"Il colpo di fulmine è un secolo che dura un secondo."
André Dussolier
Faith aveva pensato bene di unire l'utile - dare il bentornato a Demon, tornato definitivamente in patria dopo sei mesi di vagabondaggi - al dilettevole, ossia fare merenda con una tazza di tè e deliziosi pasticcini preparati dalle mani fatate di Melanie Bardon in Bailey (non a caso soprannominata Cake Queen).
–È incredibile come la gente riesca a vedere il peggio nei gesti più innocenti! Va bene che Robert ha una certa fama - si vocifera che si intrattenga con le pazienti più giovani e fighe dopo, e a volte durante, l'orario di lavoro - ma santo cielo, non si invita un uomo nella propria casa solo se si hanno secondi fini! Purtroppo, quella sottospecie di comare di Julia Adler l'ha visto lasciare casa mia nel cuore della notte, naturalmente ha tratto le conclusioni sbagliate e ha subito gridato ai quattro venti che noi ...
Non riuscì a completare la frase: il solo pensiero di lei e Robert che facevano .... cose le dava la nausea. Rabbrividì, facendo roteare nel piattino la tazza di tè al mirtillo che aveva ordinato.
Demon Keynes scosse il capo e sospirò rumorosamente, irritato dall'inguaribile fiducia dell'amica nel genere umano, infine le dispensò una delle sue immancabili perle di saggezza da matematico impenitente.
–La cosa ti sorprende? Niente soddisfa la meschinità umana più di un buon pettegolezzo, specialmente se ne è oggetto qualcuno che tenta di comportarsi in maniera irreprensibile. Sei arrivata in quell'ospedale preceduta da una fama da Mata-Hari in camice bianco, disposta a tutto per fare carriera; ovvio si aspettassero tutti che dessi scandalo! Hanno compensato le aspettative deluse con un pettegolume di bassa lega su una stronzata che, di fatto, non è mai avvenuta. La Serpent che conosco, e adoro, si farebbe una risata di questo assurdo teatrino. Che ti frega di cosa pensano di te i pettegoli dell'ospedale? Hai dormito con Patterson? Se sì, buon per te, hai tolto le ragnatele dai piani bassi; se no ...
–Quante volte devo ripeterlo? Non ho dormito con Robert!- ruggì indignata Faith, battendo i pugni sul tavolo con tale veemenza, da rischiare di rovesciare la tazza col tè.
–Non in quel senso. Ci siamo addormentati sul divano, abbracciati. Kyle aveva inferto un duro colpo alla mia autostima, avevo bisogno di un amico, e lui mi è stato vicino. Punto. Non avrei mai ... non con lui!
Demon si massaggiò le tempie; lo faceva sempre, quando aveva bisogno di riflettere.
–Allora qual è il problema? Lascia che la bolla di sapone scoppi. Tempo due giorni, e qualcos'altro attirerà l'attenzione dei pettegoli.
–Il problema, Devil, è che da allora non mi guarda più negli occhi. Naturalmente, Bridge e Ab pensano sia meglio così.
–Perché è meglio se Robert non ti guarda?- chiese l'amico, perplesso, tra un boccone di crostata alle more e l'altro.
–Non Robert, Weil!- lo corresse, stizzita, Faith. –Per essere un cervellone, ti fai sfuggire l'ovvio con incredibile facilità .
–Weil?- latrò Demon, sbigottito. –Quello della festa? Non dicevi che è l'incarnazione del male?- rispose al sorrisetto colpevole dell'amica con un mormorio gutturale, seguito dal severo –Oh, mio Dio: te lo vuoi fare! Porca di una miseriaccia infame, Serp, avevi promesso di non ricascarci!
–Magari fosse solo quello! Ci sono cascata con tutte le scarpe, Devil. A quanto pare, ci sono lezioni che non si possono imparare, neanche sulla propria pelle.
–Perciò ... questo Weil ti piace. Perlomeno, hai buon gusto.
–Già- rispose mestamente Faith, mescolando nervosamente il tè. –Peccato che non mi degni più nemmeno di una misera occhiata.
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Dr. Irving, M.D.
RomantikLei: ha deciso di dedicarsi anima e corpo al lavoro, nonostante una migliore amica determinata a ravvivare la sua vita sentimentale, "più piatta dell'elettrocardiogramma di un cadavere". Dopo una cocente delusione, ha deciso di fare suo il mantra: "...
