Gli uffici del signor Dupont sono al 78 simo piano e in ascensore con Chiara parliamo di cio' che e'
successo la scorsa sera, mi ha fatto i complimenti per il modo in cui sono riuscita a tener testa
al riccone e di come tutto lo staff ha ammirato il mio modo di difendermi.
Non vado fiera del mio comportamento, ma negli ultimi 4 anni ne ho viste e passate cosi' tante
che non tollero piu' la cattiveria nei miei confronti.
Il suono dell'ascensore ci avvisa che siamo arrivati e una volta uscite sento Chiara
< Elena io devo andare a destra lì si trovano gli uffici per i pagamenti, mentre la tua destinazione
e' alla tua sinistra!>
< Ok Chiara... grazie ancora di tutto>
< Figurati...teniamoci in contatto ok?>
annuisco e prima di salutarci ci scambiamo i numeri...
La hall davanti a me e' vuota ed alla mia sinistra c'e' un corridoio lungo, mi stupisco che non ci
sia nessuno così provo a richiamare mia cognata ma il telefono e' ancora spento così mi avvio,
sicuramente in qualche porta ci sara' una targa con su scritto il suo nome...
Ho superato gia' cinque porte ma niente e nel frattempo sto' valutando l'idea di tornare indietro
e aspettarla a casa e quando decido di farlo la porta alla mia destra si apre e vedo uscire tre
uomini elegantissimi e proprio l'ultimo attira la mia attenzione, mi sembra di averlo gia' visto da
qualche parte, lo guardo ma non ricordo, dietro di lui c'e' mia cognata e il burbero Dupont.
<Elena?>
mia cognata e' rimasta sorpresa nel vedermi cerca di dire qualcosa ma viene subito interrotta dal
suo capo
<Natalie cosa ci fa' lei qui? Chi l'ha autorizzata a farla salire?>
vedo mia cognata in difficolta' cosi' cerco di spiegare
<Lei non c'entra nulla, non sapeva del mio arrivo, volevo parlarle e stavo cercando il suo ufficio>
Lui la guarda con rimprovero e nel viso di lei vedo del dispiacere
<OK Elena per il momento sono impegnata ci vediamo stasera a casa!>
capisco cosa vuole dirmi < scusami Natalie!>
Sto per andarmene quando la voce di Dupont mi blocca..
< Mi faccia la cortesia di non mettere piu' piede nel mio edificio, per questa volta evito di
chiamare la sicurezza ma la prossima non saro' così clemente!>
Rimango a guardarlo, avrei voglia di dirgliene quattro ma poi guardo i tre uomini che si stanno
godendo lo spettacolo infastiditi del tempo perso e mia cognata imbarazzata, cosi' annuisco e
per una frazione di secondi vedo attraversare sul viso di lui un'espressione di stupore prima di
ritornare duro e spietato, giro le spalle e vado via arrabbiata...
Sto aspettando l'arrivo dell'ascensore e non mi spiego come mai quest'uomo riesce a
trasmettermi cosi' tanta rabbia e nello stesso tempo tanta attrazione, quando quei suoi occhi
glaciali mi guardano seguiti da quella sua voce scatenano in me sensazioni mai provate prima;
devo smetterla di pensarlo soprattutto perchè un uomo come lui non potrebbe mai stare
accanto ad una donna come me, io troppo semplice, umile e buona.... lui troppo egocentrico,
spietato e senza cuore!
Finalmente salgo in ascensore, sperando di incontrare di nuovo Chiara ma sicuramente sara'
stata trattenuta, cosi' mi sistemo in un angolino cercando di scaricare la tensione degli ultimi
quindici minuti e di arrivare subito al piano terra visto che odio gli ascensori e stare chiusa dentro
un abitacolo cosi' piccolo.
Sono ferma al 60 simo piano, uomini e donne d'affari salgono ed io rimango nel mio angolo,
siamo ognuno immersi nei nostri pensieri e mentre l'ascensore riprende la sua discesa un
improvviso boato fa tremare tutto ritrovandoci al buio...
Sento parlare le persone qui dentro in modo veloce quindi non riesco a capire cosa dicono, dal
di fuori si sentono grida e gente che cerca aiuto, l'abitacolo si illumina grazie alla luce di
emergenza, le persone davanti a me tutti con i propri telefonini cercando di chiedere aiuto ma
da quanto ho capito le linee sono occupate, un signore si rivolge a me..
<Madame... ca va?> Signora come sta?
< Bien..> bene
mi rivolge un'altra domanda ma non capisco cosa dice, così gli rispondo con una delle poche
cose che ho imparato
< Je suis Italien, Je ne parle pas Francis!> Sono Italiana e non parlo Francese
< Stia tranquilla.. io parlo italiano!>
Grazie a Dio! Allora domando < Cosa sta succedendo?>
< Non lo so ma dal boato che si e' udito e dalle grida di fuori non sara' nulla di buono! Ha
provato a vedere se nel suo telefono c'e' linea?>
Lo prendo e mi segna solo una linea cosi' provo a chiamare l'unica persona che conosco qui
dentro;provo a contattare mia cognata diverse volte ma nulla, non risponde; do il telefono al
signore accanto a me , lo vedo digitare il numero del pronto intervento, qualcuno gli risponde e
capisco che gli sta dando tutte le indicazioni su dove ci troviamo, domanda a chi e' dall'altra
parte del telefono cosa sia successo e dalla faccia che fa capisco che non deve essere nulla di
buono.......
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TU SEI LA MIA RINASCITA
ChickLitElena Luce e' una donna bella, intraprendente, dedicata alla sua meravigliosa famiglia... all'eta'di 32 anni possiede gia' tutto cio' che una donna puo' desiderare, un marito che l'ama, un figlio che adora, fino a quando un giorno tutto il suo mondo...
