CAPITOLO 10 (Indizi)

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Distretto di polizia
Dopo un lasso di tempo i poliziotti avevano deciso di archiviare momentaneamente il "caso Tomlinson", tranne l'agente Connie che avendo preso a cuore la famiglia decise di occuparsene personalmente.

Era una fredda serata d'ottobre, il vento ululava fortemente,i tuoni rimbombavano impazziti e la pioggia si scontrava interrottamente contro la caserma, Connie come al solito si accarezzava la leggera barba che incorniciava il mento, teneva sparsi sulla scrivania i fogli sul suo caso.
"Torni a casa agente Connie, è tardi la sua famiglia la starà aspettando".
La voce del direttore giunse alle orecchie dell'agente che lo congedò con un' alzata di spalle e la buonanotte,non aveva famiglia e aveva da poco avuto un indizio fondamentale, una settimana fa un uomo aveva rilasciato una testimonianza
Disse di avere il numero di targa di chi aveva rapito il ragazzo, ciò insospettì l'agente ma decise di non farci caso momentaneamente.
Non volle allarmare la famiglia Styles finché non avesse avuto prove concrete.
Così qualche sera prima aveva iniziato a cercare a quale auto corrispondesse la targa, essa corrispondeva ad un auto comune e nera una Range Rover per l'esattezza. Il poliziotto si mise sui passi dell'auto sospetta e cominciò a controllarne i movimenti. Ma niente portava a Louis, l'auto ogni giorno alle 19:00 si fermava davanti ad una casa e poi ripartiva alle 10:00 del mattino dopo. Ora erano passati tre giorni e l'agente stanco della situazione nonostante non avesse un mandato decise di perquisire la casa il giorno dopo. Così con la speranza nel cuore tornò a casa.

Il giorno dopo esattamente alle 9.50 era appostato dentro la sua macchina (non quella poliziesca), agì nel momento in cui vide la Range Rover spostarsi.
Fece irruzione nella casa.
Essa si presentò molto tranquilla e ordinata l'odore di detersivo dava quasi fastidio al poliziotto che storse il naso.
Imperterrito cercava particolari guardando tutto con meticolosa attenzione, teneva le orecchie tese in caso di ogni minimo rumore, camminava lentamente non tralasciando nulla.
Niente. Era tutto troppo tranquillo.
Connie tirò un sospiro afflitto e ne stava per rilasciare un secondo ma lo trattenne quando sentì un mugolio,fine, un soffio quasi inudibile . Ma lui lo sentì e non demorse, continuò a marciare per casa finché non arrivò al salone, le pareti erano ricoperte da carta da parati. A mano leggera passò sulle pareti finché non sentì un'escrescenza vicino alla libreria che torreggiava sovrastandola,non aveva serrature così arcuò le folte sopracciglia.
A palmo aperto ci batté sopra, una,due, tre volte ma niente, essa non si muoveva,anzi, dietro sembrava vuota,lo capii dai tonfi che essa rilasciava non appena ci batteva contro. Un altro mugolio. Lo stesso di prima, solo più accentuato. Appoggiò l'orecchio sulla superficie e riprovò, questa volta fece capolinea uno strano piangisteo, così saltò quasi di gioia e indietreggiò intento a buttare la porta ma venne bloccato non appena sentì le ruote della macchina sulla ghiaia del vialetto. L'uomo era tornato.
Senza mandato non poteva agire, guardò la porta con determinazione
"Ti verrò a prendere Louis fosse l'ultima cosa che farò."
Queste parole alleggiarono nella casa anche una volta che Connie era uscito dal retro.
Erano parole cariche di speranza.

Infantilismo//Larry//La tua prossima ossessione. Scoprilo ora