lascialo andare

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Il tipo insieme al signor Kim prese i jikook in spalla. Entrambi nello stesso momento. Era un uomo molto alto e muscoloso, era uno scherzo per lui tirarli su insieme. Stavano camminando su per delle scale, che conducevano fino al terrazzo di quell'edificio situato sul tetto. Alla fine della scalinata c'era una porta, che non appena ci furono davanti il signor Kim aprí,rivelando il mondo esterno. Non appena arrivarono il tizio, che lavorava per il signor Kim, posò i jikook a terra prendendo la pistola posto poco lontano. Lo costrinse ad inginocchiarsi, legandoli i polsi. Li fece mettere uno accanto all'altro così da poterli vedere bene
-sai nipote, all'inizio non volevo arrivare a tanto. Volevo la tua azienda,sì, ma non sarei arrivato ad ucciderti. In fondo sei pur sempre mio nipote. Tu però sei diventato scomodo. Soprattutto perché alla prima occasione ti sei ributtato tra le braccia di quello stupido ragazzo vicino a te. Non potevi proprio stargli lontano eh?! Dovevi per forza fartelo, non potevi resistere eh?!-disse lui con tono scocciato ed arrabbiato, facendo sbiancare jk, il quale si rese conto delle parole appena detto dallo zio * quindi lui era lì mentre noi stavamo...* Pensò fissando il vuoto per qualche secondo
-non essere così sconvolto, è stato disgustoso pure per me guardare mentre te lo facevi. Da lì ho capito che stavo perdendo il controllo su di te e dovevo agire. Mi dispiace nipote, se solo tu fossi stato meno innamorato di lui le cose sarebbero andate diversamente. Eliminando te e tuo fratello, creerò la nuova famiglia cancellando la macchia da voi lasciata. Non preoccuparti farò in modo da farti risultare ancora vivo per qualche anno, con la scusa di esserti internato in un centro di recupero e guarda-disse tirando fuori un foglio ed avvicinandolo a jk
-hai anche firmato per lasciarmi la tua azienda, come custode mentre sei nel centro ed in caso di morte improvvisa di cessione della attività a me-continuò ridendo
-io non l'ho firmato, non lascerei mai la mia azienda ad una persona come te....mi fai schifo zio-disse jk per poi sputare contro il signor Kim, il quale ,dopo essersi pulito la scarpa,perse la pazienza e prese la pistola dalla mano del suo alleato puntandola contro la testa di Jimin. Jk quando se ne rese conto, impazzí inziando ad urlargli contro, sperando di far leva sul suo perdono
-NO NO TI PREGO, LUI LASCIALO STARE...MI DISPIACE ZIO NON VOLEVO SPUTARTI. PUNTALA SU DI ME, NON SU DI LUI. LUI LASCIALO ANDARE. NON PARLERÀ DI CIO CHE È SUCCESSO E QUANDO IO SARÒ MORTO SI RIFARÀ UNA VITA SENZA DI ME, SI DIMENTICHERÀ DI....-jk venne interrotto da un pugno, sferrato dallo zio, sul suo volto.
-smettila....lui sarà il primo a morire così tu soffrirai nel vederlo morire senza poter fare niente per impedirlo-disse lo zio con una risata malvagia. Riprese la pistola saldamente con la mano e la ripuntò su Jimin. Quest'ultimo si girò verso jk,con le lacrime agli occhi, dicendo qualcosa che lo fece piangere
-non preoccupati jk, ci rincontreremo nella prossima vita e ci ameremo di nuovo. Le anime che sono destinate a stare insieme lo sono per l'eternità, anche se i loro corpi muoiono le loro anime restano connesse. Sei tutto per me e tutto ciò che potevo desiderare in questa vita. Ti amo più di quanto io abbia mai amato nessuno, incluso me stesso- disse jimin con un sorriso triste che racchiudeva lacrime. Aveva gli occhi lucidi, cercava di resistere dal piangere per jk. Voleva che si ricordasse di lui forte e capace di sacrificarsi per lui. Jk lo guardò con sguardo abbandonato al pensiero di incontrarlo di nuovo nella loro vita successiva. Sapeva che da quella situazione non c'era scampo. Sapeva che lo zio lo avrebbe ucciso davanti ai suoi occhi, per poi uccidere anche lui. Con un flebile sorriso rispose a Jimin
-ti amo anche io piccolo-rispose jk per poi cercare un ultimo tentativo di libertà per lui-lascialo prendi me, ti prego prendi me....tu odi me, lui non centra....ti prego, lascialo  and....-disse jk avvicinandosi cammiando con le ginocchia allo zio per poi inciampare e cadendo di faccia sul pavimento. In quel momento si urdí un sparo, che fece fermare il cuore di jk per qualche istante. Rimase sul pavimento con uno sguardo perso nel vuoto. Era immobile con il viso contro il pavimento. Non poteva credere che l'amore della sua vita era morto. Non voleva crederci. Per lui ormai nulla aveva più senso, senza Jimin. Senza di lui aveva perso una parte di se, la parte che per lui contava di piu. Dopo qualche attimo dai suoi occhi iniziarono a sgorgare lacrime senza sosta. Iniziò a piangere, senza nenache rendersene conto in uno stato di confusione tale da non capire più cosa lo circondasse. *Il mio Jimin, non può essere morto. Non è morto. Jimin.....Jimin....jiiiiimmmmiinnnn* pensò mentre era ormai abbandonato al suo dolore sdraiato contro il pavimento. Era entrato in uno stato tale che il corpo e la mente erano riusciti a staccarsi l'uno dall'altra, anche se il dolore lo lacerava in entrambi. Era lì, pronto a ricevere il suo proiettile. Ormai non aveva più senso per lui vivere senza Jimin. Rimase fermo ad aspettare la sua fine, la quale era lenta ad arrivare. Il tempo gli sembrò non passare mai. Come se in quel turbine di dolore si fosse fermato per fargliene provare di più. Chiuse gli occhi, aspettando la morte. Era rannicchiato su se stesso nel suo dolore, finché non sentí una voce flebile che lo chiamava. Non si mosse dinnanzi ad essa, restando esattamente dove e come era fino a quel momento. Pensò che sicuramente si trattasse di suo zio che voleva influire ancora su di lui, ma ormai niente poteva più aumentare ciò che stava già provando.

SEI COME MEDove le storie prendono vita. Scoprilo ora