CAPITOLO 23 pt 2(Nonostante tutto)

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Parte 2

Quando Connie fu nel mondo dei sogni e Niall sulla strada di casa, Louis, tirò un sospiro profondo e puntò gli occhi, sulla porta aperta del salone, che stava alla sinistra dell'ingresso.
Era là dentro, il vero fardello.
Era ora di decidere.
Piano piano lo raggiunse e trovò la persona che cercava.
Harry, stava seduto, di schiena alla porta, sul divano marrone, aveva la testa china.
Sentiva che Louis si avvicinava, ma non voleva guardarlo mentre, gli diceva di uscire dalla sua vita.

Il passo troppo barcollante lo fece però ricredere, alzò gli occhi smeraldini coperti dai riccioli e scandagliò la sua figura, prima di alzarsi di soprassalto.
'Oddio,per tutti i cieli. Cosa è successo?!'
Louis aveva la fronte ferita, il sangue secco, era colato lungo la tempia e aveva sporcato la maglia, di piccole gocce vermiglio.
I jeans, un tempo perfetti, ora erano usurati e sporchi, le mani, avevano le unghie rotte e sanguinolente, e l'odore che emanava, non suggeriva nulla di buono.

Harry non lo guardò direttamente, allungò semplicemente una mano, sperando che il liscio l'afferrasse, e quando lo fece, in maniera esitante, il suo cuore saltò qualche battito.
Non sapeva cosa aspettarsi, sapeva che lo avrebbe mandato via, ma prima voleva sapere che stesse bene.
A grandi falcate lo guidò al piano superiore, era tutto silenzioso, persino i loro respiri si nascondevano da quell'aria tesa.

Seguirono il corridoio, superarono la camera di Connie sulla sinistra da cui si sentiva un leggero russare, poi quella di Louis, sulla destra e camminarono finché non arrivarono al bagno.
'Cosa vuole fare?'

Louis non porse direttamente quella domanda, lasciandosi trascinare verso il bagno, rassicurato dalla grande mano che stringeva la sua.
Sperò in silenzio, che potesse farlo per sempre, rimanere là, a tenergli la mano,come tempo prima si erano detti.
Poi capì, quando una volta aperta la porta del bagno lo fece sedere sul WC.
Harry voleva prendersi cura di Louis, e lui glie lo avrebbe lasciato fare.

Con mani sapienti Harry acciuffò il cotone, del disinfettante, le garze e quant'altro, poggiandoli sulla specchiera.
Dopo un momento di esitazione si inginocchiò sul tappetino peloso davanti al piccolo, le sue labbra tremarono un po', mentre con coraggio spostava i capelli lisci e sporchi verso l'alto.
Erano stati solo pochi mesi di pace e ora si ritrovava a tamponare le ferite con dell'acqua tiepida e a scrostarne il sangue.
Era come sempre colpa sua.
I suoi occhi erano persi e non permetteva di congiungerli con l'altro, trattenendo le lacrime.

'Che ho fatto ancora?'
Voleva solo aiutarlo e poi se ne sarebbe andato in silenzio, così com'era entrato.
Si girò in seguito di schiena per aprire l'acqua della doccia cercando la giusta temperatura, si rigirò e portò le mani ai bordi della felpa logora, questa volta cercò gli occhi azzurri per l'approvazione, che venne data senza esitazioni.
Harry se ne stupì ma non lo diede a vedere, troppo occupato a tenere a bada il suo battito.
Lo spogliò con cura, non facendo caso a quel corpo che tanto bramava, voleva solo amarlo con quei teneri gesti.
Fargli calare un po' di tensione.

Louis stranamente ,non si sentiva in imbarazzo mentre Harry maneggiava il suo corpo, e non lo fu neanche quando lo girò di schiena sotto il getto e prese a insaponarlo.
La sua schiena doleva e urlava ringraziamenti alle mani da pianista di Harry che, piano piano lo massaggiavano, creando una soffice schiuma profumata al cocco.
Louis cominciava finalmente a riacquistare un po'di colore.
Pulì ogni angolo del suo corpo, avendo cura di non tralasciare nulla, gli occhi non si fermavano mai troppo su una parte precisa, preferiva guardare le reazioni dell'altro, che mostrava la pelle d'oca ad ogni passaggio.
Amò quel corpo più del suo, pulì piano anche i capelli districandoli con dolcezza e facendoli tornare lisci e puliti.
Accarezzò le ciocche con le punte delle dita e ne massaggiò la cute.
Abbassò le mani verso il viso spigoloso,lo afferrò piano passandoci i pollici sopra, non sapeva trarre conclusioni da quel silenzio prolungato e avere il volto di Louis tra le sue mani, guardare da vicino gli occhi che gridavano aiuto, non lo aiutava affatto.
Il suo petto era oppresso, i ricordi venivano a galla uno ad uno, senza dargli tregua, sentiva le spalle cadere per la pressione.
Come aveva potuto fare tutto ciò?

Infantilismo//Larry//La tua prossima ossessione. Scoprilo ora