CAPITOLO 11 (Ritrovamento)

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Ore 17:45

Casa Risvolk era come sempre tranquilla,il biondo dallo sguardo perennemente glaciale camminava lentamente verso il corpo privo di sensi di Louis ma senza fermarsi,sta volta lo sorpassò e andò dritto verso Jhon, l'uomo legato e dal ghigno perenne.
Risvolk raccolse una ciocca di capelli di Jhon e tirò facendoli reclinare il volto verso l'alto, gli occhi nocciola lo fissarono,quegli occhi mostravano dolore ma non la paura che avrebbe dovuto avere per la situazione,non mostrarono mai la paura,non la mostrarono neanche quando due secondi dopo si trovò la canna di una pistola premuta alla fronte.
Risvolk ora posava un ginocchio per terra chinato all'altezza di John
"Ultime parole Jhonny?"
Gli occhi azzurri si scontrarono con quelli nocciola,poi uno sputo raggiunse la faccia di Mark
"Marcirai all'inferno bastardo."
E poi uno sparo.
Il ghigno perenne si spense in eterno.
Mark ormai in piedi diede un calcio al corpo ormai senza vita,si ripulì la mano macchiata di sangue,saliva e peccato sulla testa mora dell'uomo e riponendo la pistola se ne andò in silenzio così com'era arrivato .

Louis si svegliò di colpo,uno sparo alleggiava ancora nell'aria, il botto era stato forte, complice lo spazio ristretto nello scantinato.
Il sangue gelato nelle sue vene
"Cos'era stato?"
"Jhon,Jhon... Hai sentito?"
Nessuna risposta, Louis strinse gli occhi pieno di sospetti
"Jho...."
Tremante si girò, il corpo dell'uomo entrò nel suo raggio visivo, ancora legato al palo di legno teneva le testa china. Strinse gli occhi per mettere a fuoco il resto.. e se ne pentì, vide dapprima fiotti infiniti di sangue colare sul corpo di uno strano biancore, aveva un grosso buco dietro la testa da cui erano schizzate le cervella spiaccicate in parte al palo di legno. Louis a quella vista vomitò nuovamente e dopo le frustate,i pugni,gli schiaffi, dopo le diverse contusioni fisiche e non solo decise che era troppo,la sua mente decise di chiudere i battenti facendolo svenire all'improvviso, autodifesa involontaria. Finì in un circolo vizioso di incubi ma finalmente sentì di essere almeno in parte in pace.

Ore 19:00
Il cuore di Mark batteva forte per l'emozione di vedere Louis svenuto ai suoi piedi, diede qualche colpetto con la punta della scarpa alla gamba del ragazzo,ma non diede segni di vita 'che fosse morto?'
Diede un pizzicotto alla pancia troppo magra di Louis e facendo spallucce indietreggiò, e tornò da Jhon. Cominciava a sentire l'odore di morte così storcendo il naso tagliò con un coltellino le corde ai suoi polsi rovinati, lo prese da una gamba e senza sforzo iniziò a trascinarlo fuori dallo scantinato lasciandosi dietro una lunga scia di sangue, lo portò nel giardino sul retro, lo cosparse di benzina e gli diede fuoco annusandone l'odore di bruciato. La chiamava routine,era semplice farlo, uccidere la riteneva un'azione semplice così come occultare il delitto. Niente di nuovo.
Sbuffando rientrò in casa si sedette sul divano e guardò la televisione.

Ore 20:30
Risvolk saltò sull'attenti appena sentì suonare il campanello,lui non aspettava nessuno.
Aprì.
Capì.
Dei poliziotti si presentarono sulla soglia
"Signor. Risvolk, ore 20:30 la dichiaro in arresto per sequestro di persona"
Venne ammanettato dall'agente Connie che stentava un sorriso orgoglioso sulle labbra.
"Agente io non capisco cosa stia succedendo"
Mark venne passato ad un altro agente
"Risvolk le conviene stare in silenzio ogni parola detta potrebbe essere usata contro di lei"
"Esigo un avvocato"
L'agente Coleman usò un tono aspro e strattonandolo lo tirò fino alla macchina dove lo chiuse all'interno con le sue mille parole
Connie nel frattempo in posizione di difesa e con la pistola impugnata andò dritto alla parete che ricordava in rilievo la sfiorò con le dita e dopo averla forzata la aprì.
Rabbrividì all'odore di umido e muffa che proveniva all'interno.
Passate le scale a tentoni trovò la luce che scattò illuminando in modo fioco la zona, a Connie si inumidirono gli occhi alla vista di Louis corse inginocchiandosi di botto al suo fianco, liberò i suoi polsi e ne prese uno per percepirne il battito lento, sospirò accarezzandogli i capelli sporchi.
Sentì dei passi dietro di lui ma non si girò vedendo una coperta poggiarsi sul corpo del piccolo,che successivamente prese tra le braccia trasportandolo in seguito in ospedale.
E finalmente dopo mesi poté tirare fuori un sospiro di sollievo e soddisfazione.

Infantilismo//Larry//La tua prossima ossessione. Scoprilo ora