Quel giorno Louis si svegliò con un forte mal di testa, e un dolore lancinante al collo e alla schiena.
Si destò dal sonno di scatto ancora intontito per quella dose di droga che aveva aspirato, il respiro affannato aveva già fatto capolino dalle sue labbra sottili,la paura morse le sue ossa. Aveva freddo, tremava.
Aveva fame, sete e un forte bisogno dei servizi igienici.
Uno strano puzzo inondava il suo naso facendolo storcere dal disgusto, tirò le braccia intorpidite verso di sé ma venne bloccato malamente da qualcosa, alzò lo sguardo e notò subito che non le sentiva più per la loro posizione protesa verso su, appese dai polsi bloccati dalle manette imprigionate a loro volta ad un catenaccio conficcato ad un palo di legno umido ammuffito, lo stesso palo in cui il corpo di Louis era appoggiato scomodamente.
Cercò di non farsi prendere dal panico e fece scendere di nuovo gli occhi e li strinse per cercare di abituarli all'oscurità del posto.
La sua postazione era illuminata da una piccola luce fioca che proveniva dalla lanterna anch'essa attaccata allo stesso gancio.
Girò gli occhi cristallini a destra e manca e appena riuscì a girarsi in parte per osservare anche il retro li mancò il respiro. Strinse sempre gli occhi per capire se fosse un'allucinazione e no, a quanto pare non lo era e allora si sentì solo un urlo agghiacciante e poi nulla più. Svenne di nuovo.
Casa Styles
Harry sentì il telefono squillare, uno, due,tre volte ma con uno sbuffo decise di ignoralo troppo impegnato a godersi la partita a biliardo iniziata con i suoi amici.
Al quinto squillo però decise di rispondere e con un'alzata d'occhi al cielo accettò la chiamata aggrottando le sopracciglia alla vista del nome
"H-Harry ti prego dimmi che Louis è con te, ti prego"
Dall'altro lato si fece sentire la voce meccanica e preoccupata della madre
"Mh no mà è a casa, perché?"
"No lui.. lui non è qua, LUI NON È QUA!!"
"MAMMA mamma calmati,sto arrivando"
In tutta fretta attaccò e senza dare spiegazioni a nessuno poggiò il bicchierino contente due dita di liquore color ambra e camminò velocemente verso l'ingresso.
Una volta fuori montò sulla sella della sua moto e partì con un grande ruggito da parte del motore.
Sfrecciò fra quelle vie a per di fiato con i pensieri che li sormontavano la testa e preoccupato al massimo.
La porta dell'ingresso batté molto forte fino a scalfire quasi il muro dietro ad essa.
Una figura alta e riccia si avvicinò ai due genitori che si tenevano le mani.
Si avvicinò alla figura femminile in lacrime che stava seduta vicino al marito con un brutto presentimento a lacerarle lo stomaco.
Si avvicinò alla figura maschile che cercava di portare comunque un comportamento fiero da buon padrone di casa, ma Harry la vedeva, vedeva la preoccupazione mangiarli gli occhi velati.
"Dov'è Louis?"
Nessuna risposta.
"Mamma, papà dov'è Louis?!"
La domanda sta volta uscì quasi isterica facendo così sussultare la madre facendola sembrare quasi rimpicciolita, che solitamente nonostante la sua altezza appariva forte e piena di vita. A rispondere fu la voce profonda e roca del padre
"Lui non è qua Harry. E questa è tutta colpa tua. Tu dovevi guardarlo. Tutti sapevamo che era meglio non lasciarlo solo,devi solo vergognati"
Parlò a vanvera mangiato dalla preoccupazione lasciò che le parole prendessero il sopravvento sulla ragione e sputò il veleno su suo figlio che col nodo in gola andò a sbattere tutte le porte di casa sperando in uno stupido scherzo.
Preso sempre più dal panico ogni volta che la figura minuta del piccino non faceva la sua comparsa una volta aperta una stanza. E poi si illuminò.
E corse fragilmente verso la porta d'ingresso, percorrendo le scale che aveva percorso Louis aggrappandosi allo stesso corrimano a cui si era aggrappato Louis.
Ed arrivò alla prova che non era solo uno stupido, stupidissimo scherzo.
La serratura della porta principale era evidentemente forzata e malmessa.
Constatato ciò vi poggiò la fronte e si lasciò cadere giù strisciando come un verme.
E a fare da sottofondo al suo pensiero solo il rumore lontano delle sirene della polizia.
"Vorrei fosse solo uno stupido stupidissimo scherzo."
LOUIS
La seconda volta che si destò dal sonno indesiderato c'era qualcosa di diverso.
Una figura prorompeva su di lui, immobile, ad aspettare che gli occhi azzurri del piccolo la analizzassero, partendo dalle scarpe tirate a lucido percorrendo le gambe fasciate da pantaloni eleganti scuri a righe blu e continuando per il torace e le spalle coperti dalla giacca blu ripresa dai pantaloni, arrivando poi,al viso dai lineamenti squadrati e tagliaenti dalle labbra serrate in una linea dura che presto si aprirono per lasciar spazio ad un ghigno che metteva in mostra un paio dei denti bianchi. Salì per i capelli castani tirati indietro dal gel.
Per ultimo Louis lasciò gli occhi che erano color ghiaccio così simili ai suoi, bellissimi occhi rovinati dal velo di cattiveria che ci alleggiava all'interno.
"Oh piccolo. Papino ti aspettava! Hai forse fame? Sete? Ti è piaciuto la mia sorpresa? Oh,forse non ti ricordi di me.."
La voce agghiacciante e dura fece rizzare i peli delle braccia di Louis, i suoi sospetti furono fondati.
Lui. Conosceva. Quell'uomo.
Le domande si susseguivano, con lui che girava attorno al ragazzino come fanno i predatori con le prede.
"RISPONDI QUANDO TI PARLO!"
La testa di Louis fu tirata su con violenza con una tirata di capelli, in visuale entrò subito il volto arrossato e incattivito dell'uomo, ciò bastò a far tremare ancora di più Louis che si umettò le labbra con le lacrime che scorrevano dai suoi occhi limpidi e lucidi. Aprì la bocca ma non ne uscì nulla data la paura e la gola secca.
E vuoi un po' per la paura un po' per la morsa alla pancia la bile prese in sprovvista ad entrambi specialmente a Louis che si ritrovò a rigettare gli ultimi rimasugli dallo stomaco finendo quasi per soffocare data la posizione alzata del suo capo, ma non si accorse che il vomitò finì un po' sui pantaloni e un po' sulle scarpe del signore che subito si infervorì lasciando i capelli morbidi di scatto, facendo così scattare consecutivamente la testa di Louis all'ingiù,per sua fortuna, riuscì così a continuare a vomitare senza strozzarsi.
"Salutami i tuoi genitori una volta morto."
La gola s'inffiammò peggio di prima.
"Lecca bastardo! Lecca subito, non voglio vedere tracce della tua merda"
Ancora peggio fu la scarpa dell'uomo quasi schiacciata verso il viso del ragazzo ad attendere che quest'ultimo la leccasse, e lì Louis riprese a piangere, sputacchiando qua e là ancora un po' di saliva con le braccia ancorate in alto
Cercò di schiarirsi la voce per farla uscire anche se flebilmente e finalmente ci riuscì
"P-pe-perché mi fai questo zio?"
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LEGGETE
Io
Allora questo avviso è per tutti coloro che vorrebbero sapere i giorni in cui aggiorno, ringrazio dida_20zero2 per avermelo esplicitamente chiesto. Allora ammetto che aggiorno molto a montagne russe e per questo mi scuso, ma sappiate che lo faccio solo quando ho la giusta ispirazione, cercherò di fare un eccezione per voi cercando di aggiornare il weekend che è il momento in cui sono libera.
Detto questo, vi lascio ad una famiglia Styles depressa e ad un momento di suspense con Louis.
Buon proseguimento.
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Infantilismo//Larry//
FanfictionI genitori di Harry hanno deciso di adottare Louis, un ragazzino apparentemente affetto da infantilismo. Harry sembra non volerlo accettare. Ma Louis adora Harry e i suoi riccioli ribelli. ❗❗ATTENZIONE: La storia ha tutti i diritti riservati, per...
