fourty

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Hyunjin gli aveva consigliato di parlare a Minho riguardo ciò che era successo, ma non si aspettava di ritrovarselo davanti casa sua.

"Jisung, ciao" disse tranquillamente il maggiore.

"Come...come..."

"Scusami, avrei dovuto dirtelo che sarei passato."

"Ma no figurati, anzi, vieni entra, fa freddo."

Aprì la porta, e il maggiore lo seguì silenzioso.

"Sono a casa!" urlò, e Jiwook gli saltò addosso, facendolo quasi cadere.

"Jisung!" una donna bassina con i capelli corti lo raggiunse.

"Bentornat...i?" guardò curiosa Minho.

"Oh, lui è Minho, il mio tutor di matematica. Minho, lei è mia madre."

"Che bel ragazzo che sei!" sorrise dolcemente "ti ringrazio molto per esserti scomodato ad aiutare Jisung. Quanto ti devo?"

"Niente, non si preoccupi. I risultati di Jisung saranno più che sufficienti per me" sorrise anche lui, ma prima che la donna aprisse di nuovo bocca per insistere, Jiwook la interruppe.

"Mamma, voglio le coccole!"

"Noi andiamo in camera." e poi trascinò il maggiore nella sua stanza.

"Prima che tu possa prendermi per stalker, ho chiesto a Chan di darmi il tuo indirizzo."

"Ah...okay."

Non sapeva cosa dire, voleva aver avuto più tempo per sapere cosa fare.

"Hyung...mi dispiace per l'altro giorno, sarò onesto, mi è venuto proprio spontaneo, però ti ho mancato di rispetto perché l'ho fatto contro la tua volontà"

"Jisung"

"Cosa?"

Minho gli si avvicinò, gli mise la mano sinistra sulla sua guancia, e lo baciò sulle labbra.

Poi si staccò, e fece un sorrisino.

"Ora sono io ad averti mancato di rispetto. Siamo pari."

Contemporaneamente, si baciarono di nuovo, in modo decisamente più lungo e appassionante.

Jisung era la prima volta che dava un bacio simile, ma in quel momento decise di affidarsi all'istinto, e non fu proprio male.

La mano sinistra di Minho si spostò sul suo collo, e stava per scendere, ma la porta della camera si spalancò.

"Hyung! Mamma non mi fa le cocc-" Jiwook spalancò gli occhi al vedere i due baciarsi.

Subito si staccarono, e mentre Minho era particolarmente divertito, Jisung entrò in panico.

"MAMM-" urlò il piccolo, ma Jisung si fiondò su di lui e gli tappò la bocca.

"Giuro che se dici una sola sillaba non ti canterò mai più niente." lo minacciò Jisung, ma Jiwook alzò le spalle.

"Ho Chan che può cantare per me."

"Oh andiamo, semplicemente, non dire niente!"

Minho, in quel momento avrebbe desiderato tanto avere il suo telefono a portata di mano per poter fare un video.

Jiwook fece un ghigno malvagio, poi corse via.

Jisung invece sospirò frustrato.

"Che carino" disse Minho, sorridendo teneramente.

"Per niente! È una peste! Dio sta sempre in mezzo ai piedi!"

"Intendevo te. Sei carino quando vieni bullizzato da un bambino di cinque anni." gli fece l'occhiolino ridacchiando "Devo andare, volevo solo fare una chiacchierata veloce con te. Ed è stata una chiacchierata molto intensa."
poi se ne andò dall'abitazione, fischiettando e salutando la mamma e il fratellino di Jisung.

"Dio non ci posso credere!" si coprì il volto rosso e si butto a peso morto sul letto.

left-handed, minsungDove le storie prendono vita. Scoprilo ora