Sono trascorse due ore, l'aria inizia ad essere irrespirabile, stiamo aspettando i soccorritori ma
ancora non si vede nessuno e da cio' che mi ha detto Adrien, il nome del signore che parla in
italiano, siamo bloccati tra il 59/58 simo piano, sembra sia stato un attentato ma non ne
abbiamo certezza..
L'odore del fumo inizia a sentirsi pure qui dentro e nei volti dei presenti c'e' la disperazione e la
paura, nessuno parla e cerchiamo di stare calmi; ho provato a chiamare diverse volte mio
fratello, mia cognata ma niente, la batteria del mie telefono e' quasi scarica quindi evito di
usarlo, penso a mio figlio ed ho paura, sara' ancora a scuola ignaro di cio' che sta succedendo a
sua madre, penso al suo sorriso, ai suoi abbracci e mi faccio forza....
il suono del telefonino attira la mia attenzione... Natalie!
<Elena mi hai chiamata?>
non riesco a sentirla bene e capisco dal suo tono che e' ignara del fatto che sia chiusa qui dentro..
< Natalie...> ho le lacrime agli occhi
< Elena ti sento male.... tutto bene? Mi dispiace per il mio capo...>
le lacrime scendono in maniera irrefrenabile, ho tenuto troppa tensione dentro ed ora sentendo
una voce familiare mi sono lasciata andare...
<Elena per favore non piangere.... qui da noi e' successo un disastro, pensano sia un attentato!>
a quelle parole mi riprendo dal mio stato
< Natalie sono bloccata in ascensore da due ore...>
> Cosa? Nell'edificio di Dupont?>
< Si i soccorritori dovrebbero arrivare ma ancora non si e' visto nessuno>
< Elena..> sento la preoccupazione di mia cognata, la linea e' disturbata, sta dicendo qualcosa ma
il cellulare mi abbandona e anche la mia ultima speranza se ne va...
Penso siano passate tre ore, sento caldo, l'aria e' soffocante, le persone attorno a me sono
sedute a terra, chi ha tolto le loro scarpe eleganti, chi le loro giacche eleganti... in questo
momento non c'e' chi e' piu' ricco o piu' povero.. in questo momento siamo tutti uguali....
Da fuori si sente un frastuono pazzesco ed io ogni tanto chiedo ad Adrien se riesce a capire
qualcosa, ma niente, nessuno parla, cerchiamo di risparmiare l'aria gia' compromessa dal fumo....
Incomincio ad avere sonno, vorrei chiudere gli occhi ma ogni volta che ci provo Adrien mi da'
una pacca per svegliarmi...
< Non devi dormire!>
E' il piu' vigile di tutti, appena si accorge che uno di noi prova a chiudere gli occhi li sveglia... non
hanno nemmeno sentito le nostre urla in mezzo a tutto questo chiasso e chissa' se mia cognata
avra' capito qualcosa, chissa' se sta cercando di salvarci!!!
Guardo Adrien.. e' un bel uomo, di carattere, molto elegante nei modi di porsi nonostante
questa situazione, sara' sulla quarantina e dal tipo di abbigliamento svolgera' un lavoro
importante...
Si accorge che lo sto osservando...
< Come ti chiami italiana?>
< Elena>
< Allora Elena... vedrai che ci verranno a salvare>
faccio un sorrisino <grazie per cio' che hai fatto e continui a fare>
ricambia il sorriso < quando usciremo da questa situazione per sdebitarti verrai a cena con me>
non e' ne il luogo ne il momento per un appuntamento ma il suo ottimismo mi da' fiducia e
coraggio
< Accetto volentieri!>
FRANCISE
Sono seduto nel mio ufficio con Natalie a concludere le ultime scartoffie per concludere l'affare
con gli italiani ma non riesco ad essere molto concentrato, penso a quell'italiana, alla sua
sfacciataggine, al suo modo di porsi e al modo in cui riesce a farmi saltare i nervi, se non fosse per
tutto questo potrei anche dire che e' una bella donna!
Penso alla prima volta che l'ho vista, era cosi' imbarazzata con quei suoi occhi così dolci che
dentro di me hanno scatenato delle sensazioni a cui non sono mai stato abituato e questo mi ha
spinto a comportarmi in maniera sgarbata nei suoi confronti...
Pensavo di non rivederla piu' ed invece me la sono ritrovata nella serata di beneficenza, non
pensavo che Natalie l'avesse assunta per lavorare e dopo quel disastro con il vassoio ho perso le
staffe... e poi con quel tovagliolo cosa pensava di fare?
Ma vederla così orgogliosa e pronta a difendere la sua dignita' mi ha fatto sentire proprio un
verme ma ogni volta che e' nei paraggi riesce a destabilizzarmi e questo non va bene... anche
stamattina quando me la sono ritrovata fuori dalla sala riunioni!
Si e' giustificata con la scusa che cercava la cognata e ultimamente tratto male pure lei che colpe
non ha!
I miei pensieri vengono distolti da un grosso boato proveniente dai piani bassi del mio ufficio e
dopo pochi secondi la mia porta viene aperta dai ragazzi della sicurezza avvisandomi di cio' che
era appena successo, mi dicono dell'esplosione avvenuta al 59 simo piano, chiamo i
responsabili di quel reparto, ricevo alcune immagini ed e' un disastro!
Siamo bloccati nel mio piano da circa tre ore, sono perennemente tenuto aggiornato di cio' che
sta accadendo, i vigili del fuoco e i soccorsi sanitari sono all'opera, le persone sono state messe
in sicurezza, ci sono morti e feriti gravi...
Vedo Natalie allontanarsi con il telefono in mano, sicuramente vorra' avvisare la famiglia e
mentre la vedo parlare il suo sguardo si rabbuia, la sento gridare e la cosa mi sorprende visto
che non e' da lei fare cosi'...
D'istinto mi avvicino e mi guarda con le lacrime agli occhi..
< Cos'e' successo Natalie?> la vedo osservare lo schermo < Natalie?>
Finalmente si scuote < mia cognata Elena e' rimasta bloccata in ascensore al 59 simo piano!>
Non so cosa mi succede ma al pensiero di lei in pericolo e chiusa dentro un ascensore da quasi
tre ore fa scattare qualcosa a cui non voglio dare una spiegazione ora, cosi' senza pensare
agisco d'impulso!
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TU SEI LA MIA RINASCITA
ChickLitElena Luce e' una donna bella, intraprendente, dedicata alla sua meravigliosa famiglia... all'eta'di 32 anni possiede gia' tutto cio' che una donna puo' desiderare, un marito che l'ama, un figlio che adora, fino a quando un giorno tutto il suo mondo...
