Capitolo 16

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Ennard lo guidò all'interno di una stanza. Gli disse a Nightmare di appoggiare Baby su un tavolo che si trovava proprio di fianco a lui. La distese con cura sulla superficie del mobile. La guardava preoccupato e speranzoso di rivederla respirare e tornare finalmente in vita. < Senti, come farai a portarla in vita ? È impossibile che accada ciò. > < Ora vedrai. Devi solo avere pazienza >, detto questo, Ennard prese una scatola con vari attrezzi dentro. Nightmare , a vederli , gli mettevano i brividi. < Se vuoi rianimarla trasformandola in un animatronic, io non sono d'accordo. > < Vuoi vederla sepolta in una bara per sempre ?> Nightmare lo guardò con espressione di stupore. Poi abbassò lo sguardo su Baby. In effetti aveva ragione. Non voleva che lei diventasse un mucchio di ossa e polvere in una scatola sotto terra. Fece un sospiro d'incoraggiamento e annuì lievemente all'animatronic. < Okay, allora va' fuori. Vedrai sveglia Baby entro domani. Puoi tornare a casa se vuoi. > < Penso che resterò qui per tutta la notte. Ho una questione in sospeso con chi l'ha uccisa...>
Lo cercava dappertutto , pronto per attaccarlo. Era furioso con lui, non riusciva a trattenere la rabbia. Il sentimento di sofferenza era troppo evidente per riuscire a nasconderlo. Camminava a passo svelto , gli occhi fissi davanti a sé. < Shadow , fatti vedere!!> , urlò più volte Nightmare, pronunciando il nome del fratello con spudoratezza. < Ora fai tu quello che vuole combattere, eh ? Non ti facevo così aggressivo>, disse Shadow alle sue spalle, tenendo l'ascia stretta nella sua mano pronta per qualsiasi attacco. Nightmare si fermò e si girò contemporaneamente. Si diedero una lunga occhiata di provocazione. < Lo sai che sono un tipo che risolve i problemi parlando. Ma questa volta hai superato il limite!>. Nightmare sentì un fruscio attraversargli il corpo e, in pochi secondi, si trovò Shadow si nuovo dietro di lui. < Allora faremo entrambe le cose >, detto questo , lo afferrò per il collo e lo sbatté contro il muro. La sua presa era forte e salda e quasi Nightmare non riuscì più a respirare. Poi lo lanciò sul pavimento. Non ebbe neanche il tempo per prendere aria che Shadow si buttò su di lui e lo tenne fermo , premendo sul suo collo il manico della sua ascia. Nightmare cercò di allontanarlo , prima che gli spezzasse il collo e mettere fine anche alla sua vita. < Mi deludi , Nightmare. Pensavo che questo scontro sarebbe durato più a lungo, però, a quanto pare , la dovremo finire qui>. Shadow pressó con tutta la forza che aveva sul collo di Nightmare, mostrandogli un sorriso non normale : malvagio. Nightmare cominciò a vederci sfocato per la mancanza di ossigeno. Piangeva al solo pensiero di dargliela vinta a quello che doveva essere suo fratello. Lacrimava sangue nel mentre che le sue palpebre si stavano chiudendo piano piano, sotto lo sguardo di Shadow. Lui aveva un ghigno stampato sulla bocca. Non capiva se fosse arrabbiato o ferito dentro per quello che stava facendo, perché in fondo in fondo Nightmare sapeva che Shadow non aveva intenzione di ucciderlo. Ed era proprio per quel motivo che cominciò a piangere : era delusione. Ai lati della sua bocca , uscì del sangue e questo scorreva veloce sulle sue guance. In quel momento pensò che fosse finita. Le energie iniziarono ad abbandonarlo e la pressione sul suo collo non sembrava così forte dopotutto. Shadow aveva smesso di premere l'ascia e la sua espressione cambiò visibilmente : era sorpreso. Nightmare gli stava sorridendo. Anche sotto la sua tortura, gli stava mostrando qualcosa che non vedeva da più di vent'anni. Sentì il suo cuore diventare pesante dalla vergogna e dalla solitudine. Incominciò a piangere, allontanandosi poco a poco da Nightmare. Lui si rimise di scatto seduto e prese a respirare con una velocità istantanea, mettendo la sua mano nel collo e , in contemporanea , tossí. Appena si riprese, alzò la testa verso Shadow. Anche lui lo guardava, in modo preoccupato. Non lo aveva mai visto con quella espressione così normale e sincera dopo anni. Rimasero ad adocchiarsi per qualche secondo e restarono muti e fermi. < Mi......dispiace.....> , disse con fatica Shadow, singhiozzando. Nightmare rimase a bocca aperta. Non sapeva cosa dirgli. Era furioso con lui , però, allo stesso tempo , era grato di aver fatto per una volta la scelta giusta. < Mi fa piacere che per una volta tu abbia ragionato.> < Solo perché ti ho risparmiato , non ti illudere che io stia dalla tua parte. Posso anche tornare a strozzarti e falla finita.> Nightmare scosse la testa e sospirò nervosamente. < E perché non mi hai ucciso subito ?> < Non lo so, Nightmare!!! Non lo so!!!> , gli urlò Shadow di prepotenza , sbattendo il pugno sul pavimento. < Tieni una volta per tutte la bocca chiusa cazzo!! Non ti sopporto quando parli così porca puttana!!! Io ti ammazzo!!!> Scattò verso Nightmare, ma lui , con agilità , lo schivó, buttandosi di lato. Shadow afferrò l'ascia e provò svariati tentativi di colpirlo. Nightmare evitava facilmente i suoi colpi, anche se erano molto veloci. Più Shadow non riusciva a prenderlo, più diventava aggressivo ed impaziente di provocargli qualche emorragia o squarci su almeno un punto del suo corpo. < Smettila di scappare!! Combatti per una volta cazzo!!!> , gli gridava Shadow di continuo , cominciando a stufarsi di inseguirlo. Arrivò al punto da sfiorarlo. Tuttavia , non riusciva ad essere abbastanza veloce e Nightmare gli girava ed indietreggiava a scatti tranquillamente. < Guarda che la mamma te l'ha data un minimo di educazione , prima che tu scappassi via. Modera i termini> < Ah, sì, come no. E tu credi che io abbia dato ascolto a quella puttanella che tu chiami "mamma"? Cerca di farla finita, Nightmare. > Shadow venne colpito da unpugno del fratello che lo fece scaraventare contro il muro. Fu Nightmare ,questa volta, a prenderlo per il collo e lo alzò a mezz'aria. Aveva cambiato espressione , che divenne seria e provocativa < Se provi a dare un altra volta della puttana a nostra madre , giuro che ti ammazzo io, Shadow!> Lui buttò una risata divertita. Era questo che voleva scatenare in Nightmare. E ci era riuscito. Voleva vederlo reagire ed attaccarlo come quella volta da bambini. < Ora sì che ragioniamo , Nightmare. Adesso farò sul serio anch'io...>

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