New friends

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L'amicizia e l'amore non si chiedono come l'acqua, ma si offrono come il tè.
Detto zen

Solitamente, Faith adorava avere ragione, ricevere conferme della bontà del proprio intuito. Non in questo caso: come previsto, l'amico di Brian con cui Abigail sperava di accasarla (per usare un termine caro alla sua amica) si era rivelato essere un Brian che non ci aveva creduto abbastanza (ossia un playboy da strapazzo, ma del tutto privo dello charme di Brian), e Weil si era rivelato essere il collega più sadico che potesse incontrare.
Era rigido all'inverosimile, pignolo, ipercritico, e sembrava determinato a farle scontare le rispostacce del primo giorno: più lei cercava di sfuggire dal suo radar e svolgere il suo lavoro in tranquillità, più lui la spingeva sotto i riflettori; non era gentile con nessuno, ma con lei toccava punte di perfidia ignote ai comuni mortali.
Poco importava che la severità di Weil fosse una (non proprio palese) dimostrazione di stima -la pungolava per spingerla a dare il meglio perchè vedeva in lei un talento da coltivare - i suoi modi le ricordavano dolorosamente Cyril, l'uomo che l'aveva abbandonata alla soglia delle nozze, rendendo le ore che trascorreva in ospedale una vera e propria tortura psicologica. Se non fosse stata totalmente assorbita dall'autocommiserazione, forse avrebbe avuto una diversa considerazione di lui, e, forse, avrebbe fatto caso alle occhiate che Weil ogni tanto le rivolgeva, convinto che nessuno lo guardasse; forse avrebbe notato l'impercettibile sorriso che si formava sul suo viso ogni volta che rispondeva correttamente ai suoi quesiti e la smorfia delusa che compariva, invece, quando rispondeva alle sue invettive chinando la testa e fingendo indifferenza.
Era convinta che, in quanto ultima arrivata, il suo lavoro, per qualche mese, sarebbe consistito in scartoffie, caffè e fotocopie per i superiori, perciò rimase (piacevolmente) sorpresa quando Weil, sostenitore della superiorità di una formazione pratica, una volta acquisite le basi teoriche, le aveva ordinato di indossare il camice e le aveva consegnato il bisturi; per l'emozione, lo aveva fatto cadere sul pavimento tre volte, suscitando l'ilarità dei presenti, e uno sbuffo infastidito di Weil, che ebbe da obiettare anche sulla sua tempistica.

–Per l'amor del cielo, Irving, questo tizio è morto, non c'è bisogno di essere delicati! Avanti, su, un taglietto e via! Datti una mossa, non ho tutto il giorno.

–Posso farlo in fretta... oppure posso farlo bene.

–Bene e in fretta è chiedere troppo? Un bradipo sarebbe più rapido di te!
Faith non rispose, si limitò, come al solito, ad abbassare lo sguardo e far finta di niente.

–Potrei finire io- propose Rajiv, più per allentare la tensione che per reale desiderio di sostituire Faith.

–Perché no? Faremmo alla svelta, e non dovrei nausearmi vedendo come questa qui regge il bisturi: non so se te ne sei accorta, Irving, ma quello che hai in mano non è un aratro, va tenuto come...

–Una penna. Lo so.

–E tu una penna la reggi in quel modo barbaro? Chi ti ha insegnato a scrivere, un babbuino?
Faith scrollò le spalle, rispose a tono –Una balbettante, bambocciona banda di babbuini-, consegnò il bisturi a Weil e andò nella stanza medici a farsi un tè.
Mentre sorseggiava l'infuso, si chiese la ragione di una così forte animosità nei suoi confronti: non poteva essere misoginia, a parte la professoressa Eriksson, era l'unica donna in quel reparto, ma con i colleghi maschi non si comportava diversamente; non poteva essere invidia, cosa avrebbe potuto invidiarle? Lui era Franz Weil, brillante, affascinante ... Allora perchè ce l'aveva tanto con lei?
Fu solo quando Faith, irata, lo minacciò di rivolgersi alla professoressa Eriksson, che Franz le diede un po' di tregua. Purtroppo, la tregua era destinata a rompersi un giorno di inizio ottobre.

–Faith!- trillò Jeff, accorrendo da lei felice come una pasqua. –Non ho potuto fare a meno di ascoltare alcuni stralci della tua conversazione telefonica... tra parentesi, con chi hai parlato? Ha una voce così sexy! Dimmi che è single, ti prego!

Dr. Irving, M.D.Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora