Un leggero tichettio svegliò Louis dal suo apparente sonno profondo,sbattute un paio di volte le palpebre appiccicate si leccò le labbra che evidentemente secche, richiedevano una generosa sorsata d'acqua, venne però disturbato ulteriormente dalla luce a neon protratta sulla sua testa, così a fatica la voltò lentamente ritrovandosi accanto un uomo sulla quarantina sdravaccato sulla sedia posta accanto al letto
' chi era quell'uomo?'
Si ritrovò a pensare andando nel panico rendendosi conto di non ricordarsi neanche il suo nome
' cosa sta succedendo?'
L'uomo nel suo raggio visivo scattò in piedi emozionato di vedere gli occhioni azzurri finalmente aperti
"Oddio Piccolo Louis, SEI SVEGLIO!..
ASPETTA SEI SVEGLIO.. DOTTORE, DOTTORE, DOTTOREEE"
Confuso come non mai Louis seguì con gli occhi il quarantenne correre fuori dalla stanza, così, senza speranze, capì che nessuno lo avrebbe aiutato a prendere un po'd'acqua, allora si issò cautamente sulle braccia e facendosi leva, si ritrovò seduto in maniera scomposta,scosse lentamente la testa per evitare il leggero capogiro e adocchiando il bicchiere sul comodino accanto si allungò esageratamente,ma avendo calcolato male la distanza e avendo esaurito le forze si sentì cadere, quindi aspettò un impatto che mai arrivò
"Allora ragazzino,dove pensavi di andare? Ti sei svegliato ora, dopo un mese e già vuoi scappare a gambe levate"
Una risata di scherno accompagnò quelle parole calorose e ora Louis si ritrovò a guardare il dottore baffuto che lo reggeva e lo accomodava al suo posto di partenza facendolo sbuffare contrariato.
"Che succede Louis?"
Allora Louis alzando gli occhi al cielo indicò il bicchiere d'acqua che il dottore porse con una cannuccia accompagnandolo con una risata sotto i baffi, il piccolo bevve estasiato e finalmente poté provare a parlare sentendo però la gola grattare in maniera fastidiosa
"U-un mese? M-ma ch-che.."
Si ritrovò a sospirare maggiormente infastidito e riprovò
"Ma-ma cos'è successo?"
Stavolta riuscendo nell'intento.
Davis intanto lo guardava teneramente sistemandoli con cura i capelli, a quel gesto Louis bloccò quella mano a lui sconosciuta e la scostò malamente
"Non mi tocchi signore e lasciatemi stare voglio solo tornare a casa"
Si alzò e traballante cercò dei vestiti da poter sostituire al camice ospedaliero ma si bloccò di scatto quando si accorse di non sapere dove fosse casa suao ancora peggio se ne avesse una, così sconcertato si accasciò sul bordo del letto prendendosi la testa tra le mani, il movimento venne però fermato da un dolore lancinante alle costole e scostando il camice notò delle fasciature strette intorno al torace
"Cosa sta succedendo?"
Louis dopo essersi alzato si posizionò in un angolo della stanza a guardarli con occhi liquidi come un animale spaurito.
Devis a quella scena provò ad avvicinarsi ma venne fermato dal dottore
"Non preoccuparti Louis,so come ti senti, sei in ospedale hai avuto un incidente e hai perso momentaneamente la memoria che se eviterai di sforzare potrebbe tornare"
Con voce accogliente il dottore fece avvicinare il piccolo che lo guardava tirando su col naso
"Ora sicuramente vorrai tornare a casa, questo signore"
Indicò Davis che impossibilitato osservava attendendo
"È tuo zio,Connie Davis vivi con lui, quindi perché non vieni qua? così ti faccio alcuni esami per poterti rilasciare"
Louis annuì accondiscendente volendo solo andarsene da lì.
Dopo accurati esami Louis venne rilasciato sotto sorveglianza di Davis Connie.
Con promesse sulle visite frequenti che avrebbe dovuto effettuare, e le diverse riabilitazione che avrebbe potuto fare a casa.
Il povero Louis, non ebbe neanche voglia di fare ulteriori domande riguardo al suo passato
sconosciuto
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A distanza di mesi Louis si trovava seduto sulla poltrona in casa Connie apparentemente suo zio, sorseggiava tranquillamente la cioccolata fumante che teneva tra le mani senza smettere di ondeggiarla
I primi due mesi erano stati i più duri, aveva dovuto riprendere forza ai muscoli che erano stati fermi per molto e non poteva fare altre che riposare e riposare.
E a quanto pare ancora la memoria non aveva dato segni di vita tutt'ora.
Sospirando Louis poggiò la tazza sul tavolino e dopo aver osservato le gocce di pioggia scendere lungo la finestra prese il libro che ultimamente stava leggendo, maldestramente però fece cadere il foglietto che riponeva ormai da tempo al suo interno,con mani nostalgiche lo prese senza però aprirlo
Non scordarti mai davvero di me
-H-
Questo recitava il biglietto che ormai conosceva a memoria,ogni sera se lo stringeva al petto prima di dormire e lasciava dare sfogo alle lacrime che nell'arco della giornata bloccava
-Chi è H? Perché ogni volta solo questa iniziale mi fa battere il cuore? Perché nessuno mi ha cercato? Chi sono davvero io?-
Le ormai abituali domande che il suo cervello si faceva non lo lasciavano mai stare e quando provava a ricordare una dolore lancinante alla testa lo faceva soccombere nel suo oblio. L'unica persona a mantenerlo stabile oltre a suo zio che aveva imparato ad amare era Niall, un simpatico biondo tinto dalla parlantina spigliata e un cuore grande tanto quanto alla sua fame, lo aveva conosciuto quasi un mese dopo essere stato dimesso dall'ospedale e da subito fu amicizia pura mai una volta lo aveva lasciato solo,anche dopo avergli raccontanto la sua storia,e per questo non poteva che esserne grato
Un bussare forsennato alla porta lo fece smettere di pensare e sapendo che Davis era in servizio scese i piedi dal divano e si alzò raggiungendo la porta, il tempo di aprire che una sagoma colma di buste fece il suo ingresso andando direttamente in cucina
"Oggi tuo zio mi ha chiesto un paio di cose da portare a casa dato che rincaserà tardi pensavo di mangiare con te,che ne dici LouLou?"
L'oggetto dei suoi innumerevoli pensieri lo inondò di chiacchiere come mai smetteva di fare
"Va bene Niall sai che mi fa piacere, che si mangiaa?"
Louis dichiarò a gran voce la sua positività e dopo aver lasciato un rapido bacio a Niall spulciò tra le buste poggiate al tavolo leccandosi i baffi.
Niall lo guardò con occhi languidamente dolci e senza farsi beccare schiaffeggiò quel culetto che tanto adorava
"HEI! NIALL"
E tra risate e discorsi inutili passarono una piacevole cena, finché, non si ritrovarono sul divano abbracciati fra di loro a guardare Big Bang Theroy lasciandosi andare in altre risate che alleggierirono l'atmosfera, prima pesante che opprimeva Louis .
E davvero,come avrebbe fatto se non ci fossero stati Niall e Connie l'uomo che non smetteva mai di accoglierlo con amore paterno?
Quando Connie ritornò dal suo turno lavorativo coprì i ragazzi con dolcezza, attraversò la casa e si infilò in camera del più piccolo dove ripose il pupazzo appena acquistato, guardò quel tocco di rosa in mezzo a tutto quel bianco e sospirando si rattristì a quanto fosse cambiato,ora come ora Louis non dimostrava più il suo infantilismo al mondo, ma sapeva che adorava i peluche nonostante tutto, a provarne la veridicità l'orso color cioccolato e dai grandi occhi verdi che giaceva sul letto, quindi appena vide in vetrina un tenero panda non riuscì a evitare di prenderlo con sé,forse per fare in modo che i sensi di colpa per non poter dire nulla a Louis tacessero o ancora perché era impossibilitato dal poter portarlo dalla sua vera famiglia...la famiglia Styles che adesso aspettava il messaggio tanto atteso da Connie che non tornò ad arrivare
"Il piccolo sta bene anche oggi,sta comunque nel suo stato confusionario e ancora non ricorda nulla.. mi dispiace, ma faccio il possibile per prendermene cura"
Annie sospirò tristemente al messaggio appena arrivato da Davis,ma sorrise lo stesso, perché, nonostante tutto, Louis era amato e apprezzato, ed era ancora in vita e sapeva che prima o poi sarebbe successo, avrebbe ricordato di nuovo e finalmente avrebbe trovato pace anche il suo Harry.
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Infantilismo//Larry//
FanfictionI genitori di Harry hanno deciso di adottare Louis, un ragazzino apparentemente affetto da infantilismo. Harry sembra non volerlo accettare. Ma Louis adora Harry e i suoi riccioli ribelli. ❗❗ATTENZIONE: La storia ha tutti i diritti riservati, per...
