Ciao a tutte!
Sto leggendo i vostri messaggi e le vostre storie, vi ringrazio davvero per i complimenti (e le ff sono stupende)!
Purtroppo per ora non posso rispondere perchè ho le azioni bloccate di wattpad per un problema con l'email ma appena risolvo vi rispondo subito!
Spero vi piaccia questo capitolo e continuiamo a supportare Ev! ♥️
«E così ora papino ti vizia» scherza Evandro tirandomi un pugnetto sulla spalla.
«Gne gne» rispondo ridandogli il colpo.
«Posso farti una domanda? Però devi rispondermi sinceramente» domanda con aria seria.
«Okay» rispondo un po' spaventata.
«Le ballerine, e anche le ginnaste, si allenano per ore ed ore... avevi tempo per i ragazzi?» domanda un po' imbarazzato.
«Beh... si dai... dopo l'incidente presi una cotta esagerata per un mio amico più grande» dico sinceramente.
«Ed eri ricambiata?» domanda curioso.
«Beh... in un certo senso. Lui all'inizio non rispettò le mie scelte, poi mi allontanai e alla fine ci riavvicinammo, ma non si fece più avanti dopo che lo rifiutai... sessualmente» termino imbarazzata.
«Vu- vuoi dire che lui voleva fare s-sesso c-con te? A-a quanti anni?» chiede disgustato.
«Io appena quindicenne, lui fresco dei sedici» confesso abbassando lo sguardo.
Non fa più domande, così interrompo io il silenzio imbarazzante creatosi tra noi, durante il quale ho pensato di abbracciarlo per non so quale non tanto oscuro motivo.
«E tu? Ragazze...?» domando mettendola sul tono scherzoso.
«Beh, ne ho avuta qualcuna, ma mai niente di troppo serio» concluse sorridendo e abbassando lo sguardo.
«Niente di molto serio?! Quanti anni avevi?» domando perplessa.
Lui ride, poi risponde: «Beh, l'ultima mi ha lasciato poco meno di un mesetto fa» dice un po' sconsolato.
«E perché?!» domando sempre più perplessa.
«Mi considerava noioso e troppo sdolcinato» dice facendo spallucce.
«Che razza di idiota» mi lascio scappare arrossendo subito dopo.
Però, alla fine, anche lui ha sorriso!
«Insomma, nessuno dei due è molto fortunato in amore» dice per rompere di nuovo il silenzio imbarazzante creatosi tra noi.
Evidentemente non sa cosa rispondere, perché si limita semplicemente a ridere.
Mi piace la sua risata: il modo in cui piega gli angoli della bocca andando a formare una smorfia, dentatura perfettamente bianca, le labbra rosee aprirsi per far uscire dalla sua bocca quel bellissimo suono.
Ed è anche contagioso!
Infatti non appena inizia a ridere parto anch'io, trasportata dall'ilarità del momento.
Non capisco bene come, ma in un istante mi ritrovo molto vicina a lui, forse anche troppo. Riesco a vedere le sue iridi color nutella brillare mentre guardano i miei occhi dello stesso colore.
Sento il suo respiro affannoso vicino al mio, più o meno al suo stesso livello. Mi sembra quasi di vedere il suo cuore battergli in gola.
E poi.. il ticchettio della pioggia invade l'atmosfera, e sento la voce di mio padre: «Charlotte, dove sei?».
Immediatamente mi allontano da Evandro e mi alzo in piedi, senza distogliere lo sguardo dal suo viso tutto rosso, probabilmente come il mio.
«Papà, siamo in sala» rispondo avvicinandomi alla porta.
Quando entra e trova Evandro seduto sul divano rivolge strani sguardi ad entrambi.
Poi, dopo aver valutato e scartato l'opzione clandestinità, rivolge un sorriso ad Ev e si fa abbracciare.
«Jessica tornerà tra un paio di giorni» mi dice una volta sciolto l'abbraccio, «quindi devo occuparmi io di sistemare le carte con la scuola».
«Che scuola frequenterai?» s'intromette Ev.
«La Sapienza, tu?» risponde al mio posto papà.
«Oh, ci vado anch'io!» esclama lui sorridendo.
«Ah... a proposito Evandro, c'è tuo fratello qui fuori, penso che ti stia aspettando» dice papà ad un tratto probabilmente essendoselo appena ricordato.
Ev si alza di fretta dal divano guardandosi attorno disorientato, forse senza aver recepito per bene le informazioni di papà.
Sta di fatto che ci sorpassa in fretta e urla un saluto quando è già fuori dal salotto.
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Intonaco || Evandro
FanficCharlotte. 18 anni. Abruzzese. Evandro. 19 anni. Romano. Il destino li vorrà uniti. Come? Con la complicità di amici matti, padri colleghi, madri saputelle e fratelli impiccioni. Evandro continua a guardarmi attonito, come se stesse valutando ciò ch...
