La ragione e l'amore sono nemici giurati.
Pierre Corneille
–Pensi troppo, zio. Ti fa male- asserì Hans, il nipote cinquenne di Franz, che alzò gli occhi su di lui, non riuscendo a trattenere una risatina: il contrasto tra l'espressione solenne del bambino e il labbro superiore macchiato di latte al cioccolato era veramente buffo!
–Hai ragione- rispose. –Purtroppo, lo zio è una di quelle persone che non mettono mai in pausa il cervello.
–Spegnilo, allora- replicò il piccolo con semplicità, scrollando le spalle.
–Parole sante, Hans- esalò Alexander, baciò sulla testa il figlio e lo lasciò libero di andare nella sua stanza ad accanirsi sul fratellino.
–Dovresti essere più severo con lui, Xandi- commentò Franz. –Non è giusto che maltratti Wilhelm solamente perché è più debole!
–Non gli fa nulla che non ti abbia fatto io quando eravamo piccoli- ribatté Alexander.
–Appunto- sibilò Franz, cupo. Adorava Hans senza riserve, ma, forte della solidarietà tra fratelli minori, parteggiava per Wilhelm.
Pungolato dal senso di colpa, Alexander si schiarì la voce e si affrettò a cambiare argomento.
–Allora, qual buon vento ti porta qui?
–Ho bisogno di una mano, Xandi- mormorò Franz. –Persuadimi che sto facendo la cosa giusta, perché non ne sono più tanto convinto.
Alexander stava per approfondire la questione, quando la porta d'ingresso si aprì e Serle Weil entrò, urlando –Alex, sono carica come un mulo, vieni ad aiutarmi!
–Serle, per favore! Sto parlando con Franz!
–E allora? Mica devi sollevare le buste con la lingua! Avanti, su, muovi il tuo bel sederino, o la cena stasera te la cucini da solo!
Di fronte a una minaccia del genere qualunque uomo privo di abilità culinaria avrebbe ceduto, e Alexander non fece eccezione: scattò sull'attenti come un soldatino e si precipitò ad alleggerire il carico di bustoni di sua moglie.
Poggiò la spesa sul tavolo della cucina e ridacchiò –Non sapevo avremmo avuto una squadra di calcio ospite da noi!
–Spiritoso! Ho fatto la spesa oggi perché conveniva, i prodotti biologici erano in offerta- sbuffò Serle, quindi aggiunse, sorridendo al cognato –E' meraviglioso vederti, Franz. Quel bifolco di mio marito ti ha almeno offerto un caffè?
–Certo che sì!- replicò Alexander, offeso. –E non sono un bifolco!
–Se lo dici tu, caro- rispose la donna, sorridendo di nascosto mentre riempiva il frigorifero.
Alexander si sedette, a braccia conserte, in attesa di rimanere nuovamente solo con suo fratello, poi, compreso che sua moglie non aveva alcuna intenzione di sloggiare, sbottò –Serle, in caso non l'avessi capito, stiamo facendo un discorso da uomini! Potresti sloggiare?
–Io non mi muovo da qui, Alexander. Non lascerò scongelare del cibo per assecondare la tua immaturità- rispose lei, senza smettere di sistemare la spesa. –Continuate pure come se non ci fossi, non mi scandalizzo se fate una classifica delle tette più belle che avete visto finora.... A patto che le mie siano al primo posto, caro- aggiunse con tanto di maliziosa strizzata d'occhio.
Franz strabuzzò gli occhi: dopo sette anni, la franchezza di sua cognata riusciva ancora a sconvolgerlo.
Alexander, invece, che vi era abituato, si alzò, abbracciò da dietro Serle e la baciò, dopo un entusiastico –Ecco perché ti ho sposata, bella bionda!
Un sonoro tossicchiare riportò l'attenzione dei due piccioncini su Franz, che disse, cercando di nascondere un sorriso –Vorrei non assistere al concepimento di un terzo nipotino. Grazie.
STAI LEGGENDO
Dr. Irving, M.D.
RomanceLei: ha deciso di dedicarsi anima e corpo al lavoro, nonostante una migliore amica determinata a ravvivare la sua vita sentimentale, "più piatta dell'elettrocardiogramma di un cadavere". Dopo una cocente delusione, ha deciso di fare suo il mantra: "...
