"Un progetto che promette felicità assoluta non potrà mai avere successo; e una totale delusione può essere respinta solo difendendosi con qualche piccolo, peculiare dispiacere".
Orgoglio e Pregiudizio, Jane Austen
Harry James considerava una debolezza mostrare i propri vizi agli altri, amici e parenti compresi; per questo, mentre malediceva Chris e armeggiava col cursore su un'immagine da modificare con Photoshop, deglutì sonoramente, tendendo l'orecchio al fine di cogliere qualsiasi rumore potesse indicare la presenza in casa di sua sorella.
La suddetta sorella, però, riuscì comunque a coglierlo di sorpresa.
–Ho un fratello normale! Alleluia!- esclamò.
–Ne dubitavi, forse?
–Leva il "forse"- ammise lei con una scrollata di spalle. –Oh, non guardarmi così, non è colpa mia se sembri un automa, invece che un essere umano. Non fumi, bevi con moderazione, segui una dieta equilibrata, ti sei laureato in regolissima col massimo dei voti, sgobbi peggio di un mulo, gli unici svaghi che ti concedi sono la palestra e l'uscita del venerdì per vedere quel serial osceno. Sono sicura che chi ha asserito "preferisco il paradiso per il clima, l'inferno per la compagnia" pensasse a te. Non sai quanto ho desiderato beccare Mr. Perfezione con le mani nel vasetto della marmellata, o meglio, a smanettare su foto porno!
–Harp- sospirò stancamente Harry. –Non è come credi. Sto ... ecco ... facendo un favore a un amico.
–Si dice così, adesso?- scherzò Harper, issandosi sulla scrivania. –Ho sentito scuse più originali. Il mio ex -per inciso, avevi perfettamente ragione, è un cretino matricolato - diceva che di esercitarsi guardando film in giapponese!
–Harp, tu non hai fatto... cosacce con quel decerebrato, vero?- esalò il radiologo, scrutandola con la vista a raggi X.
–Harry, cosa credi faccia con gli uomini con cui esco, partite di bridge?- sbottò sua sorella. –Ho ventotto anni e, a differenza tua, una sana vita sessuale!
–La, la, la, non ti sento!- cantilenò il suo iperprotettivo fratellone, tappandosi le orecchie: aveva promesso ai loro genitori che si sarebbe preso cura di lei, e prendeva questo compito molto seriamente. Quando una seccata Harper gli tolse le mani da sopra le orecchie, aggiunse –Non ti riguarderebbe, ma sono sincero: il "lavoretto" è per Franz.
–Franz? Il tuo gemello diverso separato alla nascita?- chiese Harper, incredula. –Condoglianze alla povera martire che ha deciso di dargliela volontariamente!
–La "martire" non gli ha ancora dato niente, ed è la ragazza nelle foto- spiegò con sussiego Harry.
Harper si sporse per esaminare le fotografie non ancora ritoccate e commentò –Da quando al tuo amico snob "o strafiga o niente" piacciono cicciottelle? Comunque è carina. Mi piacciono i suoi occhi e la bocca... per non parlare delle guance: con degli zigomi del genere, non avrà mai bisogno del chirurgo plastico!- Harry ridacchiò, pensando alla nuova fiamma di Faith, Marcus Best, e Harper ne approfittò per perorare la causa che da anni a quella parte aveva eletto a propria crociata. –Prima Chris, poi Franz... è ora che anche tu ti sistemi. Non vuoi darmi una cognata con cui lamentarmi di te?
Harry preferì cambiare argomento.
–Sbaglio, o hai tralasciato Robert?
–Sbaglio, o hai evitato di rispondere?- lo schernì Harper.
–E' un vero peccato che tra voi non abbia funzionato- disse poi, sicuro di colpire nel segno. Adorava far arrabbiare la sua sorellina. –Di tutti i deficienti che camminano su questo pianeta, Robert è tra i pochi che tollererei come cognato!
Come previsto, Harper si irrigidì, saltò giù dalla scrivania, gli mostrò il dito medio e se ne andò sbattendo la porta.
***
Quando ricevette la lieta novella, Mrs. Irving impiegò parecchi minuti per recuperare l'uso della parola (per la gioia di suo marito, che poté finalmente chiacchierare con la figlia senza essere disturbato). Non appena si riprese dallo shock, però, riacquistò il consueto piglio da Führer. Si collegò a internet per alcune ricerche, poi arpionò la cornetta dell'inossidabile telefono anni '90 e trillò –Cucciola, siamo così fieri di te! Tu, una specializzanda, praticamente il fango sotto l'ultima ruota del carro alias reparto...
–Grazie, mamma- sibilò, risentita, Faith.
–A un congresso!- concluse la donna, ignorandola. –A Miami! Certo, la Florida non sarà culturalmente stimolante come New York o Boston, ma almeno starai al caldo! Ho già controllato il meteo, troverai cielo sereno, giusto qualche nuvola il quindici e il sedici mattina, e temperature superiori alla media stagionale, perciò vedi di non conciarti da montanara in vacanza...- mugolio esasperato di Faith. –Ho dato anche un'occhiata all'hotel in cui alloggerai, il Coconut Hotel, quattro stelle, a Coconut Grove; dà su Biscayne Bay ed è a pochi minuti da Coral Gables. Stando ai commenti raccolti in vari blog e siti specializzati, la zona dovrebbe essere residenziale e tranquilla, comunque occhio al portafogli, mi raccomando! Sai, sono rimasta piacevolmente sorpresa dalla quantità di attrattive turistiche: ero convinta che Miami non offrisse nulla più di spiagge e divertimenti notturni, invece, oltre al Parco delle Everglades, che ti vieto tassativamente di visitare, perché non voglio ritrovarmi una figlia mezza mangiucchiata da un alligatore bongustaio- "Parco delle Everglades, eh? Grazie dell'informazione, ci andrò subito dopo aver disfatto la valigia!", pensò Faith con un sorrisetto furbo (fortuna che sua madre non poteva vederla). –Ci sono alcuni edifici storici, un orto botanico favoloso, El Jardin, vicino all'albergo, e diversi siti archeologici!
–Mamma!- strillò Faith, riuscendo finalmente a zittirla. –In caso ti fosse sfuggito, vado lì per lavoro. L'unico aspetto eccitante di Miami è che potrò finalmente ripercorrere i passi di Horatio Caine e della dottoressa Woods, i miei miti!
–Cucciola, hai ventisei anni, non sei un po' grandicella per ossessionarti con le serie tv?- sospirò Mrs. Irving.
–Mai!- ululò Faith. –Sognerò le scene del crimine e gli addominali di Adam Rodriguez anche a ottant'anni!
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Dr. Irving, M.D.
RomanceLei: ha deciso di dedicarsi anima e corpo al lavoro, nonostante una migliore amica determinata a ravvivare la sua vita sentimentale, "più piatta dell'elettrocardiogramma di un cadavere". Dopo una cocente delusione, ha deciso di fare suo il mantra: "...
