Capitolo 20
Urla (Pro alec)
Mi muovo contro di lui, la testa leggera, le sue mani sul mio sedere come al solito, mentre le mie tra i suoi capelli a stringerli forte. Le nostre labbra si sfiorano, giocano e si stuzzicano ininterrottamente. "Ti amo" mormora al mio orecchio prima di morderlo sensuale, in risposta chiudo gli occhi godendomi quelle dolci attenzioni per poi attirarlo a me e baciarlo nuovamente senza freno. La sua lingua calda e saporita gioca con la mia, si arrotolano, si spingono, mi accarezza il palato fino a rimanere senza fiato. "Ragazzi!" un urlo forte ci costringe a staccarci, Raphael si fa largo tra la folla sgomitando completamente ubriaco rischiando di far cadere più volte il ragazzo che tiene per mano "Noi andiamo a casa!" urla appena è abbastanza vicino per potersi far sentire al di sopra della musica del pub, io e Magnus annuiamo semplicemente "Divertitevi" urla Magnus con un occhiolino malizioso "Ci puoi scommettere Hermano, come minimo non camminerà per tre giorni!" scoppiamo a ridere per le parole del latino mentre loro ci fanno un ultimo cenno con la mano e scompaiono completamente risucchiati dalla folla di persone. Scuotiamo la testa divertiti ricominciando a ballare e a baciarci. Rimaniamo al locale altre due ore godendo della buona musica e dell'alcol, poi alle cinque di mattina ci decidiamo a tornare a casa, fermiamo il primo taxi che riusciamo ad individuare e velocemente Magnus comunica il suo indirizzo all'autista che si immette nel lento traffico mattutino della metropoli.
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Una luce fastidiosa mi sveglia in modo brusco. Ho un gran sonno! Sbuffo indispettito voltandomi prono nascondendo la testa sotto il cuscino per coprirmi, nel farlo urto però qualcosa, ma non me ne curo perché sono tremendamente assonnato. "Cosa ho fatto per meritarmi un calcio di prima mattina?" borbotta una voce roca al mio fianco spaventandomi appena, alzo la testa dal mio rifugio sorridendo pigramente "Scusa" sussurro lasciandoli un piccolo bacio a stampo sulle labbra carnose, ma leggermente secche per via del sonno "Certo che potresti metterle delle tende" mi lamento poi tornando sotto al cuscino riacquistando la mia comoda posizione. Lui borbotta qualcosa voltandosi verso di me, mi alza un braccio e si accoccola sotto strofinando il naso sul mio collo. Poco a poco mi riaddormento cullato dal dolce soffio del suo fiato caldo così vicino alla mia pelle. A svegliarci nuovamente poche ore dopo ci pensa il suo cellulare, mi tiro il lenzuolo sopra la testa per poi sbadigliare, lui sbuffa borbottando degli insulti a caso prima di rispondere "Pronto?" si schiarisce la voce arrochita dal sonno "Ciao Amber...aspetta che ore sono?" lo sento spostarsi un po' sul materasso "Ah ok, alle tre sono li. A dopo, ciao" e chiude per poi sbattere con forza il cellullare sul comodino. Qualche attimo dopo mi scopre dal cuscino e dalle coperte per lasciarmi un bacio dolce e tenero su una spalla "Amore è l'una passata. Ti va di mangiare qualcosa?" mi chiede dolcemente continuando a riempire la mia pelle di morbide attenzioni "Mh si, devi andare via alle tre?" mi informo ancora a occhi chiusi "Si, mi dispiace" mormora sbuffando contrariato. Mi volto attirandolo a me per lasciargli un bacio sul naso "è tutto ok" mormoro richiamando le sue labbra sulle mie "Non tentarmi pasticcino, altrimenti non mangiamo più oggi" mi parla a bassa voce col suo solito tono malizioso passandomi una mano tra i capelli. Ridacchio divertito lasciandolo andare e mi stiro un po' i muscoli intorpiditi "Vado a preparare qualcosa" mi avvisa alzandosi completamente nudo dal comodo letto e sparendo nel corridoio, rimango ancora un po' a rilassarmi fra le coperte profumate, poi decido di alzarmi io stesso con lo scopo di raggiungerlo. Recupero i miei boxer dal pavimento e li infilo prima di andare da lui ad aiutarlo "Cosa fai?" gli chiedo una volta arrivato in cucina e aver avvolto le mie braccia attorno ai suoi fianchi, appoggio la mia fronte sulla sua spalla "Semplicissima pasta al pomodoro, va bene?" mi chiede dolcemente continuando a muoversi e a cucinare come se niente fosse "Certo, dai vai a vestirti che faccio io" lo sprono dato che è ancora completamente svestito e non credo sia una cosa molto igienica "Sul serio?" mi guarda scettico perché sa che sono un disastro in cucina "Posso farcela con un po' di pomodoro" incrocio le braccia al petto stizzito per la sua poca fiducia in me, lui alza le mani in segno di resa "Come vuoi, ma non farmi esplodere la casa" acconsente prima di lasciarmi un veloce bacio "Ci proverò" borbotto prendendo ad armeggiare con la padella. Affetto i pomodori che lui aveva lasciato a metà mentre sento che si allontana per concedersi una veloce doccia, li metto poi sul fuoco e mescolo per bene. Quando l'acqua bolle aggiungo il sale e ci butto la pasta. Apparecchio velocemente sulla penisola per due quando sento qualcosa di morbido strofinarsi sulla mia gamba, abbasso lo sguardo e noto Chairman Meow che prende a fare le fusa "Ciao micetto" mi abbasso per accarezzargli la testa dolcemente. Poco dopo torna Mag vestito con un semplice paio di pantaloni della tuta neri con cavallo basso e una canottiera larga di un improponibile giallo evidenziatore. Velocemente scola la pasta e riempie i piatti, mangiamo chiacchierando tranquillamente soprattutto del comportamento strano di mio padre che sembra essersi rassegnato all'idea che io dorma da lui, la sua è una totale e insensibile indifferenza. Meglio così però rispetto alle continue litigate e insulti. Poi ridiamo perché la pasta è molto simile a colla visto che l'ho lasciata involontariamente scuocere "è colpa del Presidente" borbotto lanciando un'occhiataccia al gatto comodamente sdraiato sul divano "Mi ha distratto" metto il broncio quando Magnus non dà segni di voler smettere di ridere di me. "Vuoi andarti a fare una doccia?" mi chiede lui appena abbiamo finito di pranzare "Posso farla a casa, poi se arrivi tardi ti tormentano" rispondo tranquillamente scrollando le spalle "Ma va è prestissimo, vai io sistemo qui" mi incoraggia spingendomi dolcemente verso il corridoio. Entro in camera sua fregandogli dei boxer dalla cassettiera difronte al letto e mi chiudo in bagno, mi svesto in un batter d'occhio e apro l'acqua, visto il caldo che infesta la città, mi infilo subito sotto il getto nonostante sia freddo. Ci voleva proprio una doccia! Mi lavo velocemente i capelli e il corpo per poi sciacquarmi e uscire dal box, mi avvolgo in un asciugamano fresco e profumato per asciugarmi con calma. Indosso il nuovo paio di boxer e gli frego momentaneamente lo spazzolino per lavarmi i denti così da eliminare le tracce del sonno, appena sono pronto e profumato, esco dal bagno. Sento Magnus armeggiare ancora in cucina "Amore ci sono dei tuoi panni puliti nell'armadio in alto!" dice a voce alta in modo che io possa sentirlo "Grazie!" ribatto allo stesso modo rientrando in camera sua avvicinandomi al mobile. Apro le ante adocchiando tutti gli abiti prima di riconoscere una mia maglietta nera, mi allungo per prenderla dato che è riposta nel ripiano più alto, ma qualcosa di grosso e pesante mi cade su un piede emettendo un gran fracasso "Porca che male!" esclamo iniziando a saltellare tenendomi il mio povero piede infortunato tra le mani "Alexander?" Mag sbuca dal corridoio preoccupato e concitato "Tutto ok, è solo il piede" borbotto mordendomi forte le lingua per non urlare dal dolore assordante, mi piego con l'intenzione di raccogliere ciò che ho fatto cadere, ovvero una scatola piena di foto e cianfrusaglie strane "Mi dispiace, ora sistemo tutto" mi scuso con lui il quale mi si avvicina a me "Fa nulla, sicuro che non sia meglio mettere qualcosa al piede?" mi chiede preoccupato mentre raccogliamo le foto sparse sul pavimento "No, no, sta già passando" gli sorrido rassicurante, ma un attimo dopo una foto attira la mia attenzione "Che c'è?" mi chiede lui aggrottando le sopracciglia appena nota la mia espressione. Mi schiarisco la voce indeciso se porgli la fatidica domanda, dopotutto stiamo insieme da mesi e mesi, non dovrebbe creargli problemi "Sono i tuoi genitori?" chiedo insicuro esaminando l'uomo ritratto, sembra alto e ha i capelli scuri, che tiene per mano una bellissima donna dai capelli chiari e dal sorriso dolce. Lui sorride un po' osservando per un lunghissimo momento la foto "Già" mormora semplicemente senza scendere in particolari. Mi piacerebbe sapere di più di lui, ma non parla mai volontariamente di sé "Era davvero bella tua madre" gli regalo un piccolo sorriso decidendo di non insistere con l'argomento e ricomincio a rimettere tutto a posto. Quando abbiamo riposizionato il tutto nella scatola, un'altra fotografia in cima alle altre mi incuriosisce, la prendo e la scruto con curiosità. Ritrae Magnus una bellissima ragazza, immortalati in primo piano con delle espressioni buffe sul viso "Lei chi è?" chiedo d'istinto al mio ragazzo, può essere un'occasione per conoscere qualcosa di nuovo su di lui "Nessuno" borbotta lui rapidamente strappandomela praticamente dalle mani e buttandola dentro la scatola che chiude di scatto. Rimango interdetto da quel repentino cambio d'umore, che cosa è appena successo? "Beh se tieni la foto non può essere nessuno" ribatto infastidito dopo essermi preso un momento per comprendere le sue azioni, mi sollevo in piedi infilandomi la maglia che ero riuscito a prendere "Non è nessuno e basta" sbotta lui con rabbia chiudendo con forza l'anta dell'armadio dopo aver riposto la scatola sullo scaffale più alto. "Dovevo immaginarlo che era una tua ex" rispondo acido intuendo il motivo per la quale sembra essersi trasformato improvvisamente in un stronzo cazzone, riapro con stizza l'armadio per prendere il primo paio di jeans che trovo "Anche se fosse?! Te l'ho detto subito di essere bisex, non vedo tutto sto scandalo" esclama lui irritato con tono strafottente. Non si era rivolto mai in questo modo a me, mi sta ferendo. "Non me ne frega un cazzo di con chi sei stato, ti ho solo fatto una domanda non c'era bisogno di rispondere così" sbotto risentito iniziando ad incazzarmi sul serio, non sento di aver sbagliato qualcosa quindi non credi di meritarmi tutto questo veleno che mi sta gettando addosso "Rispondo come cazzo mi pare" esclama lui irritato alzando gli occhi al cielo "Certo! Fa come ti pare" urlo io visto che stava per uscire dalla stanza dopo avermi rivolto le spalle. Mi vesto in fretta con stizza trattenendo le lacrime di frustrazione "Oh smettila Alec! Ti stai comportando come un bambino" esclama lui con rabbia, rimango zitto, ferito dalle sue parole "Un bambino...sai che c'è!? Sei uno stronzo! Pensi ancora a lei vero!? Perché questo comportamento me lo fa pensare, cosa credi che io non mi sia accorto che cerchi sempre di cambiare discorso quando ti chiedo qualcosa di un po' più personale?!" urlo fregandomene dei vicini e di quello che potrebbero pensare. Lui si passa una mano fra i capelli frustrato "Senti non voglio parlarne" sibila velenoso tagliando il discorso, esattamente come tutte le volte "Certo, ovviamente! Sai una cosa? Quando ti deciderai a prendere questa relazione tra di noi sul serio fammi un fischio eh" con rabbia mi infilo le scarpe deciso a uscire al più presto da questa casa allontanandomi al più presto da lui per evitare di urlargli in faccia cose che non penso "Vuoi dirmi che pensi che io non voglia stare con te?!" urla lui, noto dai suoi occhi che è ferito, ma non mi tirerò indietro ora "Si, esatto. Non so nulla di te e per una volta che faccio una domanda inizi a fare lo stronzo, non sono un idiota. Ti voglio per me e solo per me, senza che i tuoi pensieri vadano a qualcun altro" ribatto stancamente marciando verso la porta d'ingresso "Ma che ne sai!? Tu non sai nulla!" urla lui alle mie spalle ringhiando quasi "Esatto! Ti sembra giusto che non so nulla sul mio ragazzo?!" urlo io completamente incazzato, ha esattamente centrato il punto di tutto, ma non lo capisce! "Sto facendo tardi" borbotta superandomi evitando ancora una volta di parlare con me, con stizza recupero i miei oggetti personali sparsi nel salotto e poi esco di casa sbattendo la porta senza neanche salutarlo. Che razza di stronzo! Era solo una fottuta domanda! Scendo le scale di corsa precipitandomi sul marciapiede dove mi affretto a fermare un taxi, fumo di rabbia cercando di trattenere le lacrime fino ad arrivare a casa. Come varco la soglia trovo Izzy che guarda un film abbracciata a Simon "Ciao fratellone" mi saluta lei allegramente "Jace?" chiedo con stizza ancora incazzato "è fuori con Clary. Tutto ok?" mi chiede perplessa e preoccupata distogliendo lo sguardo dalla tv "Una meraviglia. Dovevamo andare in palestra" borbotto sarcastico sparendo al piano superiore, entro in camera mia per recuperare il mio borsone e lo preparo in fretta e furia. Non mi piace andare in palestra da solo, ma oggi ne ho proprio bisogno e non ci posso rinunciare. Mi cambio con dei vestiti più pratici per l'esercizio fisico per poi scendere di nuovo, dalla cucina vedo sbucare Axel che scodinzolando mi viene in contro, lo prendo in braccio e gli lascio un bacio sulla testa rilassandomi appena prima di lasciarlo libero "Vado in palestra" avviso mia sorella mettendomi il borsone in spalla "Hai sentito Jace?" mi chiede Izzy che continua ad osservarmi ancora preoccupata "No, se è con Clary non voglio disturbarlo" rispondo in modo pratico senza neanche guardarla in faccia "Ok, a stasera" mi saluta lei mentre il nerd mi fa un cenno con la mano "A stasera Izzy, ciao Simon" mi chiudo la porta alle spalle e apro la macchina col telecomando automatico, lancio la borsa sull'altro sedile e mi metto alla guida. La mia testa è da tutt'altra parte, non riesco a smettere di pensare alle parole velenose di Magnus, in continuo, mi stanno logorando il cervello. Quando arrivo davanti alla palestra, velocemente entro nello spogliatoio e lascio i miei oggetti in un armadietto libero prendendo solo il necessario per l'allenamento. Entro nella grande sala attrezzata e inizio a riscaldarmi i muscoli concentrandomi sull'irritante musichetta che trasmettono giusto per dare un po' di tregua alla mia mente, ma quando, un'ora dopo, mi infilo i guantoni non riesco più a trattenermi. Possibile che pensi ancora a lei? È stata così importante per lui? Ovviamente se conserva quella foto la risposta non può essere che una soltanto. E dio se mi dà fastidio! Come posso competere con lei?! È stupenda, una delle più belle ragazze che io abbia mai visto e sembra anche simpatica a prima impressione, io invece sono un disastro ambulante. Timido e solitario. Odio il mio carattere! Forse però ho esagerato, magari conserva tutte le foto dei suoi ex, oh mio dio e se sono solo uno dei tanti?! Se diventerò una stupidissima foto!? No, no, non posso pensarci, non è da lui! Però quanto bene lo conosco in fondo? Non lo so! Sono così confuso, irritato e triste. Mi ha dato del bambino, per lui sono solo un peso è evidente! E poi questo cercare in continuo di cambiare discorso che scopo ha? Sta nascondendo qualcosa di importante? Magari illegale? Mano a mano che tiro pugni i pensieri si vanno a delineare, forse dovremmo parlarne con più calma, senza urlare. Forse sto solo esagerando, e quella foto non significa nulla, forse...No, cazzo! Mi sono stufato di essere sempre io quello ragionevole, malleabile e che perdona. Basta! Mi bastava un nome, uno qualunque e tutto questo non sarebbe successo, lui mi ha risposto di merda e ora ne paga le conseguenze! Non riesco proprio a sopportare il fatto che di lui so solo quello che riguarda quelli che sono diventati nostri amici e un riassunto di poche cose con il rapporto con i suoi genitori. Lui sa tutto di me, della fatica che faccio a relazionarmi, delle mie poche, se non inesistenti, esperienze e del rapporto con la mia famiglia e soprattutto delle paure che ho condiviso con lui su mio padre. Perché non può essere lo stesso per lui?! Lascio cadere le braccia che fanno male e mi passo una braccio sulla fronte per levare il sudore, per oggi basta così, mi sono sfogato abbastanza. Mi levo i guantoni e recupero il mio asciugamano passandomelo sul viso e sul corpo per asciugare il sudore, entro nello spogliatoio e decido di concedermi una doccia. Prendo l'occorrente e mi dirigo ai bagni dove cerco un box libero. Dopo essermi lavato e asciugato, mi vesto con i vestiti puliti che avevo infilato a caso nel borsone ed esco. I capelli gocciolano ancora bagnati, ma è così caldo che non sono riuscito ad asciugarmeli, entro in macchina decisamente più rilassato e imbocco la strada verso casa. Purtroppo c'è molto traffico e rimango imbottigliato a lungo, ma le canzoni alla radio sono carine perciò non mi irrito più di tanto.
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Noi e nessun altro || Malec
Fiksi PenggemarLa FanFiction nasce su EFP, l'autrice originale si chiama Kiki_love, tutti i diritti sono riservati a lei, mi ha permesso di trascrivere questa storia qui su wattpad. No shadowhunters sono tutti umani ** Alexander è sempre stato un ragazzo tremenda...
