sorpreso e curioso "Ho preso nove al compito di economia" risponde tutta allegra con una scrollata di spalle "Ah secchia!" esclama Jace ottenendo una linguaccia da parte sua. Io metto in moto la macchina e mi affretto a partire per raggiungere casa. "Esci stasera Izzy?" le chiedo sperando in una sua risposta negativa "Si, Simon mi ha invitato a cena da lui. Ve l'avevo detto no?" risponde lei digitando qualcosa sul suo iphone esattamente come Jace al mio fianco, che generazione poco fantasiosa! "Perché? Devi uscire?" mi chiede lei alzando lo sguardo verso di me incuriosita "Speravo di sì a dir la verità" rispondo con un sospiro fermandomi ad un semaforo. "Serata importante?" mi chiede mio fratello voltandosi verso di me "Un po'" mormoro scrollando le spalle "Oh mi dispiace, se me lo dicevi ieri avrei detto a Simon di fare un'altra sera" mia sorella sembra davvero dispiaciuta "Tranquilla Izzy, troverò un modo" la tranquillizzo riprendendo a percorrere la strada. Spero di trovare un modo! Perché altrimenti salta tutto e ci rimarrei davvero malissimo, penso di aver tutto il diritto di voler festeggiare col mio ragazzo! Nessuno parla più fino a casa visto che tutti ascoltiamo la musica rilassandoci cullati dalle note, poi velocemente scendiamo dalla macchina. Subito Max ci accoglie "Ciao" esclama alzando il viso dal suo quaderno "Ciao pulce" rispondiamo noi contemporaneamente, ci dirigiamo tutti in cucina dove troviamo mamma che legge una rivista mentre chiacchiera al telefono "Ma no mamma, non preoccuparti" la sentiamo dire mentre alza gli occhi al cielo "Salutaci la nonna" mormora Izzy a nome di tutti "I ragazzi ti salutano" riferisce mamma con un sorriso rivolto a noi "Si, sono tornati ora" continua con estrema pazienza chiudendo la rivista "Va bene, ciao" la saluta dopo altri attimi di chiacchiere, poi chiude la comunicazione. Sbuffa portandomi a ridere "Vostra nonna e i suoi mal di testa" borbotta lei riacquistando subito il sorriso "Allora com'è andata oggi?" ci chiede avvicinandosi a Izzy per lasciandole un buffetto sulla guancia "Oh bene, a me e ad Alec la prof di scienze ci ha mostrato un video dettagliatissimo sulla sessualità. Inutile dire che lui si è annoiato da morire" racconta Jace facendo scoppiare a ridere Izzy mentre mamma ci guarda confusi, ma viene distratta da mia sorella "Io ho preso nove in economia" le dà la bellissima notizia. Mamma le sorride fiera "Bravissima tesoro!". Lo squillo insistente di un cellulare ci distrae "Io vado in camera" esclama mio fratello scomparendo al piano di sopra mentre risponde a quella che immagino sia Clary "Vado a vedere un po' di tv" ne approfitta invece mia sorella. Io mi verso un bicchiere d'acqua fresca "Mamma questa sera uscite tu e papà?" le chiedo insicuro dandole le spalle "No, la cena di stasera è saltata per fortuna" mi risponde mentre la sento frugare in qualche cassetto "Quindi posso uscire?" le chiedo ancora leggermente a disagio "Certo tesoro" mi rassicura subito. Sorrido rilasciando un sospiro di sollievo, mi scolo tutta l'acqua del bicchiere e poi raggiungo Izzy in salotto, passo il pomeriggio così a guardare la tv e a giocare con Max alla play o rincorrendolo per casa. Quando sono sfinito mi butto sul divano col fiato corto mentre lui è steso sul tappeto a ridacchiare divertito, recupero il cellulare dalla tasca dei jeans e noto diversi messaggi
M: -Pasticcino per questa sera?
M: -Ci sei?
M: -Mi stai iniziando a preoccupare, non esci da scuola alle quattro?
M: -ALEXENDER GIDEON LIGHTWOOD!
Oh oh! Come ho fatto a non rendermi conto della vibrazione che mi avvisa dell'arrivo dei messaggi? Dio che stupido! Spero che non si sia preoccupato eccessivamente
A: -Scusa, scusa, scusa! Stavo giocando con Max e non ho sentito il cellulare. Per questa sera è tutto ok, posso venire
La sua risposta non si fa attendere poi molto, per fortuna
M: -Alexander grazie a Dio! Ti dovrai far perdonare per questo! Rimani a dormire da me?
A: -Non so se è un buona idea, già il clima è teso in casa
M: -Oh ok, come vuoi, ma io ci tenevo tanto :(
Sospiro perché lo voglio anch'io, ma non sono sicuro di quanto in là mi possa spingere con i miei. Ancora mio padre non mi guarda in viso, mentre mamma fa finta di nulla cercando d'impicciarsi il più possibile per poterlo conoscere. Forse però posso tentare di chiedere il permesso, al massimo otterrò un no, ma non avrò rimpianti. Mi alzo, quindi, dal divano raggiungendo mamma nella lavanderia impegnata a stendere i panni appena lavati "Mamma?" attiro la sua attenzione ancora indeciso se chiedergli effettivamente questa cosa "Dimmi tesoro" mi invita a parlare alzando lo sguardo verso di me e sorridendomi "Io vorrei chiederti un favore, puoi dire di no, non voglio metterti in difficoltà" premetto balbettando appena, lei ora mi guarda attenta "Addirittura? È così grave?" mi chiede e noto un po' di preoccupazione nei suoi occhi "Oh no! È una cavolata in realtà" le dico deglutendo a fatica mentre sposto il peso da un piede all'altro "Allora dì pure" mi sprona leggermente più rilassata "Questa notte potrei rimanere a dormire fuori?" chiedo esitante torcendomi nervosamente le dita delle mani "Intendi da lui?" mi chiede lei pensierosa dopo lunghi attimi "Si" rispondo in un mormorio basso e insicuro. Rimane in silenzio ancora prima di riprendere la parola "Vieni, siediti" mi invita sedendosi su una sedia appoggiata al muro vicino alla porta, mi sposto a disagio prendo posto al suo fianco "Ci tieni molto?" mi chiede dolcemente abbassando gli occhi alla ricerca dei miei che mi ostino a tenere lontani dai suoi "Un po'" mormoro esitante mentendo spudoratamente. In realtà ci terrei tanto, ma non voglio forzarla, capisco che la porterebbe a scontrarsi nuovamente con mio padre. Già è tanto che mi ha accettato senza battere ciglio e difendendomi da lui! "Allora puoi rimanere fuori" la vedo sorridere e istintivamente sorriso felicissimo alzando lo sguardo "A una condizione però" negozia alzando il dito indice davanti al mio viso "Spara" la invito a parlare, sono disposto a tutto! "Voglio sapere qualcosa su di lui" mi mette al corrente con espressione seria, sospiro leggermente costringendomi a mormorare un incerto e rassegnato "Cosa esattamente?" lei sorride vittoriosa catturando una mia mano con la sua "Quanti anni ha?" inizia subito esaltata e curiosa "Un paio in più di me" rispondo a disagio schiarendomi la voce "E studia?" continua lei incontenibile "No, lavora" rivelo il minimo indispensabile "Oh ok. Ai suoi genitori va bene che rimani lì?" mi chiede poi leggermente apprensiva "Non abita con i suoi genitori" preciso a bassa voce abbassando nuovamente gli occhi e puntandoli sul pavimento "Oh e quindi state da soli" mormora lei annuendo sovrappensiero "Come mai non sta con i suoi?" mi chiede ancora curiosa "Sua madre è morta e suo padre l'ha cacciato da casa" rispondo a fatica, sento proprio il mio corpo cercare di ribellarsi a tutto questo. Assurdo quanto mi metta a disagio parlare di me o di cose importanti nelle mia vita! "Oh cielo, povero ragazzo! Tutto solo!" esclama lei preoccupandosi in un attimo "Non è solo, ci sono Ragnor e Raphael che sono i suoi migliori amici. Anche loro hanno più o meno la stessa storia e si sono legati come una famiglia" le racconto con una frase più articolata delle precedenti "Che cosa bella" sorride lei potrei dire quasi emozionata "Già, ora posso andare?" le chiedo sperando in una risposta affermativa. "No, perché parlare di te è sempre un tabù e visto che non mi sono accorta da sola del fatto che fossi gay ho deciso di parlare di più con te. Voglio sapere tutto" sorride dolcemente, ma inchiodandomi alla sedia, alzo gli occhi al cielo perché mi sono cacciato in un bel guaio "Non mi è semplice mamma, per niente" mormoro schiarendomi la voce "Un piccolo sforzo e poi ti lascio andare" promette lei. Annuisco solamente "Bene, lo ami?" mi chiede a brucia pelo lasciandomi del tutto schioccato, la guardo a disagio spostando il peso del corpo sulla sedia schiarendomi ancora una volta la voce anche se non ce n'è bisogno, lei mi incoraggia a parlare con lo sguardo "Ehm si, ora posso?" dico veloce già pronto a scattare in piedi e correre in camera "Ah no! Quindi lo ami e lui ti ama?" mi blocca lei ridacchiando per poi continuare a chiedere queste cose inadeguate. Mi passo una mano tra i capelli frustrato "Io credo di sì, cioè sì...insomma...me lo dimostra spesso" balbetto arrossendo a disagio, questa rimarrà nella storia delle conversazioni più imbarazzanti della mia vita. Lei sorride dolcemente prendendo una mia guancia tra due dita "Oh il mio bambino bellissimo" esclama con un'espressione estasiata che non promette nulla di buono. "Ultimissima domanda" mi promette con un sorrisetto furbo "Siete già andati oltre i baci?" a quelle parole scatto in piedi arrossendo furiosamente "È stato un piacere, ci si vede" esclamo in tutta fretta dirigendomi alla porta, lei ride forte "Vieni qui!" mi richiama teneramente, mi volto poco convinto delle sue intenzioni, ma sbuffo quando noto il suo sguardo d'attesa "Oh andiamo mi rifiuto categoricamente di rispondere, questo è davvero troppo privato" esclamo scuotendo la testa con decisione, lei alza le mani in segno di resa "Come vuoi" acconsente poi facendomi segno di tornare al suo fianco. Riprendo posto aspettando che concluda questa tortura "Puoi contare su di me, sempre. Un consiglio, un parere o qualsiasi cosa tu abbia bisogno. So che con tuo padre le cose non vanno alla grande per ora, ma si sistemerà tutto vedrai. E dopo questa sera lo voglio conoscere ancora di più, perciò vedi di organizzarti oppure un giorno mi troverai sotto la sua casa perché ti ho pedinato" scoppio a ridere alle sue parole totalmente folli "Sei fantastica mamma" esclamo per poi abbracciarla forte "La migliore del mondo" lei ricambia la stretta mentre ridacchia "Ti voglio bene piccolino mio" mormora al mio orecchio emozionandomi un po'. Ci stacchiamo lentamente "Ah mi raccomando le precauzioni" si raccomando ridacchiando, torno in piedi in un attimo "Oh guarda! Si è fatto tardi, meglio andare a prepararsi" borbotto ignorandola palesemente mentre mi allontano da lei "Si, sì, ma stai attento" mi urla dietro ridendo. Sorrido per la sua pazzia mentre salgo al piano superiore, il bagno è occupato così intanto decido che vestiti indossare. Non so neanche se rimarremo a casa o ha intenzione d'uscire, ma alla fine opto per un paio di jeans neri e una maglietta a maniche corte bianca e mando un messaggio a Mag
A: -Ok, mamma ha accettato. Ho dovuto subire un imbarazzante interrogatorio perciò siamo decisamente pari
Sento la porta del bagno aprirsi e mi ci precipito per non farmelo rubare. Mi svesto e mi infilo nella doccia aprendo l'acqua già calda, ci metto poco a sciacquarmi e quando esco mi avvolgo in un asciugamano pulito crogiolandomi nel calore del corpo e rilassandomi un poco. Esco per tornare in camera mia per potermi vestire "Ciao Alec" mi saluta una voce femminile che quasi mi spaventa, mi volto e incontro lo sguardo di Clary "Ciao" la saluto un po' in imbarazzo, visto che sono praticamente nudo, prima di chiudermi in camera e indossare ciò che ho scelto precedentemente. Sentendo il cellulare vibrare sul letto mi allungo per recuperarlo e aprire il messaggio di Magnus
M: -Adoro tua madre, non vedo l'ora di conoscerla
Sorrido intenerito, ho l'impressione che quando succederà diventeranno pappa e ciccia e non mi potrò più fidare delle parole che usciranno dalla bocca del mio ragazzo. Diventerà tutto comicamente ancora più imbarazzante di quando non sia già! Mi infilo le scarpe mentre un'idea prende posto nel mio cervello, in fretta finisco di allacciarle prima di uscire dalla mia camera e bussare alla porta affianco "SI?" sento l'invito ad entrare, quindi la apro "Ehi Alec" mi saluta subito Jace sdraiato sul letto con Clary al suo fianco che scrive velocemente su un blocco di carta "Ti posso prendere una cosa?" chiedo al biondo lasciandolo un po' sorpreso "Si?" mormora perplesso facendola sembrare una domanda. Mi avvicino al suo armadio e lo apro, ovviamente quel maniaco dell'ordine ha tutto suddiviso per colore. Nella parte scura trovo il giacchetto in pelle color petrolio così lo prendo e richiudo il tutto "Grazie" mormoro prima di uscire e tornare nella mia stanza. Ora mi manca solo da preparare lo zaino perché per lunedì devo fare i compiti, quindi lo riempio coi libri necessari. Lo metto in spalla, recupero le ultime cose essenziali come il portafoglio e chiavi, e sono pronto per scendere al piano inferiore. Come apro la porta mi ritrovo la figura di mia sorella con un pugno alzato che stava per bussare, mi sorride furba "Da quando ti vesti bene?" mi chiede divertita incrociando le braccia al petto "Izzy faccio tardi" rispondo evitando la sua domanda, lei ridendo si sposta "Divertiti" esclama continuando a ridere. Ma perché oggi tutto sembra essere visto da un punto di vista sessuale? Noto solo all'ultimo il suo outfit ed è davvero bella nel suo vestito col top bianco in pizzo e il collo alto e le maniche lunghe in tessuto trasparente e la gonna con motivi bianchi e neri abbinata alle sue scarpe col tacco alto "Anche tu!" rispondo superandola. Attraverso il salotto "Io vado" avviso affacciandomi alla porta della cucina dove mamma sta preparando la cena e mio padre apparecchia la tavola. Sento anche gli altri scendere al piano inferiore "Va bene, ma domani a che ora torni?" mi chiede mamma dolcemente "Non lo so, te lo faccio sapere" l'avviso in fretta lanciando uno sguardo all'orologio appeso alla parete. "Alt! Fermi!" interviene mi padre prestando attenzione, in automatico alzo gli occhi al cielo "Dove vai?" mi chiede guardandomi negli occhi per la prima volta dopo tanto tempo "Vado fuori" rispondo semplicemente "Dormi fuori?" mi chiede ancora lui gelido "Si" rispondo con un sospiro rassegnato, ecco che ora scoppierà un altro casino. "Puoi scordartelo" esclama infatti lui alzando la voce "Non dormirai a casa di un ragazzo" sbraita arrossendo in viso. Sempre la stessa storia! "Non è la prima volta e comunque mamma ha detto di sì" rispondo in fretta prima di voltarmi e dirigermi alla porta, lui mi segue a passo felpato "Non osare uscire da questa casa! Va in camera tua" urla alle mie spalle bloccandomi per un gomito "Come? Ho diciotto anni, non dodici" rispondo con voce tagliente lanciandogli un'occhiataccia "Continui a comportarti come se li avessi con questa pagliacciata" continua a urlare come un pazzo lui a una spanna dal mio viso, sento Max scoppiare a piangere "Ah io faccio le pagliacciate eh? Non tu che ti rendi ridicolo con la solita scenata ogni volta. Ormai l'abbiamo capito, mi disprezzi! Ora smettila perché sono gay e resterò gay!" esclamo serio ed esasperato dal suo comportamento. Cosa spera di ottenere comportandosi così? Che io cambi? Non lo farò per ottenere il suo consenso! "Come osi ragazzino!" urla lui continuando a sbraitare come un pazzo, la mia attenzione viene però attirata da Jace che continua a farmi dei cenni con le mani, così mi concentro su di lui per capire cosa ha intenzione di comunicarmi, improvvisamente intuisco "...vai in camera tua ora!" queste sono le uniche parole che capto delle urla di mio padre, cerco di non sorridere "Sei uno stronzo" gli dico serio guardandolo dritto negli occhi mentre strattono il braccio dalla sua presa. Mi affretto a salire le scale con forza e sbatto con rabbia la porta alle mie spalle, sento delle altre urla dal piano inferiore e sorrido, mio fratello è un grande! Distrarlo mentre esco dalla finestra, è un piano perfetto! Questa sera non me la lascerò rovinare da uno stronzo omofobo e me ne prenderò le conseguenze domani, ma ora ho cose più importanti a cui pensare! Sorrido aprendo il più lentamente possibile la finestra per non creare rumori sospetti, mi sporgo al di fuori arrampicandomi sull'albero attentamente, col cazzo che passo il mio mesiversario chiuso in camera! O meglio chiuso in camera mia da solo. Con uno slancio finale i miei piedi toccano finalmente terra, percorro velocemente il vialetto di ghiaia e mi affretto a scavalcare il cancello alto in ferro battuto. Una volta al dì là della mia proprietà sorrido correndo fino alla fine della strada per fermare un taxi, ovviamente sono già in ritardo per l'appuntamento. Fanculo! Appena riesco a fermare una vettura gialle comunico l'indirizzo e m rilasso contro il sedile leggermente usurato. Prendo il cellulare dalla tasca e apro la chat con Jace
A: -Grazie fratello, ti sono debitore
J: - Prego, con tutte le volte che mi hai parato il culo! Maryse sa tutto perciò non preoccuparti e vuole sapere solo a che ora torni a casa
A: -Ok, appena lo so glielo dico. Buona serata con Clary
Metto via il cellulare sorridendo debolmente, accidenti a mio padre! Mi tocca pure uscire di nascosto da casa mia! Dopo dieci minuti il taxi si ferma, pago il conducente e scendo, percorro il corto vialetto salendo i gradini difronte al portoni e suonando il citofono, la serratura della porta scatta, la spingo per aprirla. Salgo fino al secondo piano e trovo lui mi accoglie con uno splendido sorriso, una camicia nera praticamente completamente slacciata e dei jeans verdi smeraldo, i capelli perfettamente impiastricciati col gel e gli occhi truccati con una linea di eyeliner "Ciao pasticcino" mi saluta dolcemente "Ciao" rispondo entrando in casa e lasciandogli un bacio a stampo "Non immagini neanche cosa ho dovuto fare per venire qui" lo avviso lasciando lo zaino vicino all'ingresso e incamminandomi verso il Presidente che mi viene in contro con aria regale. "Tutto questo per un paio di domande?" ride lui sedendosi sul divano e invitandomi a fare lo stesso "Oh no! Quelle sono state una passeggiata! Mio padre ha saputo che rimango a dormire qui e ha iniziato con i suoi soliti -non puoi! - oppure -sei un ragazzino! - eccetera eccetera ordinandomi di andare in camera perché non potevo più uscire" gli racconto sedendomi pesantemente al suo fianco "E tu?" mi chiede sorpreso e incuriosito, il gattone tra le braccia prende a fare le fusa appena inizio ad accarezzarlo vicino alle orecchie "Io sono andato in camera e sono uscito dalla finestra e ho pure scavalcato il cancello" gli racconto stendendomi su di lui adagiando la testa sule sue gambe "Dalla finestra? Ma non sei al secondo piano?" mi chiede subito preoccupato "Si, mi sono arrampicato sull'albero. Lo faccio spesso per andare a recuperare Izzy e Jace quando si mettono nei guai e i miei non devono saperlo" gli spiego scrollando le spalle. Lui ridacchia scuotendo la testa "Che ragazzo atletico che ho" scherza lasciandomi un bacio sulla fronte "Visto? Comunque meglio i bagni di questo" scherzo portandolo a ride "Quel bagno puzzava da morire!" esclama lui reclinando la testa all'indietro per le grosse risate. Rimaniamo in quieto relax per lunghi attimi, lui accarezza i miei capelli e io il gatto "Vuoi uscire o ordiniamo qui?" mi chiede poi dolcemente "Usciamo, andiamo a provare il thailandese?" gli propongo ricordando di un ristorante che avevo intravisto pochi giorni fa quando ero in macchina con lui "Come vuoi pasticcino, metto le scarpe e sono pronto" acconsente prima di alzarsi dal divano e scomparire nel corridoio che porta alla sua camera. Chairman Meow continua a fare le fusa strisciando la sua testolina contro il mio petto "Ciao micetto" lo saluto e piano inizia a muovere la coda mentre lo accarezzo lentamente. Sorrido dei suoi movimenti buffi per ottenere le coccole nel punto che preferisce. Magnus torna pochi attimi dopo con ai piedi i suoi mocassini brillantati "Pronto, andiamo?" mi chiede mentre recupera i suoi oggetti personali "Certo! Ma vieni così?" gli chiedo perplesso mentre lascio scendere il Presidente e mi metto a sedere composto "Si perché?" mi chiede lui perplesso lanciando un'occhiata al suo abbigliamento "Sei a petto nudo" gli ricordo. Lui scoppia a ridere "Oh pasticcino, dovevi già averlo capito che sono unico. Soprattutto nel vestire" risponde continuando a ridere e contagiandomi "Già, giusto" dico alzandomi e raggiungendolo verso la porta "Ciao presidente" saluto il micione che ci guarda allontanarci e lui miagola. Mag mi prende per mano e usciamo di casa "è distante il ristorante?" gli chiedo mentre scendiamo le scale "No, vuoi andare in macchina?" mi propone dolcemente "Oh no, curiosità" scrollo le spalle. Scendiamo in strada e camminiamo mano nella mano chiacchierando dei ragazzi, pare che Cat sia riuscita ad attirare l'attenzione del dottore finalmente e Raphael e Ragnor non fanno altro che creare danni al locale quando Magnus non c'è! Quando arriviamo al locale ci guardiamo attorno "Sembra carino" sentenzia lui, io annuisco concorde, in effetti sembra un luogo molto intimo. Appena entriamo posso confermare che l'ambiente è davvero bello! Tutto l'arredamento in legno e piante in ogni dove, antichi lampadari che emanano una luce giallognola che rende l'ambiente caldo e confortevole. Una cameriera ci si avvicina "Salve, avete prenotato?" ci chiede con un sorriso di cortesia "In verità no" rispondo io "Allora controllo il registro" sentenzia lei per poi incamminarsi verso un bancone in legno decorato da simboli che ricordano tanto il bosco. "C'è un tavolo per due, da questa parte" ci riferisce dopo aver sfogliato un pesante libro delle prenotazioni; ci fa strada verso un'altra stanza e ci indica un tavolino basso. Anche qui tutto in legno e le sedute sono dei soffici cuscini con schienale, ci sediamo incastrandoci un po', ma alla fine, dopo varie risate, ci troviamo a gambe incrociate "Ok, le sedie sono scomode" sentenzia lui provocandomi delle risate "Continuo a preferire il sushi visto che si può stare inginocchiati e non si rischia di rimanere incastrati" continua lui ridendo imperterrito. La cameriera ci porta i menù al tavolo, lo sfoglio con calma leggendo bene tutti i piatti che vengono proposti "Che prendi?" mi chiede dopo lunghi attimi di silenzio "Pensavo al Pad Thai" gli riferisco scrollando le spalle "Anch'io! E poi il Tom Yum Kung" continua scorrendo un dito sulle pagine scritte "Ma è molto piccante" lo metto al corrente "Oh non mi spaventa!" ride lui spensierato "Io prenderò il Som Tam" decido chiudendo definitivamente il menù. La cameriera viene a prende le ordinazioni e velocemente le porta alla cucina lasciandoci soli un'altra volta "Allora cosa ti ha chiesto tua madre?" mi chiede curioso lui portando l'attenzione su di me "Oh ti prego è stato traumatico, si è messa in testa che vuole parlare di più con me perché non si è accorta da sola ciò che sono" sbuffo ricordando l'imbarazzante "è una cosa carina" sorride lui incoraggiante "No, non per me! Odio parlare di me" gli ricordo ovvio "Si lo so, ma al posto tuo io me la terrei stretta" sorride un po' malinconico e mentalmente mi maledico più volte. Gli prendo la mano e mi sporgo per lasciargli un bacio, non mi preoccupo perché questa sala è completamente vuota oltre a noi. Solo che il mio piede mi si conficca nella coscia provocandomi un gran male e mi allontano appena riesco a sfiorare le sue labbra "Si, decisamente sono scomode" mi lamento alla sua occhiata perplessa facendolo scoppiare a ridere forte. "Comunque ha voluto che gli raccontassi qualcosa su di te" continuo riprendendo il discorso per alleggerire i suoi pensieri che immagino sia incentrati su sua madre "Su di me? Davvero?" chiede stupito e curioso con un sorriso sincero "Già, tipo l'età o se studiavi" gli comunico sorridendo furbo "E poi le ho dovuto dire qualcosa sulla tua situazione famigliare" mi schiarisco la voce leggermente a disagio "è un problema?" gli chiedo preoccupato, non vorrei mai creargli problemi "No, tranquillo" mi sorride dolce rassicurandomi "E poi gli ho raccontato del rapporto che hai con Raphael e Ragnor, mi ha chiesto se ti amavo e se tu mi amavi e poi...una domanda tremendamente imbarazzante alla quale mi sono rifiutato di rispondere" riprendo a raccontargli, lui fa per aprire bocca, ma torna la figura della cameriera con una caraffa di Cha Yen lo blocca. "Grazie" le sorride lui per poi tornare a guardarmi, appena lei si allontana riprende "Non potrà essere poi così imbarazzante" minimizza scrollando le spalle, so che per lui molte cose sono normali mentre io le ritengo inopportune, ma quella domanda era davvero troppo! "Oh sì! Mi ha chiesto se siamo già andati oltre ai baci" gli riferisco abbassando il tono in imbarazzo, lui dopo aver allargato gli occhi sorpreso scoppia a ridere forte, senza freno. "Ok, ok te lo concedo è imbarazzante quando te lo chiede tua madre" mi concede alzando le mani in segno di resa, io stesso scoppio a ridere influenzato dalla sua allegria "Comunque..." mormora tornando serio e sporgendosi verso di me "Cosa hai risposto a tua madre quando ti ha chiesto se mi ami?" cerco di trattenere un sorriso mordendomi il labbra inferiore mentre mi parla con un tono basso e malizioso "Beh sai..." mormoro facendo finta di pensare a qualcosa, lui alza un sopracciglio sorpreso, così fatico a trattenere un sorrido sincero "Gli ho detto che ti amo" mormoro sincero in leggero imbarazzo "Mh sarà meglio" sentenzia lui allungandosi per darmi un bacio a stampo "Cazzo, è proprio scomodo!" esclama lamentandosi per il dolore alle gambe che ci impediscono movimenti troppo bruschi, scoppio a ridere concordando con lui. Dopo altri lunghi minuti spesi a chiacchierare ci portano le nostre ordinazioni, prima il Pad Thai e devo dire che è davvero buonissimo anche se bisogna mangiarlo con le bacchette, ma ormai sono migliorato grazie tutte le volte che mi ha spinto a mandare il sushi. "Certo che non è molto leggero con le uova, gamberetti, arachidi e tutte le salse e spezie" si rende conto lui mangiandone poi un po' "Già, ma sono buoni" scrollo le spalle gustandomi il mio delizioso cibo "Molto" concorda chino sul suo piatto. Chiacchieriamo ancora, gli chiedo come va al locale e lui mi racconta un divertente inedito successo la sera prima. Ridiamo molto anche quando ci portano gli altri due piatti successivi "Vuoi assaggiare?" mi propone porgendomi un cucchiaio ripieno con un po' di zuppa, mi avvicino sporgendomi verso di lui e prendendone un po'. Il sapore è molto forte, ma non è affatto male "Buona! Ma è troppo piccante per i miei gusti" sentenzio preferendo il mio piatto gustoso, ma non troppo forte e invadente "Si un po', ma col Cha Yen non ne senti molto l'effetto" mi rassicura scrollando le spalle. Riprendiamo a chiacchierare per molto e ci divertiamo tanto. Adoro questa cosa che c'è tra di noi, scherziamo sempre e ridiamo completamente a nostro agio. Mi piace troppo! Quando abbiamo finito e dopo altre mille risate e racconti decidiamo di liberare il tavolo. Pago io alla cassa mentre lui è rassegnato al fatto che oggi non può aprire bocca a riguardo, una volta usciti ci ritroviamo per strada "Dove andiamo?" mi chiede prendendomi per mano "Non lo so...a Central Park?" propongo guardandomi attorno e scrollando le spalle "Ok, ma andiamo in taxi" acconsente lui alzando un braccio verso la strada, uno si ferma dopo pochi attimi e saliamo comunicando al tassista dove andare. Rimaniamo a chiacchierare piano a bassa voce sui sedili posteriori, non mi piace che un estraneo qualsiasi senta i nostri discorsi, il suo braccio si appoggia alla mia spalla accarezzandomi i capelli con una mano mentre sorride ascoltando le mie parole. Ci scambiamo un breve bacio e quando l'autista arresta la sua corsa usciamo dall'abitacolo e, questa volta, paga lui perché non mi ha permesso neanche di provarci. Mano nella mano camminiamo nel diretti al parco "Come quando ci siamo rincontrati" mormora lui appena mettiamo piedi sul prato fresco "Già, ma sono cambiate molte cose" sospiro con un leggero sorriso sulle labbra "Tipo che prima ti stolkeravo su facebook e ora ti ho tutto per me" ridacchia portandomi a ridere forte "O che non sei più il piccolo puritano" continua prendendomi in giro con un sorriso dolce "Colpa tua, hai rubato la mia virtù" scherzo lasciandogli un colpettino al fianco col gomito "Oh no, mi hai quasi supplicato" mi mostra una linguaccia, ridiamo insieme. "Posso dire una cosa troppo dolce che non ripeterò mai più?" gli chiedo arrossendo appena voltandomi verso di lui, mi sorride annuendo incoraggiante "Tutti i momenti passati con te...sono stati fantastici. Rifarei tutto mille volte per essere qui con te ora. Mi hai stravolto la vita, ma me l'hai resa mille volte meglio" mormoro sincero come sono stato poche volte. Lui sorride felice compiendo un passo verso di me appoggiando la fronte alla mia "Ti amo Alexander, come mai ho amato" sussurra lui dolcemente accarezzando una mia guancia con la punta delle dita "Ti amo anch'io" sussurro sorridendo in imbarazzo mentre i nostri nasi si sfiorano e le nostre labbra combaciano in un dolce bacio carico di amore. In questo momento, qui, ora sono felice come poche volte sono stato nella mia vita fino ad ora e tutte quante sono state con lui. Sento il cuore che mi scoppia per le forti sensazioni che sto provando. Lo amo davvero tanto! Quando ci stacchiamo in debito d'ossigeno, ci scambiamo un sorriso dolce riprendendo poi a camminare e a scherzare come sempre. Quando torniamo al suo loft è quasi l'una di notte e le nostre labbra sono ancorate per scambiarsi baci bollenti. Velocemente ci dirigiamo in camera sua e i vestiti scompaiono sostituiti da gemiti e preghiere urlate, sussurri dolci e corpi che si scontrano con forza. Prima di crollare addormentati ci concediamo una veloce doccia poi, completamente nudi, ci buttiamo sotto le coperte e ci addormentiamo abbracciati e sereni.

Noi e nessun altro || MalecLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora