CAPITOLO 24 (Realtà)

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Braccia in alto e sbadiglio silenzioso,Louis si svegliò pigramente grattandosi la pancia parzialmente scoperta dal lenzuolo leggero,le temperature non ancora propriamente alte lo fecero rabbrividire mentre si girava dal lato destro del letto nella piccola stanza, aprendo gli occhi.
'Oh..'
Louis arrossì un po' quando vide distintamente Harry accanto a lui.
Dormiva pigramente a pancia in sù, la bocca a cuore socchiusa e il volto rivolto al soffitto.
La mascella rilassata dimostrava un sonno pacifico.
I ricci erano così stravolti che facevano invidia ad un nido, Louis ridacchiò a quel pensiero, ma arrossì di nuovo quando si ricordò che era colpa sua se quei capelli erano in quelle condizioni.
Alzandosi piano a sedere si coprì il petto con le lenzuola, sentiva uno sfarafallio all'altezza di esso, le immagini della sera precedente come una cascata d'acqua fredda nella sua mente.
Harry che affondava in lui dolcemente,come se fosse la cosa più preziosa della sua vita. Harry e le sue parole sussurrate nel buio della notte
Harry ed il suo amore.
Harry,Harry e solo Harry.
Harry quella sera era diventato il suo appiglio.
Portandosi una mano davanti alla bocca tastò le labbra, erano gonfie e sicuramente più rosse del normale, ricordava in modo bruciante le loro labbra che non smettevano di cercarsi con fame, mai sazie.
I ricordi fecero ribollire il suo sangue.
Sussultò quando due grandi mani lo afferrarono per i fianchi portandolo giù, il suo fianco cozzò con quello del riccio appena sveglio.
Louis alzò gli occhi azzurri, e rimase abbagliato da quelli fin troppo sorridenti dell'altro, erano liquidi smeraldi preziosi.
Le labbra stirate in un sorriso pigro fecero sussultare il suo povero cuore.
"Buongiorno Lou."
Carezzò piano il fianco formoso
"Buongiorno Haz."

Harry non aveva mai visto niente di più bello come in quel momento, Louis con i capelli castani spettinati,il viso ancora addormentato, gli occhi pacifici e l'anima piena di lui.
Il cuore tamburellava mentre accarezzava ancora quel corpo, sapeva di non poterne avere mai abbastanza, era la sua dipendenza.
Le sue labbra la sua droga e il suo cuore la sua ninfa, schiudendo la bocca dolcemente, rotolò su di Louis, attento a non schiacciarlo troppo, puntellando le mani al materasso che ora odorava di sesso si calò,baciando quelle labbra che ancora sapevano di loro.
La mano che passò tra i suoi capelli gli fece capire di avere il via libera.

Le lingue si scontrarono piano, rinchiudendoli in un vortice di amore, come se fosse la prima volta.
Il bacio del buongiorno era sempre gradito.
Tutto terminò con uno schiocco.
"Andiamo a fare colazione?"
Louis annuì piano,sfilando da sotto il braccio di Harry per rimettersi in piedi, sul tappeto peloso che copriva la maggior parte della stanza. Affondò i piedi in esso
"Ouch!"
"Che succede?"
"Oh..no..nulla."
Harry gaurdava confuso Louis,mentre stiracchiandosi abbandonva il letto in cerca dei boxer buttati all'aria la sera prima.
'Uh,eccoli.'
Con una gamba dentro essi e l'altra fuori, si avvicinò al ragazzino.
"Cosa ti fa male, piccolo?"
Louis sobbalzò al soprannome dolce, mentre ponderava l'ipotesi di confessargli che gli doleva il fondoschiena, ma non ne ebbe bisogno, quando al primo passo un lamento uscì spontaneo.
Il corpo muscoloso del più grande venne coperto da un canotta nera, passò una mano tra i capelli per portarli indietro; Leccandosi le labbra e guardando di sottecchi il profilo del sedere succoso di Louis, ricordò di come lo avesse mangiato con voracità. I denti ancora impressi sulla pelle, come le impronte delle dita.
Se ne compiacque.
"Oh.. ci sono andato troppo pesante?"
"No,no Harry, va bene,davvero."
Mani agitate nell'aria ricambiate da un sorrisetto malizioso.
"Vuoi per caso che ti porti in braccio?"
Louis alzò gli occhi al cielo dando uno schiaffetto alla spalla larga del suo...
'ragazzo'?
"No,non c'é né bisogno,grazie per l'interessamento."
Si infilò alla svelta anche lui una maglia un po' larga sicuramente di Harry e un pantaloncino mentre qualche risatina risuonava ad ogni lamento.
Si,Harry ci era davvero andato giù pesante, e nonostante gli accorgimenti il dolore c'era eccome.

***

Scendere in boxer, non era stata per niente un buona idea,specie se si ha un agente di polizia, come parente della persona che ti piace e con cui hai dormito Insieme.
L'agente Connie, mangiava la sua solita tazza di cereali mentre fissava in malo modo dall'altro lato del bancone Harry, che stava appoggiato al lavello, evidentemente in imbarazzo sotto quegli occhi indagatori.
Stringeva tra le mani una tazza di caffè fumante.
"Spero vivamente, che voi due, non abbiate fatto ciò che penso."
Il caffè andò di traverso al ragazzo alto, mentre il piccolo si scottava la mano con la teiera.
"ZIO. Ma cosa dici?"
"Oh beh,tu indossi una sua maglia,e lui non indossa dei pantaloni."
Il cucchiaino sporco di latte indicò prima uno e poi l'altro.
"Non è come pensi... Ieri si è fatto tardi, così ho pensato di fare rimanere Harry qua."
Il sorriso nervoso di Louis, mentre giocherellava con la pellicina dell'indice non convinse l'agente.
"Ed è rimasto a dormire nel tuo letto?"
"No zio, era sul divano."
"E allora perché stamani non era là e poco fa siete scesi insieme dalle scale?"
"Oddio,ti prego zio,bastaaa"
"Tu non me la racconti giusta,cosa hai fatto al mio bambino?"
L'avvicinarsi dello zio di Louis, fece sentire Harry più piccolo, nonostante l'altezza fosse superiore.
"Signor Connie,non capisco cosa intende."
Lo squillo del telefono salvò la vita al riccio, che quasi si sciolse al suolo per la pressione mentre il vecchio usciva dalla cucina.

Infantilismo//Larry//La tua prossima ossessione. Scoprilo ora