Spalancai i portoni del teatro, quella voce, dovevo seguire quella voce. L'avevo già sentita, la conoscevo come si può conoscere i propri segreti più grandi. Ma a chi apparteneva? Non lo ricordavo e volevo a tutti i costi scoprirlo
**ATTENZIONE GENTE!!!! ora direte:"ma che cacchio vuole questa? Noi vogliamo solamente leggere il capitolo!" Ebbene dovere sapere che al momento non mi interessa e vi sorbirete i miei scleri UwU
Per prima cosa
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IO VI ADORO!!!! grazie mille! Non pensavo di raggiungere un traguardo così alto♥️
Seconda cosa
SIAMO AL CAPITOLO 20! Non ci posso credere e io che pensavo di farne massimo 10 ed invece eccomi qua a scassarvi l'anima con il ventesimo capitolo. Per l'occasione penso che lo farò più lungo, anzi sicuramente sarà più lungo .
Vi ringrazio ancora perché senza di voi non sarei mai arrivata a questo punto!
Vi voglio bene 🙃
Ok...basta smancerie adesso, cominciamo con il capitolo!**
Pov'T/N
Mi stavo innamorando ancora
Stesa sul mio nuovo letto, con gli occhi fissi sul tetto bianco della camera, pensavo e ripensavo a quella frase, cercando di riordinare i miei sentimenti. Dopo un'attenta riflessione capì che non poteva essere nient'altro che amore, quello che provavo per Bakugo Katsuki il leader indiscusso della band che io avevo sempre adorato e che ora era anche la mia band, o se non era quello allora doveva essere una cotta enorme. Ma quand'era che avevo cominciato a nutrire un sentimento più forte dell'amicizia, ed il rispetto, nei suoi confronti? Quand'era stato il momento? E soprattutto perché proprio di lui? Queste erano le domande a cui volevo trovare al più presto una risposta. Mi portai le mani sul viso, lasciando che coprissero i miei occhi, in un secondo le immagini dei minuti precedenti il concerto, quando Bakugo mi aveva rassicurata, quando mi aveva rivolto quelle parole piene di determinazione e, che a lui dovevano essere sembrate dure, ma a me erano risultate così dolci e quasi...fraterne e, ancora, quando si era avvicinato talmente tanto a me da sentire il calore del suo corpo sul mio e il suo respiro sfiorarmi le labbra. Era lì che mi ero innamorata di lui, appena pochi giorni prima? No, era successo molto prima, ma quando? Quanto tempo era passato prima che mi accorgessi dei miei veri sentimenti? Sospirai riportando le braccia lungo i fianchi, spiai fuori dalla finestra, piccoli fiocchi candidi scendevano lenti dal cielo. Non me ne ero accorta, ero talmente concentrata sui miei pensieri da non aver notato che fuori aveva cominciato a nevicare. Restai a fissare, rapita, quel bellissimo spettacolo per diversi minuti, un lieve sorriso increspava le mie labbra mentre mi rigiravo sul fianco per avere una visuale migliore. Ma quel momento di pace non durò per moto poiché fece il suo ingresso nella mia stanza il padrone di casa. Portai l'attenzione su di lui, dimenticandomi dei fiocchi. Alzai il sopracciglio per fargli intendere di dover dire qualcosa, se non altro il motivo della sua "visita".
Baku«vvieni giù in salotto»
Disse semplicemente lui per poi girarsi e tornare sui suoi passi. Rimasi un po' interdetta, ma feci comunque ciò che mi aveva ordinato. Infilai i miei piedi nudi nel ciabatte che tenevo ai piedi del letto per poi uscire anche io in corridoio e dirigermi verso il salone. Scesi lentamente le scale e piano piano un vociare, fin troppo allegro per i miei gusti, si fece sempre più forte. Come avevo previsto c'era tutta la band al completo, però era presente anche un'altra persona: capelli tinti di viola piegati in un'accurata simile a quella di Kirishima, occhi del medesimo colore porpora e due profonde occhiaie nere. Era seduto vicino a Kaminari, anche troppo per i miei gusti, lo squadrai per qualche istante ancora finché Sero non mi invitò a sedermi con loro, così lo raggiunsi e mi misi tra lui e il bracciolo del divano. Nella dalla era calato il silenzio. Aspettai che qualcuno dicesse qualcosa passando con lo sguardo su tutti i presenti, quando capì che nessuno avrebbe parlato sospirai.