CAPITOLO 10

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Sono trascorse due ore, l'aria inizia ad essere irrespirabile, stiamo aspettando i soccorritori ma 

ancora non si vede nessuno e da cio' che mi ha detto Adrien,  il nome del signore che parla in 

italiano, siamo bloccati tra il 59/58 simo piano, sembra sia stato un attentato ma non ne 

abbiamo certezza..

L'odore del fumo inizia a sentirsi pure qui dentro e nei volti dei presenti c'e' la disperazione e la 

paura, nessuno parla e cerchiamo di stare calmi; ho provato a chiamare diverse volte mio 

fratello, mia cognata ma niente, la batteria del mie telefono e' quasi scarica quindi evito di 

usarlo, penso a mio figlio ed ho paura, sara' ancora a scuola ignaro di cio' che sta succedendo a 

sua madre, penso al suo sorriso, ai suoi abbracci e mi faccio forza....

il suono del telefonino attira la mia attenzione... Natalie!

<Elena mi hai chiamata?>

non riesco a sentirla bene e capisco dal suo tono che e' ignara del fatto che sia chiusa qui dentro..

< Natalie...> ho le lacrime agli occhi

< Elena ti sento male.... tutto bene? Mi dispiace per il mio capo...>

le lacrime scendono in maniera irrefrenabile, ho tenuto troppa tensione dentro ed ora sentendo 

una voce familiare mi sono lasciata andare...

<Elena per favore non piangere.... qui da noi e' successo un disastro, pensano sia un attentato!>

a quelle parole mi riprendo dal mio stato 

< Natalie sono bloccata in ascensore da due ore...>

> Cosa? Nell'edificio di Dupont?>

< Si i soccorritori dovrebbero arrivare ma ancora non si e' visto nessuno>

< Elena..> sento la preoccupazione di mia cognata, la linea e' disturbata, sta dicendo qualcosa ma

 il cellulare mi abbandona e anche la mia ultima speranza se ne va...

Penso siano passate tre ore, sento caldo, l'aria e' soffocante, le persone attorno a me sono

 sedute a terra, chi ha tolto le loro scarpe eleganti, chi le loro giacche eleganti... in questo

 momento non c'e' chi e' piu' ricco o piu' povero.. in questo momento siamo tutti uguali....

Da fuori si sente un frastuono pazzesco ed io ogni tanto chiedo ad Adrien se riesce a capire

qualcosa, ma niente, nessuno parla, cerchiamo di risparmiare l'aria gia' compromessa dal fumo....

Incomincio ad avere sonno, vorrei chiudere gli occhi ma ogni volta che ci provo Adrien mi da' 

una pacca per svegliarmi...

< Non devi dormire!>

E' il piu' vigile di tutti, appena si accorge che uno di noi prova a chiudere gli occhi li sveglia... non 

hanno nemmeno sentito le nostre urla in mezzo a tutto questo chiasso e chissa' se mia cognata

 avra' capito qualcosa, chissa' se sta cercando di salvarci!!!

Guardo Adrien.. e' un bel uomo, di carattere, molto elegante nei modi di porsi nonostante 

questa situazione,  sara' sulla quarantina e dal tipo di abbigliamento svolgera' un lavoro 

importante...

Si accorge che lo sto osservando...

< Come ti chiami italiana?>

< Elena>

< Allora Elena... vedrai che ci verranno a salvare>

faccio un sorrisino <grazie per cio' che hai fatto e continui a fare>

ricambia il sorriso < quando usciremo da questa situazione per sdebitarti verrai a cena con me> 

non e' ne il luogo ne il momento per un appuntamento ma il suo ottimismo mi da' fiducia e 

coraggio 

< Accetto volentieri!>

                                                                                        FRANCISE

Sono seduto nel mio ufficio con Natalie a concludere le ultime scartoffie per concludere l'affare

 con gli italiani ma non riesco ad essere molto concentrato, penso a quell'italiana, alla sua 

sfacciataggine, al suo modo di porsi e al modo in cui riesce a farmi saltare i nervi, se non fosse per

tutto questo potrei anche dire che e' una bella donna!

Penso alla prima volta che l'ho vista, era cosi' imbarazzata con quei suoi occhi così dolci che

dentro di me hanno scatenato delle sensazioni a cui non sono mai stato abituato e questo mi ha 

spinto a comportarmi in maniera sgarbata nei suoi confronti...

Pensavo di non rivederla piu' ed invece me la sono ritrovata nella serata di beneficenza, non 

pensavo che Natalie l'avesse assunta per lavorare e dopo quel disastro con il vassoio ho perso le

 staffe... e poi con quel tovagliolo cosa pensava di fare?

Ma vederla così orgogliosa e pronta a difendere la sua dignita' mi ha fatto sentire proprio un 

verme ma ogni volta che e' nei paraggi riesce a destabilizzarmi e questo non va bene... anche 

stamattina quando me la sono ritrovata fuori dalla sala riunioni!

Si e' giustificata con la scusa che cercava la cognata e ultimamente tratto male pure lei che colpe

 non ha!

I miei pensieri vengono distolti da un grosso boato proveniente dai piani bassi del mio ufficio e 

dopo pochi secondi la mia porta viene aperta dai ragazzi della sicurezza avvisandomi di cio' che 

era appena successo, mi dicono dell'esplosione avvenuta al 59 simo piano, chiamo i 

responsabili di quel reparto, ricevo alcune immagini ed e' un disastro!

Siamo bloccati nel mio piano da circa tre ore, sono perennemente tenuto aggiornato di cio' che 

sta accadendo, i vigili del fuoco e i soccorsi sanitari sono all'opera, le persone sono state messe 

in sicurezza, ci sono morti e feriti gravi...

Vedo Natalie allontanarsi con il telefono in mano, sicuramente vorra' avvisare la famiglia e 

mentre la vedo parlare il suo sguardo si rabbuia, la sento gridare e la cosa mi sorprende visto 

che non e' da lei fare cosi'...

D'istinto mi avvicino e mi guarda con le lacrime agli occhi..

< Cos'e' successo Natalie?> la vedo osservare lo schermo < Natalie?>

Finalmente si scuote < mia cognata Elena e' rimasta bloccata in ascensore al 59 simo piano!>

Non so cosa mi succede ma al pensiero di lei in pericolo e chiusa dentro un ascensore da quasi 

tre ore fa scattare qualcosa a cui non voglio dare una spiegazione ora, cosi' senza pensare 

agisco d'impulso!

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