10 ore dopo
L'uomo aveva lasciato Louis abbandonato a se stesso da ormai dieci ore, senza rispondere alla sua domanda appena sussurrata,lo lasciò là con il suo stesso vomito a pochi centimetri dalla sua figura, salì le scale di quello scantinato a passo fermo e rumoroso,incazzato a quanto pare, sbattendo la porta con forza eccessiva, talmente tanta che Louis temette che potesse cedere ma ciò non accadde e fu solo un pensiero di pochi attimi, pensiero che lasciò solo l'amaro nella sua mente e nel suo cuore, a capo chino la consapevolezza di ciò che stava accadendo lo stava frantumando.
Uno dei topi che suo zio teneva imprigionati dietro l'asse in cui era appeso era riuscito a scappare e ora si trovava a pochi centimetri dal piede nudo destro di Louis che si morse il labbro pur di non lasciar andare urletti d'ansia, il topo una volta smesso di annusare qua e là si erse sulle zampette rosate posteriori,il pelo grigio, arruffato e sporco le coprì durante la mossa, puntò il muso allungato su di Louis facendo scontrare i suoi piccoli occhietti rossi vispi con quelli di ghiaccio e tristi del ragazzo facendolo sussultare, al ché lo vide correre verso di lui e ciò lo fece ritrarre innorridito ma si bloccò non appena il roditore si fermò ad annusare e assaggiare il vomitò ormai incrostato facendo quasi rigettare nuovamente il proprietario.
Il topo scappò non appena sentì la porta aprirsi di scatto o almeno, ci provò. Fece l'orrore di passare davanti alla scalinata che conduceva al piano di sopra, e dico che fece l'errore perché subito una scarpa nera e lucida lo calpestò senza remore.
Le ossa rotte e quasi disintegrate del topo ormai schiacciato rimbombarono per tutto il seminterrato colto da un silenzio raggelante.
Louis guardò la scena inorridito e sprezzante e persino i topi dietro di lui smisero di squittire nel loro modo fastidioso.
Louis continuò a guardare anche quando la mano dello zio scese lentamente a prendere dalla coda ciò che rimaneva del topo, anche quando vide l'uomo avvicinarsi a lui con il topo tra le mani e lo lanciò vicino al vomito.
"Ti ho portato la cena tesoro"
La voce profonda e roca si fece sentire rompendo il silenzio, gli occhi maliziosi e birichini lo guardarono storcere il naso a quella scena.
Ma non ottenne risposta
"Vedi, aspettavo solo la morte dei tuoi genitori per arrivare a te, quale migliore arma per vendicarmi di loro? Solo il loro adorato figlio Louis, ed ora eccoci qua,sono morti si, all'inizio pensavo mi potesse bastare ma poi mi sono reso conto che no,volevo di più, arrivare a torturarti e ucciderti, ad uccidere ciò che più amavano. Pensavo fosse la migliore delle idee ed è ciò che farò,tutti i loro torti cadranno su di te piccolo stronzetto,presto li raggiungerai"
Ruggì lo zio in modo cattivo,guardando con rabbia ciò che avrebbe dovuto essere suo nipote.
"Torti? Louis non sa nulla!"
Nonostante i singhiozzi incessanti le parole tremolanti del castano sembrarono quasi forti e pregne di speranza.
Lo zio guardò negli occhi l'altro, avrebbe voluto trattarlo bene se solo i suoi genitori lo avessero permesso.
"L-Louis ha fatto nulla, perché fai questo? Louis non merita ciò, per favore , ti prego lascialo andare"
'Ma non è stato così!'
Gli occhi del grande si persero nei ricordi prima di affermare i capelli di Louis, a cui la dignità aveva lasciato il corpo, mentre pregava il suo carnefice congiungendo le mani davanti al viso, in un involucro svuotato dalla vita.
"BASTA!"
Lo zio lo strattonò all'indietro prima di andarsene più arrabbiato di prima.
' Quel ragazzino e le sue lagne.'
Lacrime amare rompevano ancora le guance ora rosse di Louis. Erano incessanti e continue, si sentiva andare a fuoco, ma nello stesso tempo i brividi ricoprivano il suo corpo come quando si ha la febbre.
Non capiva, lui era all'oscuro di tutto.
Cosa nascondeva la sua intera famiglia? Perché ci era andato di mezzo lui? Non capiva proprio, neanche si ricordava della sua precendente famiglia, l'unica famiglia che voleva ora era quella degli Styles e avrebbe fatto di tutto pur di essere stretto dalle braccia della signora Styles.
Casa Styles
"Cara Annie Styles
Siamo diventate amiche per caso,in quel lontano giorno di pioggia, ti ho voluta bene come una sorella e mai smetterò di volertene.. ci sei sempre stata per me e la mia famiglia,tu e Des siete due persone incantevoli ed è per questo che ti chiedo di occuparti di nostro figlio Louis Tomlinson, può sembrarti strano ma non ho nessuno a cui lasciarlo,solo voi due,vorrei evitare per lui quegli orfanotrofi, sicuramente non sono l'ideale, e poi so che avete uno splendido figlio, sono sicura che il mio piccino lo adorerà, sai,ora è qua, ignaro di tutto, nella sua culla azzurra che riprende i suoi occhi di ghiaccio che mi scrutano attentamente,il pollice nella sua piccola bocca senza ancora nessun dente, vorrei poterlo crescere io, poter occuparmene ed essere una buona madre, ma non posso anche se mi piange il cuore.
Ora,in questo momento mentre leggi questa lettera io sarò già morta e con me il mio caro marito, Louis ha ancora uno zio unico parente, ma penso che lui non vi creerà problemi,solo..tienilo lontano da lui. Sempre.
Ora devo andare, il tempo stringe, avrai tre mesi per metterti in regola con l'adozione se lo vorrai.
Ti voglio bene,
Jamie Tomlinson"
Gli occhi di Annie precorsero quella calligrafia ordinata ma tremolante per la trecentesima volta, le lacrime a colare ancora dagli occhi. Aveva fallito,non aveva protetto il loro piccolo Louis.
Ora era chissà dove e con qualche sconosciuto. Sperò solo che stesse bene.
Ormai i poliziotti erano alla sua ricerca, sembrava non aver lasciato tracce quel criminale. Annie strinse i pugni intorno alla lettera già stropicciata per le troppe volte in cui era stata aperta, le era arrivata quasi quindici anni prima,
allora, ancora non sapeva dove trovare il piccolo,ma non smise mai di cercarlo e solo dopo sedici anni e tre mesi di pratiche riuscì a prenderlo con sé e a proteggerlo come se fosse sua madre e Des suo padre, ma ora non era più qua e questo pensiero era molto straziante, Louis non era là con lei,Des e Harry.
Harry
10 ore..erano passete ormai 10 ore da quando Louis era scomparso, e ne erano passate 4 da quando Harry era uscito a cercarlo noncurante di nulla,non una sosta,non un fermata, sapeva che fosse inutile, insomma un rapitore non lasciava la sua vittima così in mezzo alla strada,ma Harry sperava fosse riuscito a scappare ed è per questo che ci provò comunque, con ancora le sue guance bagnate da lacrime amare,ormai secche e la testa che pulsava teneva le mani strette al manubrio dell'auto sgangherata della madre,le sue nocche erano sbiancate ma lui non ci faceva caso. In questo momento ad Harry interessava solo sapere dove fosse il piccolo e se stesse bene. E ci seprava,davvero,ci sperava con tutto il cuore.
E forse un po' li mancava...
E lo ammise a se stesso ormai a mente vuota.
Io
Ho cambiato i nomi dei genitori di Louis perché mi pareva male ahaha
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Infantilismo//Larry//
FanfictionI genitori di Harry hanno deciso di adottare Louis, un ragazzino apparentemente affetto da infantilismo. Harry sembra non volerlo accettare. Ma Louis adora Harry e i suoi riccioli ribelli. ❗❗ATTENZIONE: La storia ha tutti i diritti riservati, per...
