"L'amore comporta un'insondabile combinazione di comprensioni ed equivoci".
Diane Arbus
–Un brindisi a noi tre!- urlò stridulamente Bridget, decisamente brilla dopo diversi Martini. In un altro locale l'avrebbero quasi certamente buttata fuori, ma il bello e il brutto dei pub irlandesi era proprio questo: l'assoluta libertà. Volevi far baldoria con un bicchiere in mano? Bene! Volevi stare in un angolo a deprimerti? Benissimo! Volevi dissertare di economia, politica, sociologia, letteratura, storia e scienze? Fantastico! Volevi cimentarti in una gara di rutti? Meraviglioso! Insomma, l'unica regola era l'assenza di regole.
Faith levò in alto il boccale di birra e lo vuotò senza entusiasmo. Aveva accolto con piacere la proposta delle sue pazze migliori amiche di organizzare un'uscita al femminile, suggerendo di bere qualcosa all'Irish Stallion Pub - dove abitualmente si ritrovava con gli amici il venerdì sera, prima di 'Genital Hospital' - peccato che la serata non si stesse rivelando pari alle aspettative. Adorava Franz, ma da quando avevano presenziato al lancio del libro di Connie era stato così sfuggente che non voleva vederlo né sentirlo per una sera. Il problema era che, nonostante non fosse fisicamente presente, monopolizzava i suoi pensieri. Come la quasi totalità delle donne, Faith, per quanto razionale, possedeva una vena latente di auto-colpevolizzazione che la spingeva, nei momenti di crisi, a domandarsi di continuo dove potesse aver sbagliato; il pensiero che ad essere in torto in quella particolare occasione fosse Franz non l'aveva neppure sfiorata.
–Stai bene, F?- le chiese Abigail, occhieggiando con disapprovazione l'altra amica, che ci stava provando spudoratamente col barista. Aver notato che questi sembrava trovare più divertenti che seducenti le avances di Bridget fece sospirare entrambe di sollievo.
–Franz mi evita e non so perché. Secondo te come sto?- piagnucolò, per poi ordinare un'altra pinta. Non era nei suoi piani ubriacarsi, però, ora che Melanie, Allison, Monica e Connie se n'erano andate, poteva concedersi un'ultima pinta. Il barista rossiccio e lentigginoso da lei ribattezzato "Sam" ( per via della straordinaria somiglianza con l'attore che interpretava la spalla di Frodo nella trasposizione cinematografica de 'Il Signore degli Anelli'), gliela porse con un sorriso che le parve vagamente familiare, sebbene non sapesse spiegarne la ragione, dato che conosceva l'uomo soltanto di vista e non sapeva neanche il suo vero nome. A dire il vero credeva addirittura fosse muto, finché non le rivolse la parola, ponendole una domanda inaspettata.
–Come mai la tua amica simpatica non è qui?
–Ti tocca specificare, le mie amiche sono tutte simpatiche- replicò lei con un sorrisetto da dietro il boccale ancora piuttosto pieno: che il destino le stesse dando una mano a formare un'altra coppietta felice?
–Quella brunetta riccia, con gli occhiali... che ordina sempre irish coffee... Damnaigh, com'è che si chiama? Ah, sì: Margareth!
Alla Irving andò di traverso la birra. Si coprì la bocca con la mano per impedire che preziose gocce di Guinness andassero perdute, dopodiché si ricompose ed esalò –C-Conosci Maggie?
–A volte scambiamo quattro chiacchiere quando venite qui il venerdì- rispose lui, specchiandosi in un bicchiere lindo a dovere.
–Che genere di chiacchiere?- inquisì Faith, scioccata: che le fosse sfuggito un flirt che avveniva proprio sotto il suo naso? "Impossibile", si disse, "Meg è troppo timida per conversare con chicchessia. Saranno state quattro chiacchiere di numero. Sì, dev'essere così. Non c'è bisogno di preoccuparsi: Meg seguirà i miei consigli, si metterà con Paddy e vivranno felici e contenti bevendo irish coffee."
–Chiacchiere- bofonchiò evasivo.
–Per definirla simpatica devono essere state chiacchiere divertenti- incalzò Faith, decisa ad andare in fondo alla questione.
–Non necessariamente- ribatté "Sam". –Stiamo dando aria alla bocca inutilmente, eppure ho già intuito che sei cocciuta e troppo curiosa per il tuo stesso bene. Ora, se vuoi scusarmi, corro a salvare due ingenue fanciulle dai cocktail all'ultima moda. Ah, i giovani d'oggi!- sospirò scuotendo il capo. –Cos'ha che non va il buon vecchio whiskey?
–Non finisce qui!- gli urlò dietro Faith, ricevendo come risposta un ilare –Che avevo detto? Testarda come un mulo!
La replica della Irving venne stroncata sul nascere da una scatenata Abigail, che la trascinò a ballare, convinta che nulla curasse il mal d'amore meglio di un reel.
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Dr. Irving, M.D.
RomanceLei: ha deciso di dedicarsi anima e corpo al lavoro, nonostante una migliore amica determinata a ravvivare la sua vita sentimentale, "più piatta dell'elettrocardiogramma di un cadavere". Dopo una cocente delusione, ha deciso di fare suo il mantra: "...
